mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

LA MEDIAZIONE
Pubblicato il 02-10-2015


Riforme-Bagarre M5S

Regge l’intesa nel Pd e nella  maggioranza sulle riforme e passa l’articolo 2 modificato dall’emendamento Finocchiaro. Ma non si placano le polemiche per il gesto osceno del verdiniano Lucio Barani nei confronti di una collega M5S. “Più di una volta – ha commentato il segretario del Psi Riccardo Nencini – è stata buttata nel cestino la sacralità dell’aula. Ma il gesto offensivo del Sen Barani riassume tutti gli insulti ascoltati e visti fino ad oggi. Si tolga il garofano che ostenta all’occhiello della giacca. É il fiore del rispetto e della libertà. Su quella giacca stona. E intanto la presidenza del Senato non tolleri mai più le offese e le minacce che troppo spesso, in aula, corrono veloci”.

L’emendamento di Anna Finocchiaro all’articolo 2 recepisce gli accordi interni ai Dem, sulla legittimazione popolare dei futuri senatori-consiglieri regionali. I sì al “lodo Finocchiaro” sono stati 160, i no 86, 1 astenuto.

Continuano le polemiche sui numeri e su quanto sia stato necessario o memo il sostegno da parte di Verdini e dei suoi. “Tutti lì a fare i conti – ha scritto Riccardo Nencini sul suo profilo Facebook commentato l’esito del voto sull’articolo 2  -. Li facciamo anche noi. Nelle diverse votazioni, la maggioranza al Senato ha oscillato trai 160 e i 177 voti. Vuol dire che si è ricucito in parte lo strappo in casa Pd. Vuol dire che in molte votazioni il gruppo verdiniano non è stato decisivo. Vuol dire che il gruppo Autonomie/PSI è sempre stato decisivo”.

L’articolo 2 stabilisce che i Consigli regionali eleggeranno i futuri senatori tra i propri membri, e che “la durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti”. L’emendamento di Anna Finocchiaro aggiunge che l’elezione dei senatori da parte dei Consigli regionali deve avvenire “in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge” elettorale che dovrà essere successivamente varata. L’approvazione è stata salutata da un lungo applauso della maggioranza.

Voto favorevole dalla minoranza del Pd.  “Hanno fondamento di razionalità le ragioni che abbiamo portato per sostenere questo articolo il progetto riformatore”, ha il senatore Paolo Corsini  della minoranza del Pd. Ha invece votato contro Corradino Mineo mentre l’ex capogruppo Pd Roberto  Speranza ha chiesto a Renzi di non amoreggiare  con Verdin: “Barani, Verdini & c. meglio perderli che trovarli. Renzi ha detto che vuole unire il Pd. Bene. La prima cosa da fare è smetterla di amoreggiare con certi personaggi”.

Ne parliamo con il senatore socialista Enrico Buemi per il quale “la riforma con questo passaggio al Senato è stata complessivamente migliorata. Avendo di fatto  riportato le competenze della versione approvata dalla Camera. Quindi senza dubbio siamo di fronte a una evoluzione positiva. Ora è da vedere se la Camera non modificherà di nuovo la riforma, ripristinando il testo precedente. Ma vi è un’altra questione: una riforma portata avanti in questo clima di scontro avrà sicuramente al proprio interno delle contraddizioni che si tradurranno in contestazioni per via di questioni di fondo non risolte. Bisogna poi capire la questione del sistema di elezione dei senatori. Gli emendamenti approvati fanno presumere ci sia un intervento degli elettori, ma in che modo ancora non è sufficientemente chiaro.

Tra le critiche che vengono fatte vi è quella di un senato svuotato da ogni funzione. Non era meglio abolirlo a questo punto?
Questo direi di no. Si è registrata una evoluzione positiva con un Senato che rappresenta i territori e non più un Senato delle garanzie. Rappresentare i territori creando un rapporto di collegamento con le istituzioni locali darà vita a un meccanismo di elezione non diretta. Noi presentammo un emendamento per rendere il Senato simile al Bundesrat tedesco. E si sta profilano una soluzione che è una via di mezzo.

Verdini e il suo gruppo hanno votato a favore. Cambia qualcosa negli equilibri di maggioranza? C’è il rischio che diventi una forza stabilmente in maggioranza e cosa cambierebbe?
La presenza di Verdini è ininfluente in quanto è stata risolta la questione della minoranza interna del Pd dopo le aperture verso le loro posizioni. La maggioranza quindi non avrà problemi. La via libera referendario però sarà però necessario per dare una conferma ampia che vado altre la maggioranza. Il gruppo di Verdini infatti non rappresenta l’opposizione.

Parliamo di legge elettorale. Sono in molti a chiedere dei cambiamenti. Per te ci sono spazi e soprattutto volontà politica di farlo?
Una modifica dell’Italicum è necessaria. Vi è un rischio forte anche per il centrosinistra: presentarsi alle elezioni con una sola offerta politica può portare a brutte sorprese. Su questo serve una riflessione da parte del presidente del Consiglio che spero sia responsabile pensando non solo al suo futuro politico ma riflettendo anche sui tempi in cui non sarà più lui a guidare i giochi.

Si parla di un rimpastino dopo la legge di stabilità…
Nulla di ufficiale. Evidentemente Verdini ha qualche aspettativa, ma sarebbe un errore riconoscere in questi termini il suo appoggio. Anche perché chi vota a favore delle regole lo deve fare per convinzione e non per convenienza.

Ginevra Matiz

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