giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La Boschi fa infuriare
la massoneria: ci ha offeso
Pubblicato il 15-10-2015


Boschi-castaldi-MassoneriaLa ministra Maria Elena Boschi ha fatto arrabbiare la massoneria italiana nel corso dell’ultima seduta del Senato dedicata alla riforma che porta il suo nome. Al momento della dichiarazione di voto finale sulle riforme costituzionali, il capogruppo dei Cinque Stelle, il senatore Castaldi, ha accusato il governo di aver “demolito la carta costituzionale sulla base di indicibili accordi massonici” e il ministro Maria Elena Boschi ha reagito malissimo: “Massone sarà tua sorella!”. L’ha detto lontana dal microfono, ma il labiale era chiarissimo e tutti l’hanno capito subito dando il via alle polemiche.

La Boschi, nonostante sulla stampa si sia spesso parlato di un suo presunto rapporto, diretto o familiare, con la massoneria, come peraltro è avvenuto per lo stesso Presidente del Consiglio, questa volta avrebbe dunque fatto uno sgarbo grave proprio alle logge. Una protesta ufficiale è arrivata dal Gran Maestro Stefano Bisi che ha scritto una lettera alla ministra e ne ha dato comunicazione alla stampa.

“Una frase – scrive in una nota l’ufficio stampa del Grande Oriente d’Italia, che non poteva passare inosservata, detta da un Ministro, e che la Massoneria non merita per i suoi alti valori e principi. Da qui la decisione del Gran Maestro di prendere carta e penna e scrivere all’esponente del Governo”.

“Noi Massoni del Grande Oriente d’Italia – ha scritto il Gran Maestro al Ministro Boschi – che un tempo avevamo la nostra sede in un’ala prestigiosa di Palazzo Giustiniani che oggi fa parte del Senato della Repubblica, prestiamo la dovuta obbedienza e scrupolosa osservanza alla Carta Costituzionale dello Stato democratico italiano ed alle leggi che ad essa si ispirano com’è scritto negli articoli della Costituzione del Grande Oriente che è la più antica e numerosa istituzione liberomuratoria italiana. Come tutti i cittadini, seguiamo con interesse ed attenzione il dibattito parlamentare che scandisce la vita del nostro Paese, e siamo rimasti esterrefatti nel vedere la bagarre scatenatisi nell’aula di Palazzo Madama durante la fase d’approvazione del disegno di legge costituzionale che riforma il Senato e che porta il suo nome. La Massoneria non fa politica e i numerosi riferimenti massonici ci hanno colpito. Ma quello che ci ha sconcertato ancora di più è stata la sua stizzita reazione labiale, evidenziata peraltro dai media, in cui risponde al senatore del Movimento 5 Stelle sussurrando: “Massone, dillo a tua sorella!”.

Questa frase, caro Ministro, ha nella nostra Società una ben precisa e sgradita valenza che tutti noi ben conosciamo. Noi non sappiamo come Lei la pensi nei riguardi della Libera Muratoria che è stata, è e sarà sempre una grande, universale Istituzione volta all’elevazione ed al bene dell’Uomo. Ma da iniziati, rispettosi e tolleranti nei confronti di tutti non possiamo accettare in silenzio che passi una simile affermazione. Peraltro da un Ministro del Governo Italiano”.

Sempre secondo l’ufficio stampa, il Gran Maestro nella lettera ha poi ribadito che ognuno è libero di essere iscritto ad associazioni, istituzioni laiche o religiose e di esternare il proprio pensiero ma sempre nel rispetto di tutti. “Far parte della Libera Muratoria e portarne nella società i principi e i valori è motivo d’onore e d’orgoglio, e ci sono nel mondo anche tante Obbedienze femminili che meritano altrettanto rispetto. Ecco perché quella frase ha ferito il cuore di tanti iniziati”.

Il Gran Maestro nella lettera ha poi invitato il Ministro Boschi a visitare la sede nazionale di Villa il Vascello per vedere da vicino, in un luogo come il Gianicolo, che ha visto tanti uomini dare la propria vita per portare avanti la realizzazione dell’Unità d’Italia e degli odierni valori democratici, cos’è la Massoneria e il Grande Oriente d’Italia. “Noi non diremmo mai: ‘Questo dillo a tuo fratello o a tua sorella!’. Chi ci conosce ci apprezza, sa a cosa è volto il nostro ininterrotto lavoro per l’Umanità ed evita accostamenti impropri e offensivi. Certi della sua attenzione, di una sua riflessione, Le auguriamo – conclude la lettera – un buon lavoro per il Bene supremo dell’Italia”.

Redazione Avanti!

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