lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il giorno dell’orrore
Roma, 16 ottobre 1943
Pubblicato il 15-10-2015


16 ottobre1943

C’è una data, un fatto terribile, di cui Roma e i romani non smetteranno mai di vergognarsi, di provare orrore e che non dovrebbero mai dimenticare: la deportazione degli ebrei romani all’alba del 16 ottobre del 1943. Con le prime luci del giorno la Gestapo, la famigerata polizia militare tedesca, iniziò una retata che si concluse solo nel primo pomeriggio, arrestando – si fa per dire – 1259 persone, di cui 689 donne, 363 uomini e 207 tra bambini e bambine, quasi tutti appartenenti alla comunità ebraica romana. Ci fu chi tentò di salvare la vita, in qualche caso con successo, nascondendo famiglie intere, tentando di rallentare e ostacolare il rastrellamento, ma il risultato finale fu terrificante.

Epicentro del rastrellamento il portico d’Ottavia, nel cuore dell’ex ghetto romano, ma anche altre zone della capitale subirono lo stesso trattamento. Alcune di queste persone, stranieri, non ebrei furono rimessi in libertà, ma in 1.023 vennero deportati nel campo di Auschwitz e di questi soltanto in sedici – 15 uomini e una donna – sopravvissero. Un orrore preceduto da un indicibile, e falso, ricatto, quando Herbert Kappler, il tenente colonnello delle SS che comandava la Gestapo a Roma, convocò il rabbino capo, Ugo Foà, e il presidente della comunità israelitica Dante Almansi, chiedendogli di consegnare 50 chili d’oro entro trentasei ore in cambio della rinuncia a deportare subito duecento ebrei in Germania e poi tutta la comunità romana.

16 ottobre-AuschwitzKappler, all’indomani dell’occupazione della città il 10 settembre, aveva avuto ordini precisi dal ministro degli interni, Heinrich Himmler, che in un messaggio gli aveva intimato l’eliminazione degli ebrei: “I recenti avvenimenti italiani impongono una immediata soluzione del problema ebraico nei territori recentemente occupati dalle forze armate del Reich”. “Tutti gli ebrei – continuava il 24 settembre – senza distinzione di nazionalità, età, sesso e condizione, dovranno essere trasferiti in Germania ed ivi liquidati. Il successo dell’impresa dovrà essere assicurato mediante azione di sorpresa”.

L’oro di Kappler fu insomma una tragica beffa, un modo per rubare quel poco che possedevano prima di togliergli la vita.

L’episodio chiude la storia terribile delle leggi razziali promulgate dal fascismo nel 1938 in obbedienza alle teorie della supremazia razziale per arrivare alla ‘soluzione finale’, alla cancellazione assieme agli ebrei di tutti i ‘diversi’, le razze ‘inferiori’.

Diverse e numerose le celebrazioni di quel giorno. Qui un elenco.

Redazione Avanti!

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