domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

LA MANOVRA DEI MIRACOLI
Pubblicato il 15-10-2015


Renzi-padoan-stabilita

“Avete sempre questa preoccupazione. State tranquilli. Le coperture ci sono tutte”. Lo ha detto ai giornalisti il presidente del Consiglio Matteo Renzi, uscendo al termine della conferenza stampa sulla legge di stabilità lasciando tutti più tranquilli. Renzi ha presentato la sua legge di stabilità. Quella, dopo i sacrifici, i tagli e i compiti a casa, per ridare slancio, crescita e occupazione al Paese.  Una manovra che nella “versione base” vale poco meno di 27 miliardi, nella “versione accessoriata 30miliardi”, ha detto il presidente del Consiglio al termine del cdm. La differenza sta nell’utilizzo della clausola sui migranti che vale circa 3 miliardi: “Se ci verrà riconosciuto dalla Commissione Ue lo 0,2, circa 3,3 mld, per l’evento migratorio eccezionale anticiperemo al 2016 misure previste per il 2017: l’Ires e i denari per ulteriori investimenti nelle scuola”.

Un Renzi molto impegnato nel mostrare slide e grafici nella sala stampa di Palazzo Chigi e mentre gesticola e si affanna per illustrare la manovra, dal suo account twitter partono i tweet che sintetizzano le misure della manovra con l’hastg  italiacolsegnopiu’. “Si scrive legge di stabilità – ha detto – ma si pronuncia legge di fiducia. Il nostro destino non è a Bruxelles, a New York, a Pechino, è nelle nostre mani”. “La clausola riforme – ha spiegato ancora – vale più di 8 miliardi: 0,5% del Pil. La clausola infrastrutture e investimenti vale 5 miliardi: 0,3% del Pil. Rispettando le regole europee fatte dai governi precedenti, grazie al lavoro del nostro governo, oggi c’è uno spazio di flessibilità in Ue che vale circa 13 miliardi”.

Tante le portate previste dal menu. Tra queste la spending review che vale 5 miliardi. anche se fortemente ridotta dopo il siluramento di Cottarelli che aveva trovato tagli per 12 miliardi. Quella spenging review tirata fuori più volte e poi sempre rimessa al suo posto. Renzi ha spiegato che la spending viene “in parte dalla p.a. centrale, con tagli ai ministeri, in parte dalla norma sugli acquisti, sui costi standard, che impone attraverso una procedura dove si valorizza Consip, di ridurre il costo degli acquisti”. “In parte – ha aggiunto – sono interventi su singoli voci legate sia all’acquisto di beni informatici sia al mancato incremento di alcune voci come quella sul personale, perché la riduzione sui dirigenti tiene basso il tetto complessivo del personale nonostante il fondo dedicato alla nuova contrattazione aziendale”.

Una manovra con la quale, ha detto Renzi, vengono “azzerate le clausole di salvaguardia del 2016” Sulle pensioni sono 4 i livelli di intervento. Dopo aver ritrattato sulla flessibilità, le misure in arrivo prevedono: no tax area per i pensionati, opzione donna, settima salvaguardia per gli esodati e part-time per chi è vicino all’età di uscita dal lavoro. Altri punti qualificanti sono i minimi per le partite Iva, “una sorta di jobs act per i lavoratori autonomi”, il taglio dell’Ires per le imprese e la tassazione sulla casa.
Il presidente del Consiglio ha poi assicurato che “le città metropolitane non hanno tagli nel 2016, le province sì (ma non erano state abolite?) ma vengono salvate le funzioni essenziali: strade e scuola”. “Il taglio alle province viene ridotto da un miliardo a seicento milioni”.

“Questa manovra – ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan – abbatte le tasse sulla prima casa ma anche sulle attività delle imprese. Non tassiamo più una cosa o l’altra. Abbassiamo le tasse su tutto il campo”. “Nell’ipotesi che io auspico, che tutte le clausole vengano accettate, siamo come sempre perfettamente dentro le regole europee, chiediamo solo quello che è legale”. Mentre il premier spiega la manovra dal Bruxelles arriva una nota del vicepresidente della Commissione europea Valdis  Dombroviskis: “In linea generale la Commissione consiglia agli Stati di spostare la tassazione dal lavoro a tasse che danneggiano meno la  crescita come quelle sulla proprietà, sui consumi e sul capitale: l’Italia non sta andando in questa direzione e ora dobbiamo discutere con le autorità italiane quali sono le  ragioni di questa scelta e le potenziali implicazioni”. L’esponente comunitario ha aggiunto che l’esecutivo Ue “ha diverse settimane per analizzare e arrivare alle nostre conclusioni sui progetti di bilancio e   sulle richieste avanzate da alcuni Stati per usare flessibilità per l’attuazione delle riforme, per la spesa per investimenti e le spese addizionali per far fronte alla  crisi dei rifugiati”.

