lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Fmi, l’Italia cresce più del previsto
Pubblicato il 06-10-2015


FMI-Italia crescitaBuone notizie per l’Italia sul fronte economico. Il Fondo Monetario Internazionale ha infatti alzato le stime di crescita del nostro Paese. Il pil del Belpaese, secondo l’Fmi, crescerà quest’anno dello 0,8% (0,1 punti percentuali in più rispetto alle stime), per poi accelerare a +1,3% nel 2016 (+0,1 punti percentuali) dopo una contrazione dello 0,4% nel 2014. Si tratta del primo segno più dopo anni di trend negativi. Anche sul fronte occupazione le aspettative sono in miglioramento. Il tasso di disoccupazione in Italia resta sempre a due cifre, ma in diminuzione, attestandosi al 12,2% quest’anno per poi calare all’11,9% nel 2016, dopo il 12,7% del 2014. Il Fmi sottolinea anche che il tasso di disoccupazione resta alto in tutta l’area euro, soprattutto fra i giovani. Da qui l’invito ad andare avanti con le riforme strutturali. In calo anche il rapporto tra deficit e pil previsto per quest’anno al 2,7% dal 3,0% del 2014, per poi scendere nel 2016 al 2,0%. Ma le previsioni precedenti erano migliori in quanto le stime di aprile prevedevano per l’Italia un deficit al 2,6% quest’anno e all’1,7% nel 2016. In ulteriore salita invece il debito pubblico che nel 2015 sale a 133,1% rispetto al 132,1% del 2014, per attestarsi al 132,3% nel 2016.

“L’Italia può fare di più” ha commentato Thomas Helbling del dipartimento economico del
Fmi . In termini di crescita è “ sicuro possibile che possa fare come o meglio della Germania, come auspicato dal premier Matteo Renzi”. Helbling ha anche sottolineato che nel medio termine è possibile ma nel lungo è più difficile perché, senza riforme, la produttività italiana è bassa.  “Se può fare meglio della Germania dipende dal sistema metrico. Di sicuro l’idea di base è che l’Italia può fare meglio dopo l’ultimo decennio è giusta. Finora abbiamo visto una ripresa anche in Italia, con una crescita positiva sia quest’anno sia il prossimo. Ci sono vari punti da affrontare, come messo in evidenza nell’Article IV” afferma Helbling, sottolineando che ”qualcosa di importante è già successo, come il Jobs Act”.

“Il prossimo passo deve essere il rafforzamento del settore bancario e del regime delle insolvenze, e poi rafforzare la produttività. Per una migliore perfomance nei prossimi anni si deve verificare un rafforzamento della produttività, che richiede un miglioramento della pubblica amministrazione, ridurre il peso del settore privato e migliorare le condizioni delle piccole e medie imprese” aggiunge Helbling, secondo il quale “non ci sono sorprese per quanto riguarda le raccomandazioni del Fondo. E’ importante andare avanti. Se siconsidera la possibile spinta con investimenti maggiori, con la riduzione della disoccupazione, si può di sicuro avere una crescita maggiore in Italia”.

“In termini di crescita, riforme strutturali rapide, riduzione rapida del tasso di disoccupazione e un incremento dell’occupazione, l’Italia può crescere più velocemente della Germania. E’ di sicuro possibile” mette in evidenza Helbling, precisando che l’arco temporale è di uno o due anni. Nel lungo termine, con la produttività bassa e senza riforme strutturali, è più difficile.

Per quanto riguarda il Pil dell’area euro secondo le previsioni del Fondo crescerà quest’anno dell’1,5% e dell’1,6% nel 2016. Insomma il Fmi rivede al ribasso di 0,1 punti percentuali la crescita di Eurolandia per il prossimo anno. Gli Stati Uniti cresceranno del 2,6% nel 2015, +0,1 punti percentuali rispetto alle stime di luglio, e del 2,8% nel 2016 (-0,2 punti percentuali). Al ribasso anche le stime per l’economia globale. Il pil del mondo crescerà quest’anno del 3,1%, 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di luglio. Nel 2016 l’economia accelererà al 3,6%, ovvero 0,2 punti percentuali in meno a quanto precedentemente previsto.

Guardando a oriente il Fondo prevede una crescita per l’economia cinese del 6,8% per quest’anno e per il prossimo del 6,3% confermando le stime di crescita per il Dragone cinese di luglio. Fra i Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), il Fmi taglia le stime per Mosca, la cui economia si contrarrà quest’anno del 3,8% e il prossimo dello 0,6% (rispettivamente 0,4 e 0,8 punti percentuali in meno rispetto alle stime precedenti). Il capo economista Maurice Obstfeld, definisce “necessaria e salutare” la transizione della Cina, che ha causato volatilità e ha avuto impatto soprattutto sui mercati emergenti la cui crescita è stata rivista al ribasso al 4,0% nel 2015 (-0,2 punti percentuali) e al 4,5% nel 2016 (-0,2 punti). A livello globale secondo Obstfeld, “una recessione non è il nostro scenario di base”. Obstfeld mette in evidenza però la necessità di andare avanti con le riforme e con politiche per rafforzare la crescita.

Redazione Avanti!

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