giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Istat. Vicino alla pensione 2 milioni di persone
Pubblicato il 19-10-2015


Gli occupati tra i 58 e i 63 anni, la platea dei potenziali destinatari delle misure di flessibilità in uscita dal lavoro, sono quasi due milioni, due terzi dei quali uomini. Lo afferma l’Istat nell’audizione alla Commissione lavoro della Camera. L’Istat sottolinea che in questa fascia è aumentato il numero delle persone in cerca di lavoro. I disoccupati in questa fascia di età sono 111.000 e sono passati dal 3% del 2008 al 5,3% del 2015. – Gli occupati tra i 58 e i 63 anni, la platea dei potenziali destinatari delle misure di flessibilità in uscita dal lavoro, sono quasi due milioni, due terzi dei quali uomini. Lo afferma l’Istat nell’audizione di oggi alla Commissione lavoro della Camera. L’Istat sottolinea che in questa fascia è aumentato il numero delle persone in cerca di lavoro. I disoccupati in questa fascia di età sono 111.000 e sono passati dal 3% del 2008 al 5,3% del 2015.

Una donna su due sotto 1.000 euro al mese – Nel 2014 la maggioranza delle pensionate (52,8%) aveva redditi da pensione inferiori a 1.000 euro al mese contro appena un terzo degli uomini. Lo afferma l’Istat in una audizione alla Camera spiegando che il 15,3% delle pensionate ha redditi inferiori a 500 euro. Solo il 10,2% delle pensionate percepisce un reddito da pensione superiore a 2.000 euro contro il 23,9% dei pensionati uomini. Le donne sono la maggioranza dei pensionati (il 52,9%) ma percepiscono un importo medio mensile di 1.095 euro contro i 1.549 degli uomini.

30% donne lascia lavoro dopo figlio – Il 30% delle donne occupate ha lasciato il lavoro dopo la gravidanza. Lo afferma l’Istat in una audizione alla Camera spiegando che il tasso di abbandono del lavoro per le donne nate dopo il 1964 è al 25%. Il dato risente anche della crisi: tra il 2005 e il 2012 il tasso di abbandono è passato dal 18,4% al 22,3%. “Il problema delle interruzioni del lavoro è critico per le donne – spiega Linda Laura Sabatini – perchè si traducono in uscite prolungate di almeno 5 anni in almeno il 60% dei casi”. Oltre ad avere più interruzioni per motivi familiari – sottolinea l’Istat – i percorsi lavorativi delle donne sono più spesso caratterizzati da lavori atipici: tra gli occupati, di età compresa tra i 16 e i 64 anni nel 2009 solo il 61,5% delle donne ha avuto un percorso interamente standard, contro il 69,1% degli uomini. Inoltre, dagli anni ’90 è progressivamente aumentato il part-time femminile (dal 21% del 1993 al 32,2% del 2014), con conseguenti minori livelli medi di retribuzione e importi più bassi dei contributi versati. A ciò va aggiunto che la quota delle lavoratrici irregolari è superiore a quella maschile, con un valore pari all’11,1% contro l’8,9% (media triennio 2010-2012). L’Italia – avverte l’Istat – ”continua a essere un Paese caratterizzato da un’elevata asimmetria dei ruoli nella coppia (il 72% delle ore di lavoro di cura della coppia con figli sono svolte dalle donne), da una bassa offerta dei servizi per l’infanzia e una crescente difficoltà di conciliazione, soprattutto per le neomadri (dal 38,6% del 2005 al 42,7% del 2012). I differenziali di genere nelle pensioni non verranno colmati fintanto che non saranno superate le disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro, nell’organizzazione dei tempi di vita, e non sarà disponibile una rete adeguata di servizi sociali per l’infanzia”.

52,7% in pensione in 2015 con oltre 40 anni contributi – Nel secondo trimestre 2015 oltre la metà delle persone andate in pensione aveva versato contributi per più di 40 anni (il 52,7%). Lo rileva l’Istat spiegando che la percentuale era al 10,6% nel 2005. La percentuale di coloro che si è ritirato con meno di 30 anni di contributi è inferiore al 7% mentre era al 17,2% nel 2005. L’aumento dell’età necessaria per l’assegno di vecchiaia ha determinato l’aumento della percentuale di chi ha versato più di 40 anni di contributi soprattutto tra le donne portandola dal 7% al 54,8%.