Soddisfatti i socialisti che con Oreste Pastorelli commentano: “La giornata di oggi rappresenta un punto di svolta per tutto il mondo agricolo italiano. Il taglio di Imu e Irap agricola, infatti, non solo consentirà agli agricoltori di essere più competitivi sul mercato, ma sarà determinante nel rilancio definitivo dell’economia italiana”. “Il lavoro encomiabile svolto dal ministro Martina – prosegue Pastorelli, membro della commissione Ambiente della Camera – e la sensibilità mostrata dal premier Renzi sulla questione dimostrano la grande considerazione del Governo nei confronti dei coltivatori. D’altronde, sin dall’inizio della legislatura, i parlamentari del Psi si sono battuti per questo risultato presentando emendamenti e ordini del giorno. Accolgo con grande soddisfazione, anche a nome del Partito Socialista, questo decisivo cambio di passo del settore primario”.

Critica invece la Cgil che rinvia un commento più completo a quando saranno disponibili i testi. Per ora sintetizza così: “Dalle parole del premier e dalle slide emerge un Paese con quattro segni meno: meno libertà per i lavoratori”, a partire dal fatto che sulle pensioni non c’è flessibilità, “meno lotta all’evasione, meno sanità e meno lavoro e salario”. Tanti invece gli elogi arrivati dal Pd e dalla maggioranza. Da sottolineare le parole arrivate dall’Ncd, partito al centro di una fase complicata dopo le posizioni espresse da Quagliarello. “La legge di Stabilità – ha affermato Valentina Castaldini, portavoce nazionale del Nuovo centrodestra – ci darà una Italia più liberale. L’abolizione di Imu e Irap, 1 miliardo per le famiglie, sostegno concreto alle imprese, superammortamento al 140%, taglio Ires, allentamento patto stabilità Comuni, aumento della soglia del contante, contrattazione di secondo livello, contrasto povertà. Sono tutte battaglie storiche del centrodestra e della rivoluzione liberale sempre promessa e mai realizzata”. “Finalmente – conclude – il sogno del centrodestra è possibile grazie a Ncd che ha da sempre sostenuto un governo del fare”. Altri elogi arrivano dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi per il quale nella Legge di Stabilità “ci sono elementi positivi che corrispondono al massimo che si possa fare nell’attuale situazione di disponibilità”.

 Ginevra Matiz

Scheda (Ansa) 

–  VIA LE TASSE SULLA PRIMA CASA: dopo gli 80 euro e l’Irap un altro segno di fiducia per gli italiani.
– INTERVENTO STRAORDINARIO SULLE CASE POPOLARI: ci preoccupiamo di chi arranca.
– SUPER AMMORTAMENTI: chi investe nell’azienda ammortizza al 140%, anziché al 100%. Uno sconto per chi ci crede, da subito.
– UN PAESE PIÙ SEMPLICE: semplificare le misure per il contante, per le partite Iva, per i lavoratori autonomi.
– UN PAESE PIÙ GIUSTO E LOTTA ALL’EVASIONE, PAGARE MENO, PAGARE TUTTI:  lotta a evasione con digitalizzazione e Canone Rai a 100 euro
– UN PAESE PIÙ ORGOGLIOSO: 1000 ricercatori, 500 cattedre universitarie speciali, 500 assunzioni nella cultura.
– TAGLIO IRES: dal 2017 al 2,4%.
– COMUNI LIBERI DI SPENDERE I SOLDI IN CASSA: per strade,scuole, marciapiedi, giardini.
– RISPOSTE PER IL SUD, NON PROCLAMI: 450 milioni per chiudere la ferita della Terra dei Fuochi. Fondo di garanzia per Ilva per superare la crisi e stanziamento definitivo per la Salerno Reggio Calabria.
– TORNARE ALLA TERRA: Via Imu agricola, via Irap agricola,semplificazione burocratica.
– PIÙ SOCIALE: 400 milioni sul fondo, legge per il dopo di noi, aumenta il servizio civile.
– PRIMA MISURA ORGANICA CONTRO LA POVERTÀ: soprattutto per i minori. Con comuni, terzo settore e fondazioni, insieme.
– FONDO SANITÀ: 109 MILIARDI UN ANNO FA, 110 OGGI: saranno 111 nel 2016. Più soldi, ma spendiamoli meglio.
– COSTI STANDARD PER TUTTI: trasparenza totale sui prezzi.
– LO STATUTO DEI LAVORATORI AUTONOMI: finalmente una misura organica, fisco e nuove tutele.
– PENSIONI. PRIME MISURE DI SOSTEGNO: no tax area, opzione donne, salvaguardia, part-time.
– SPESE INFORMATICHE: comprare meno prodotti, usare meglio i dati. Rivoluzione digitale fa risparmiare.
– PARTECIPATE. DA 8.000 a 1.000: tetto ai dirigenti, riduzione poltrone, trasparenza dei dati.
– PERSONALE P.A. QUALITÀ TRASPARENZA NELLA SELEZIONE: premiare efficienza e merito- COMUNI: hanno più soldi per investimenti, più costi standard
– CITTÀ METROPOLITANE, NESSUN TAGLIO: province, prosegue taglio, ma salve strade e scuole.
– CLAUSOLE SALVAGUARDIA AZZERATE NEL 2016: no aumento Iva, no aumento accise.
– PIÙ SOLDI A CHI CONTRATTA SU PRODUTTIVITÀ E WELFARE: piccole imprese: giù l’Irap, anticipo rimborso Iva per crediti non riscossi.
– ANCORA SGRAVI A CHI ASSUME: meno di prima.

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