sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il Premio Sakharov al blogger saudita Raif Badawi
Pubblicato il 29-10-2015


Premio sakharov

È Raif Badawi il vincitore del Premio Sakharov 2015 per la libertà di pensiero. La scelta del Parlamento europeo, è stata resa nota oggi dal Presidente del Parlamento, Martin Schulz.

“La Conferenza dei Presidenti – ha detto Schulz – ha deciso che il Premio Sakharov sarà assegnato al blogger saudita Raif Badawi. Questo uomo, estremamente buono e da esempio per tutti, è stato condannato a una delle più crudeli sanzioni in vigore nel Paese, che può essere descritta come una vera e propria tortura. Mi appello al Re dell’Arabia Saudita per bloccare l’esecuzione della sentenza, rilasciare Badawi in modo che possa ritornare dalla propria moglie e permettergli di essere presente nel corso della sessione di dicembre per ricevere di persona il Premio”.

La cerimonia di consegna del Premio Sakharov si terrà a Strasburgo il 16 dicembre.

Saudi Arabian blogger's wife calls for his release

Raif Badawi è un blogger dell’Arabia Saudita, un attivista dei diritti umani e autore del sito web Free Saudi Liberals. Fu arrestato nel 2012 e condannato a 10 anni di carcere, 1.000 frustate e una multa con l’accusa di aver insultato i valori islamici su internet. Ha ricevuto la prima serie di 50 frustrate nel gennaio 2015, il resto sono state rinviate in seguito alle proteste internazionali.

All’inizio di questa settimana la moglie di Raif Badawi, Ensaf Haidar, che al momento vive in Canada con i loro tre figli, ha annunciato che le autorità saudite hanno dato il loro assenso a che siano inflitte le rimanenti frustrate.

Lo scorso febbraio, il Parlamento europeo aveva approvato una risoluzione che condannava con fermezza la fustigazione di Raif Badawi, definendola un atto crudele e scioccante. Nel documento s’invitavano le autorità saudite a “procedere al suo rilascio immediato e incondizionato, dal momento che è considerato un prigioniero di coscienza, detenuto e condannato unicamente per aver esercitato il proprio diritto alla libertà di espressione”.

Il Premio Sakharov per la libertà di pensiero è assegnato ogni anno dal Parlamento europeo. È stato istituito nel 1988 per premiare gli individui o le organizzazioni per il loro impegno a favore dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Per saperne di più sugli altri due finalisti – l’opposizione democratica in Venezuela, rappresentata da Mesa de la Unidad Democrática, e l’esponente dell’opposizione politico russo Boris Nemtsov – cliccare qui. Lo scorso anno il Premio è stato assegnato a Denis Mukwege.

Le candidature al Premio Sakharov possono essere presentate dai gruppi politici o da almeno 40 deputati. Le commissioni parlamentari per gli Affari esteri e per lo Sviluppo votano per scegliere tre finalisti. Infine, la Conferenza dei Presidenti – costituita dal Presidente del Parlamento europeo e dai leader dei gruppi politici – sceglie il vincitore.

Il premio porta il nome del fisico sovietico Andrei Sacharov (Mosca 21 maggio 1921 – 14 dicembre 1989), famoso in tutto il mondo non solo per il suo contributo dato allo sviluppo della più temibile arma di distruzione di massa, la bomba all’idrogeno, ma anche successivamente per la sua lotta in difesa della libertà, della democrazia e dei diritti civili che gli costò persecuzioni e perdita della libertà. La sua contestazione nei confronti del totalitarismo sovietico divenne pubblica a partire dai primi anni ’70 quando diede vita a un Comitato per i diritti civili a sostegno dei dissidenti perseguitati dal regime. Per questa coraggiosa attività politica ottenne nel 1975, senza poterlo ritirare, il premio Nobel per la Pace. Per le sue proteste pubbliche contro l’invasione dell’Afghanistan nel 1980 venne arrestato e deportato a Gorki. A tenere i contatti col mondo esterno, e in Italia con il Partito socialista italiano, fu la moglie Elena Bonner fin quando con l’arrivo di Gorbaciov al potere venne riabilitato per essere poi eletto deputato nel 1989.

 

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