martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Istat, scendono i prezzi delle case
Pubblicato il 02-10-2015


Case-prezzi-in-caloIn calo i prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie (sia per fini abitativi sia per investimento): secondo l’Istat, l’indice diminuisce dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e del 3,0% nei confronti dello stesso periodo del 2014. Le flessioni congiunturali e tendenziali sono dovute alle diminuzioni dei prezzi sia delle abitazioni nuove (-0,3% rispetto al primo trimestre 2015, -2,0% rispetto allo stesso trimestre del 2014) sia di quelle esistenti (-0,1% su base congiunturale, -3,5% su base annua). Pur persistendo un quadro di generale calo dei prezzi delle abitazioni, continua la progressiva, seppur lenta, riduzione dell’ampiezza delle diminuzioni tendenziali, grazie soprattutto alla minore flessione dei prezzi delle abitazioni esistenti. È invece in significativa ripresa il mercato immobiliare residenziale in termini di numero di compravendite (+8,2% su base annua nel secondo trimestre 2015).

In media, nel primo semestre del 2015, rispetto allo stesso periodo del 2014, i prezzi delle abitazioni diminuiscono del 3,3% (-2,0% per quelle nuove e -3,8% per quelle esistenti). Con le stime preliminari del secondo trimestre 2015 la diminuzione dei prezzi delle abitazioni rispetto al 2010 raggiunge il -14,0%. Alla riduzione concorrono sia le abitazioni esistenti sia le nuove, i cui prezzi sono scesi rispettivamente del 19,0% e dell’1,9%.

Per il presidente dell’Anama-Confesercenti, Paolo Bellini, si tratta di un dato positivo: “L’abbassamento dei prezzi delle case, unito alla ripresa dei mutui, rappresentano due elementi importanti e favorevoli per rimettere in movimento il mercato immobiliare. Ma senza il taglio delle tasse sulla prima casa e senza agevolazioni sulla concessione di finanziamenti, soprattutto ai lavoratori autonomi, sarà difficile dare nuovo impulso alla compravendita di immobili”. “Dieci anni fa l’acquisto di una casa rappresentava una realizzazione personale, un traguardo importante – sottolinea Bellini – poi, con il crescere della pressione fiscale, acquistare è diventato una chimera e mantenere una casa un incubo. Ora, le condizioni dei mutui sono oggettivamente migliorate, con tassi fissi sotto al 3%: un fatto storico. Ma resta una discriminante importante tra lavoratori dipendenti, con reddito fisso e lavoratori autonomi che, non avendo tale garanzia, godono di scarsa credibilità presso il sistema bancario.

Occorre dunque – aggiunge Bellini – che il Governo rispetti quanto annunciato riguardo all’ormai famoso funerale delle tasse sulla prima casa e che preveda un intervento pubblico a garanzia dei mutui a favore dei lavoratori che hanno più difficoltà nell’accesso al credito. La realizzazione del taglio sulla prima casa, in particolare – conclude il presidente dell’Anama – darà certamente una forte spinta al mercato immobiliare, non tanto in termini di prezzi, quanto piuttosto di volumi di vendita. E naturalmente, in termini occupazionali, al settore dell’edilizia e all’indotto. La casa, che per l’85% delle famiglie italiane è di proprietà, tornerà ad essere un punto d’orgoglio e non un motivo di ansia”.

Redazione Avanti!

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