domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Inps. Indennità di disoccupazione Aspi lavoratori sospesi
Pubblicato il 15-10-2015


Con la pubblicazione del decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015 (Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183) è stato abrogato l’articolo 3, comma 17, della legge 28 giugno 2012, n. 92. Di conseguenza – su parere concorde del Ministero del lavoro e delle politiche sociali – l’Istituto non potrà più erogare prestazioni di “indennità di disoccupazione ASpI per lavoratori sospesi” per le giornate di sospensione intervenute dal 24 settembre 2015, giorno di entrata in vigore del predetto decreto. Per quanto riguarda le richieste di “indennità di disoccupazione ASpI per lavoratori sospesi”, per periodi che contengono anche le giornate successive al 23 settembre 2015, la procedura INPS, al momento della liquidazione delle suddette indennità, automaticamente prenderà in considerazione solo i periodi fino al 23 settembre 2015, ultimo giorno di vigenza della normativa. Le richieste di “indennità di disoccupazione ASpI per lavoratori sospesi” potranno essere presentate, al più tardi, fino alla data del 12 ottobre 2015, corrispondente al 20° giorno successivo al 23 settembre 2015 (ultimo giorno utile di sospensione per il quale è possibile erogare l’indennità di disoccupazione ASpI per lavoratori sospesi). Resta fermo il limite di spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2015, pertanto, l’Istituto erogherà la prestazione in argomento sulla base della data di presentazione delle richieste entro il predetto limite.

Pensioni. Governo studia prestito a carico aziende 

Un prestito pensionistico per il lavoratore vicino all’età di vecchiaia a carico delle aziende: l’ipotesi per introdurre maggiore flessibilità di uscita verso la pensione con una spesa molto bassa per lo Stato è allo studio del Governo, ma il rischio è che sia poco utilizzata per gli alti costi sia per l’impresa sia per il lavoratore che dovrebbe restituire all’azienda una volta andato in quiescenza e tramite l’Inps il prestito ricevuto. In pratica – hanno spiegato fonti vicine al dossier – nell’ipotesi che la misura vada nella Legge di Stabilità, azienda e lavoratore dovrebbero trovare un accordo per l’uscita anticipata con oneri da sostenere sia per l’impresa che per il pensionando mentre lo Stato avrebbe solo costi residuali. L’azienda, a fronte della possibilità di aumentare il turn over, svecchiando il personale, infatti, dovrebbe corrispondere i contributi per la persona che esce in anticipo rispetto all’età di vecchiaia fino al raggiungimento dei requisiti per l’accesso alla prestazione pensionistica. L’impresa pagherebbe anche una quota del trattamento previdenziale ma questa dovrebbe poi essere restituita dal lavoratore, tramite l’Inps, una volta raggiunti i requisiti e andato in pensione con un meccanismo ancora da affinare. Ad esempio, una persona che matura un’assegno di mille euro al mese che dovesse lasciare il lavoro in anticipo di due anni a fronte dell’accordo su un prestito di 800 euro al mese  avrebbe un ”debito” con l’azienda di 20.800 euro. Se si ipotizza che la pensione si percepisce per circa 15 anni la decurtazione potrebbe aggirarsi sui 1.400 euro l’anno (poco più di 100 euro al mese su un importo di 1.000).

La differenza con il meccanismo previsto dalla legge Fornero sul lavoro per l’uscita anticipata a carico delle aziende (utilizzato in rarissimi casi) è che questa sarebbe meno onerosa per i datori di lavoro. Per le persone che sono state licenziate tra il 2012 e il 2015 e non rientrano quindi tra gli esodati il Governo pensa a un meccanismo di accesso anticipato alla quiescenza a carico dello Stato ma con un taglio ugualmente legato all’importo del prestito pensionistico e al tempo per il quale si riceve. La misura potrebbe affiancarsi alla nuova opzione donna, ovvero alla possibilità per le donne del settore privato (per le quali dal 2016 è prefigurato un sensibile rialzo dell’età di vecchiaia) di uscire dal lavoro tre anni in anticipo a fronte di una riduzione della pensione legata all’equità attuariale (circa 3,5% ogni anno) e non al ricalcolo interamente contributivo.

