domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Fine vita. Subito la legge in Parlamento
Pubblicato il 15-10-2015


Eutanasia-leggeLibertà di decidere della propria vita, delle cure da intraprendere, di avere una morta dignitosa. L’appello per avere finalmente una legge di fine vita questa volta è arrivato da Max Fanelli, il senigalliese di 54 anni affetto da Sla in stadio avanzato, che ha deciso di interrompere ogni terapia. Una scelta in polemica con il Parlamento che, nonostante in parlamento sia stata presentata una proposta di legge popolare e numerose Pdl su eutanasia e testamento biologico, non ha ancora calendarizzato il provvedimento.

«Mentre passano le settimane, per tutti noi, malati terminali di patologie incurabili e progressive, i disagi psicofisici aumentano e devi riuscire ad adattarti o a sopportare i nuovi dolori, le nuove incapacità» scrive Max Fanelli. «Io ad esempio, rimasto con un solo occhio e l’udito funzionanti – continua il malato di Sla- ho appena avuto una congiuntivite, ho subìto un’ulteriore semi paralisi della palpebra dello stesso occhio e sono costretto a farmelo inumidire ogni 15 minuti. Per scrivere 3 righe con il pc a controllo oculare, ci ho impiegato anche due ore. Insieme a tante altre situazioni come la mia – afferma Fanelli – i diritti dei morenti sono costantemente trascurati dai capigruppo di Camera e Senato, che ignorano ogni appello. Caro Stato, se non mi dai la libertà e la dignità, tieniti pure le medicine per la Sla”.

La lettera di Fanelli, uscita nei giorni scorsi sui giornali marchigiani, è stata portata all’attenzione dei media nazionali da Marco Cappato, nel corso di una conferenza stampa dell’Intergruppo parlamentare per l’eutanasia e il testamento biologico, in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni. Obiettivo dell’Integruppo, che si è costituito lo scorso settembre e che ha visto l’adesione di 79 parlamentari ai quali si aggiungono altri cento deputati del Pd favorevoli al provvedimento, è una veloce calendarizzazione di una discussione in Aula.

“Chiediamo soprattutto che si inizi a discutere del fine vita, che si dia alle persone il diritto ad avere una scelta” ha detto Pia Locatelli, promotrice dell’Intergruppo, che sta raccogliendo alla Camera le firme dei deputati per una rapida calendarizzazione e che all’inizio della legislatura ha presentato una proposta sul fine vita. “Lo dobbiamo a Max Fanelli e a tutti quei malati che da tempo ci chiedono una legge”. “Come capogruppo – ha aggiunto Arturo Scotto – mi impegno sin dalla riunione di oggi a chiedere di modificare il calendario trimestrale perché venga inserito il provvedimento, ma chiedo a tutti i parlamentari che hanno aderito all’Intergruppo di fare pressione sui loro capigruppo per raggiungere il nostro obiettivo”.

“Non posso che augurarmi che questo diritto – ha affermato la sottosegretaria Borletti Buitoni – il diritto di decidere della propria vita, abbia nell’agenda dei prossimi sei mesi lo spazio che merita per una discussione che porti presto ad una legge in materia. Si tratta della difesa del principio di autodeterminazione sulla propria vita: un principio che uno stato laico deve difendere se vuole essere uno stato veramente civile”. Intanto arrivano da più parti gli appelli a Max Fanelli affinché riprenda a curarsi, ma lui va avanti, pur sapendo bene che anche nel raro caso di tempi brevissimi di approvazione, non riuscirà a usufruire della legge. Gli altri almeno, grazie anche a questa battaglia, un giorno potranno scegliere.

Cecilia Sanmarco

 

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