Boeri no a stillicidio misure parziali – L’auspicio del presidente dell’Inps, Tito Boeri, più volte dichiarato è che sulle pensioni “si faccia un intervento organico e strutturale”. A Napoli, a margine della presentazione del bilancio sociale della Campania, il numero uno dell’Istituto di previdenza ha ribadito che “sulle pensioni bisogna intervenire non con lo stillicidio di misure parziali”. “Ci vorrebbe davvero un’ultima riforma delle pensioni per poi non dovere più intervenire in seguito”, ha sottolineato. “Preferisco non esprimermi sulla legge di stabilità fino a quando non ci sarà un testo definitivo, ormai manca poco tempo quindi aspettiamo di vedere cosa emergerà. È chiaro – ha concluso Boeri – che ci sono dei vincoli molto stringenti. Io mi auguro che ci sia uno spazio per fare un intervento serio in materia pensionistica”.

Sicurezza e prevenzione a 360 gradi

INAIL AD AMBIENTE LAVORO

La consueta attenzione ai temi della prevenzione, ma anche un interesse crescente per il benessere lavorativo e la sicurezza ambientale. Si è presentata sinteticamente così l’edizione 2015 di “Ambiente Lavoro”, la rassegna annuale svoltasi alla Fiera di Bologna da mercoledì 14 a venerdì 16 ottobre 2015. Anche l’Inail è stato tra i partner della manifestazione, presente con un suo stand e con un’ampia offerta di convegni, seminari e workshop.

Un’occasione importante per il trasferimento di saperi e conoscenze.
Giunto alla sua 16° edizione, il salone ha voluto rinnovare i dati positivi dello scorso anno, che ha visto la presenza di 181 espositori diretti e 35 partner tra istituzioni e associazioni coinvolte, più di 14mila visitatori, oltre 500 prodotti e servizi presentati, 248 tra corsi, convegni e seminari e 756 ore di formazione erogate. Per l’Inail – copromotore e coorganizzatore dell’appuntamento insieme all’Azienda sanitaria locale di Modena, alla Regione Emilia Romagna e al Coordinamento interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro – la partecipazione a “Ambiente Lavoro” è stata come al solito un’occasione importante per il trasferimento di saperi e conoscenze, nonché di diffusione di buone pratiche e linee guida, nel quadro del suo ruolo istituzionale all’interno del Polo nazionale di salute e sicurezza sul lavoro.

Rotoli: “Fare rete per il più ampio e condiviso sostegno alle politiche di prevenzione”. “Le istituzioni pubbliche, le parti sociali e tutti gli attori del sistema di prevenzione del nostro Paese hanno la responsabilità di fare rete, per il più ampio e condiviso sostegno alle politiche di sviluppo della cultura in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro – ha affermato in proposito Ester Rotoli, direttore centrale Prevenzione Inail – favorendo la sistematizzazione delle relazioni e la socializzazione delle conoscenze, come del resto auspicato nella recente “Comunicazione della Commissione Europea relativa ad un quadro strategico dell’Ue in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-2020”.

Dall’Inail uno strumento per calcolare la “non sicurezza”. Tra gli eventi realizzati promossi dall’Inail, da segnalare un interessante seminario dedicato ai costi della “non sicurezza” organizzato da direzione centrale Prevenzione, Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione centrale e Consulenza statistico attuariale. Nel corso dell’incontro si è cercato di mettere in luce come sia fondamentale per le imprese conseguire una maggiore consapevolezza degli alti costi che gravano sul bilancio in caso di eventi infortunistici e di malattie professionali. In questo contesto, è stato presentato il software “Co&Si” (Costi e Sicurezza), l’applicativo che mette insieme una serie di parametri utili per contabilizzare le spese che l’azienda sostiene per la mancata sicurezza sul lavoro, qualificandosi come uno strumento in più per far comprendere che la sicurezza e la salute sono impieghi di risorse preziose anche per la competitività e la produttività delle aziende. “Investire in sicurezza conviene – ha continuato Rotoli – perché sostiene l’aumento della produttività, migliora la qualità della vita dei lavoratori, migliorando i luoghi di lavoro e, di conseguenza, sostiene anche la crescita”.

Dall’Istituto un calendario articolato di convegni, seminari e workshop. L’offerta formativa/informativa Inail a “Ambiente Lavoro” 2015 ha incluso anche altri temi. Oltre a essere presente con un proprio stand, in cui è stato offerto ai visitatori informazioni e materiale promozionale, l’Istituto ha disposto una serie di sessioni, suddivise in convegni, seminari e workshop, organizzati da direzione centrale Prevenzione in collaborazione con altre strutture dell’ente (Contarp, Csa, Cte, Ditsipia, DiMeila), che si sono svolte lungo tutto l’arco delle tre giornate dell’evento e hanno fornito una panoramica ampia e articolata delle sue attività. A partire proprio dai tre convegni nazionali, che si sono occupati della gestione della sicurezza sul lavoro come strategia per la riduzione di infortuni e malattie professionali, dell’applicazione dei regolamenti Europei delle sostanze chimiche in ambito sanitario e dell’applicazione dei regolamenti Reach e Clp nei luoghi di lavoro.

