domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Jesi. Il ‘Nabucco’ apre
la stagione dedicata
a Mario Del Monaco
Pubblicato il 22-10-2015


NABUCCO Chikviladze-Barbero-GramegnaA Jesi, operosa cittadina marchigiana che vanta di aver dato i natali all’imperatore Federico II di Svevia nel 1194, da 48 anni si allestisce ininterrottamente, da ottobre a dicembre, la stagione lirica di tradizione del Teatro G.B. Pergolesi con opere in cartellone che richiedono innumerevoli forzi economici ed organizzativi, ai quali la Fondazione Pergolesi Spontini riesce miracolosamente a far fronte.

Il 6 ottobre il sipario del Pergolesi si è aperto con il “Nabucco” di Verdi – replicato domenica 18 – dedicato all’archeologo siriano Khaled Asaad, custode dell’antico sito di Palmira e trucidato dai jihadisti per non aver rivelato il nascondiglio di inestimabili reperti romani. La scelta del titolo rappresentato nasce da una coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Pergolesi Spontini e Fondazione Teatri di Piacenza, dall’allestimento dell’Ópera de Tenerife – Auditorio “Adán Martín”. Ha curato la regia e scene dell’opera il modenese Stefano Monti con l’intervento straordinario di elementi scenici dello scultore Vincenzo Balena, costumi di Massimo Carlotto e luci di Nevio Cavina.

Nabucco_Jesi2015

La direzione musicale è stata affidata al Maestro Aldo Sisillo, alla guida dell’Orchestra dell’Opera Italiana e di un cast che ha visto nei ruoli principali Carlos Almaguer (Nabucco), Maria Billeri (Abigaille), Ramaz Chikviladze (Zaccaria), Leonardo Gramegna (Ismaele) ed Elisa Barbero (Fenena). Hanno completato la compagnia di canto Paolo Battaglia (Il Gran Sacerdote di Belo), Roberto Carli (Abdallo), Alice Molinari (Anna). Il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” è stato preparato da Carlo Morganti.

“Nabucco – spiega il regista – è un patrimonio dell’umanità perché ci racconta una storia universale di incomprensioni fra popoli, di pregiudizi, di muri, che hanno attraversato il tempo e oggi si ripetono, con sconcertante attualità”. L’opera si svolge fra Gerusalemme e Babilonia e racconta il martirio del popolo ebraico, esiliato dalla propria terra per opera di Nabuccodonosor, re degli Assiri. Il contesto storico fa da sfondo all’amore impossibile fra l’ebreo Ismaele e Fenena, principessa assira figlia di Nabucco.

Grande affresco corale, Nabucco divenne ben presto l’emblema del patriottismo risorgimentale ottocentesco, che si identificava con le vicissitudini del popolo ebraico e che fece del coro del “Va’ pensiero” un inno alla liberazione dall’occupazione austriaca. Rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 9 marzo 1842, l’opera ebbe un tale successo da essere replicata per ben 57 recite consecutive, affermando così il nome di Verdi fra i grandi compositori dell’epoca.

Il cartellone prosegue a novembre con “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti, dramma buffo in tre atti su libretto di Giovanni Ruffini e Gaetano Donizetti. Giuseppe La Malfa alzerà la bacchetta su la Form Orchestra Filarmonica Marchigiana. La regia è a firma di Andrea Cigni. Scene e costumi di Lorenzo Cutùli. Il nuovo allestimento de “La Vedova Allegra” di Franz Lehár, operetta in tre parti su libretto di Victor Léon e Leo Stein, è di scena a dicembre. La produzione della Fondazione Pergolesi Spontini è diretta da Antonio Pirolli e curata da Vittorio Sgarbi con le coreografie di Cinzia Scuppa: suona la Form Orchestra Filarmonica Marchigiana. Il Coro Lirico Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” è preparato da Carlo Morganti.

La Stagione Lirica di Jesi è dedicata a Mario del Monaco, in occasione del centenario della nascita.

Guerrino Mattei

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