Cgia, manovre. Letta-Renzi riducono cuneo sul lavoro 

Il cuneo fiscale in Italia è in discesa. È questo il risultato di un’analisi condotta dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha ricostruito la dinamica della tassazione sul lavoro dal 2007 ad oggi. Tenendo conto dunque delle misure di governi Letta e Renzi. L’analisi della Cgia ha come base di riferimento la metodologia dell’Ocse ma si spinge al 2015 e tiene anche conto dell’Irap sul costo del lavoro. I risultati che emergono indicano, dal 2007 al 2015, una riduzione significativa del peso del fisco sul lavoro soprattutto per i redditi più bassi: per una retribuzione lorda di 20.410 euro, che beneficia del bonus degli 80 euro, il cuneo fiscale si riduce di 5,2 punti percentuali (1.707 euro in meno); per una retribuzione lorda di 30.463 euro la riduzione è pari a 1,1 punti percentuali (un beneficio di 982 euro). “Il peso del fisco sul costo del lavoro – ha sottolineato Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia – sta scendendo grazie ad una serie di interventi che spaziano dall’aumento delle detrazioni fiscali sul lavoro dipendente avviate dal Governo Letta, al bonus degli 80 euro introdotto dal presidente del consiglio Renzi e alle progressive misure approvate nel corso degli anni che hanno praticamente azzerato l’Irap sul costo del lavoro”.

“Sarebbe quindi preferibile continuare a ridurre le tasse su altri fronti, in particolare – ha concluso Zabeo – a beneficio delle famiglie e sulla casa in modo da spingere i consumi interni che sono fondamentali per rafforzare la crescita economica. È bene precisare che la riduzione del costo del lavoro è andata anche a beneficio dei datori di lavoro e quindi l’eventuale spazio per ridurre la fiscalità generale per le famiglie sarà salutata con favore”. Tra l’altro, nonostante l’Italia si posizioni nella parte alta della classifica internazionale del costo del lavoro – secondo la Cgia -, paesi come Belgio e Austria ma anche economie più grandi come Germania e Francia hanno un cuneo fiscale superiore.  Secondo quanto emerge sempre dai dati dell’Ocse, inoltre, la tassazione italiana sulla proprietà immobiliare è tra le più elevate dell’Area Euro: quasi l’1,5% del Pil, un’incidenza seconda solo a quella della Francia (dato 2012 che rappresenta l’ultimo anno disponibile che si avvicina di più alla situazione attuale). In Italia, tra l’altro, si registra tra il 2007 e il 2012 il maggior incremento del prelievo sulla proprietà immobiliare (+0,67 punti percentuali) dopo la Grecia.

Inail. La 65esima giornata nazionale vittime incidenti sul lavoro 

Domenica 11 ottobre scorso è stato l’Auditorium della direzione centrale dell’Inail di piazzale Pastore, a Roma, a fare da cornice all’evento principale della 65esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, patrocinata dall’Istituto e celebrata dall’Anmil con una serie di manifestazioni in tutta Italia. Al centro di ogni iniziativa ci sono stati temi della sicurezza e della tutela delle vittime del lavoro, l’analisi del fenomeno infortunistico e le soluzioni più efficaci in materia di prevenzione.

Incontro svoltosi presso la DC. All’incontro ospitato presso la direzione centrale dell’Istituto, e svoltosi dalle ore 10 alle 13, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente nazionale dell’Anmil, Franco Bettoni, il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, il direttore generale, Giuseppe Lucibello, il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto, Francesco Rampi, il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, Franca Biondelli, il segretario della Commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro del Senato, Serenella Fucksia, il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, e il presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli.

Al termine c’è stata la consegna dei brevetti e distintivi d’onore. Ad aprire i lavori sono stati gli interventi dell’assessore al Lavoro della Regione Lazio, Lucia Valente, e del presidente dell’Anmil di Roma, Claudio Betti. Nel corso della cerimonia ci sono state anche testimonianze di infortunati e di personaggi da sempre vicini all’Anmil, come la cantautrice Mariella Nava. Al termine l’Inail ha consegnato ad alcuni invalidi i brevetti e distintivi d’onore, prestazione speciale di riconoscimento di alto valore morale e sociale.

Anche il pensiero del Papa in un passaggio dell’Angelus. Nella Capitale la Giornata si è aperta alle ore 8,30 con una cerimonia religiosa nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur, in memoria di tutti i caduti sul lavoro. Nell’Angelus di domenica, inoltre, anche Papa Francesco ha rivolto un pensiero all’Anmil e alle vittime degli incidenti sul lavoro.

Carlo Pareto

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