Dal Piano nazionale prevenzione alla sicurezza dei prodotti chimici. Scorrendo brevemente i temi dei seminari prodotti, giova annotare in particolare l’esame delle ultime novità normative sugli allestimenti temporanei di fiere, mostre ed eventi; che ha analizzato il benessere organizzativo nel Piano nazionale di prevenzione e la discussione sulla sicurezza sui ponteggi metallici fissi. Ancora, si è affrontata l’importanza dell’elemento umano nella gestione sistemica del rischio organizzativo e si è dibattuto su temi specifici come la sicurezza delle perforatrici, le vibrazioni nel settore delle macchine, i sistemi di della sicurezza nell’adozione di prodotti chimici pericolosi nelle piccole e medie imprese, la sicurezza delle macchine agricole o forestali.

Atmosfera, antifumo, rischi chimici: alcuni dei temi dei workshop Inail. Altrettanto interessanti per gli operatori gli altri argomenti proposti nei workshop, che hanno tutti avuto luogo presso la saletta dello stand Inail al Padiglione 36: dall’utilizzo dell’elettromiografia di superficie nella valutazione del rischio biomeccanico alle proposte migliorative in materia di organizzazione e formazione degli addetti al primo soccorso nei luoghi di lavoro; dalla valutazione del rischio negli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche alle tematiche legate al divieto di fumo e ai programmi di promozione della salute contro il tabagismo; dai rischi architettonici all’impatto della popolazione straniera in Italia e alle sue ricadute su salute e prevenzione; dai rischi chimici e dispositivi di protezione all’esposizione ai campi elettromagnetici negli ambienti di lavoro.

Inail

VIA ALLA NUOVA RILEVAZIONE DI CUSTOMER SATISFACTION

Si è svolta dal 12 al 23 ottobre scorso negli uffici territoriali dell’Inail la rilevazione periodica di customer satisfaction, l’appuntamento a cadenza annuale finalizzato a conoscere il giudizio dell’utenza e a misurare il grado di soddisfazione rispetto ai servizi forniti dall’Istituto, con l’obiettivo di promuovere una strategia orientata alla qualità e al miglioramento continuo. Sono stati invitati alla compilazione dei questionari tutti coloro che usufruiscono, o hanno usufruito, dei servizi Inail nell’ultimo anno. Il monitoraggio – oltre al canale “Sportello” – è stato effettuato anche attraverso i canali a distanza del web e del contact center telefonico, con possibilità di una proroga fino a due settimane.

Le modalità di partecipazione. Nelle sedi territoriali gli utenti delle categorie “aziende” (datori di lavoro, consulenti e associazioni di categoria ) e “lavoratori” (infortunati, tecnopatici, titolari di rendita e patronati) sono stati invitati alla compilazione di un questionario, disponibile anche in inglese, francese, tedesco e sloveno, e hanno potuto usufruire dell’assistenza del personale incaricato. Il monitoraggio delle opinioni dell’utenza aziende è avvenuto, invece, via web, attraverso l’invio di un messaggio di posta elettronica contenente un link per la compilazione online del questionario o direttamente dal portale dell’Istituto, tramite un apposito link collocato nel menu di accesso ai servizi online. I lavoratori e i loro rappresentanti sono stati, infine, intervistati al telefono dagli operatori del contact center multicanale.

Valutate tutte le prestazioni erogate a livello centrale e locale. In coerenza con la strutturazione dello scorso anno e con la metodologia di individuazione degli standard di qualità 2015, agli utenti è stato chiesto di esprimere una valutazione in merito ai servizi generali complessivi gestiti a livello centrale (sito istituzionale, servizi online ed erogati dal contact center) e ai servizi di sede (organizzazione e accoglienza degli ambienti, adeguatezza e chiarezza delle informazioni ricevute, disponibilità, competenza e professionalità del personale).

Domande mirate per tipologie di utenza. Ciascun gruppo di utenza ha potuto, inoltre, esprimere il proprio giudizio su alcuni servizi specifici: il rapporto assicurativo, i processi di certificazione e verifica e la prevenzione e sicurezza nel caso di datori di lavoro, consulenti e associazioni di categoria; i servizi di sportello, le prestazioni economiche assicurative e quelle sanitarie nel caso dei lavoratori. L’indagine relativa ai servizi del settore Ricerca, certificazione e verifica ha avuto, anche quest’anno, carattere sperimentale. I risultati, oltre a garantire il monitoraggio della qualità dei servizi erogati, concorreranno a definire la quota del salario accessorio del personale dell’Istituto legata al grado di soddisfazione degli utenti.

Carlo Pareto

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