lunedì, 29 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

LA QUADRA DI PADOAN
Pubblicato il 19-10-2015


Padoan-Legge stabilità

C’è un buon clima in Commissione dopo la prima lettura della legge di stabilità. Qualificate fonti indicano che l’Italia è più solida rispetto al 2014 e che non ci cono rischi che essa venga rimanda al mittente entro la settimana, possibilità prevista dal ‘six pack’ in caso di gravi mancanze. Resta aperta però la questione dello ‘sconto migranti’ chiesto dall’Italia per utilizzare un ulteriore margine di flessibilità sul deficit.

Secondo le fonti, per la valutazione che la Commissione dovrà pubblicare entro il mese di novembre “molto dipende dalle scelte del governo sulle spese per i rifugiati”. Secondo una primissima valutazione, l’esecutivo non sarebbe disposto a riconoscere una “nuova flessibilità” dello 0,2%, ma le maggiori “spese aggiuntive”, soprattutto per l’eventuale costruzione di centri di accoglienza, potrebbero rientrare nella flessibilità già accordata all’Italia e dovrebbero essere “provate”. Per quanto riguarda l’eliminazione della Tasi, fermo restando che l’orientamento generale della Commissione spinge per la tassazione sulla casa e sui consumi riducendo quella su lavoro e capitali, la valutazione “dipende se essa fa aumentare il rapporto deficit-pil in modo sostanzioso”, ma – con le cifre presentate – l’Italia “dovrebbe starci dentro”. Altro motivo di confronto con la Commissione fino al momento del giudizio sarà il percorso di aggiustamento del bilancio. Per questo punto sarà particolarmente rilevante la comunicazione sulle previsioni economiche del 5 novembre.

In un’intervista ad Agorà su RaiTre il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan è tornato a parlare della manovra: “Con la Legge di Stabilità dell’anno passato – ha detto – di cui ci siamo dimenticati, abbiamo tagliato moltissimo. Quest’anno continueremo con i tagli, toglieremo soprattutto ai ministeri e, per quanto riguarda gli altri enti di governo, si tratterà di un minore aumento di spesa”. “L’abolizione della Tasi sulla prima casa e di altre imposte comunali sarà totalmente restituita ai comuni. Le coperture per tali operazioni sono nella Legge di Stabilità”. “Come l’anno scorso” il “deficit si riduce e il debito diminuisce (dall’anno prossimo), ma allo stesso tempo forniamo sostegno espansivo alle famiglie e alle imprese. Quindi è la quadratura del cerchio”. “L’Italia – ha detto ancora – è un buon posto per investire e oggi è un buon momento per farlo”.

Una manovra su cui arrivano, come è logico, lodi e critiche. Le lodi questa volta sono quelle di imprenditori e commercianti. A quelle di Squinzi della scorsa settimana si sono aggiunte quelle di Emma Marcegaglia che ha parlato di “giudizio complessivamente positivo”. Felice dell’aumento della soglia dell’utilizzo del contante il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli che ha parlato di “scelta buona” che “semplifica la vita delle aziende”. Meno entusiastici i commenti arrivati dalla minoranza del Pd. “Nessuna battaglia ideologica. Solo una richiesta di merito. Chi ha di più, paghi di più. Chi ha di meno, paghi di meno” ha detto il deputato Roberto Speranza. Gotor, sempre della minoranza interna parla di “trasformismo delle idee e dei valori” citando quanto scritto due anni fa dal premier Matteo Renzi, a sostegno della battaglia della per mantenere la tassa sulla prima casa per i più ricchi. Sello stesso parere Federico Fornaro, senatore della minoranza Pd, della commissione Finanze di Palazzo Madama: “La verità è molto semplice: l’abolizione totale della tassazione sulla prima casa – senza tener conto del valore delle abitazioni – non solo non è equa, ma non è mai stata nel programma elettorale del PD e neppure in quello di Renzi alle primarie 2013. E’ sempre stata, invece, uno dei cavalli di battaglia della propaganda berlusconiana, peraltro unica destra europea ad aver sempre demonizzato questo tipo di tassazione. La via maestra era quella della riforma del catasto: abbandonata dal Governo senza troppe spiegazioni nonostante il Parlamento l’avesse giustamente inserita nella delega fiscale. Mentre è giusto cancellare la Tasi che all’atto pratico ha finito per essere pagata anche dalle abitazioni popolari che prima non pagavano l’IMU, è profondamente sbagliato e iniquo abolire l’IMU anche su ville di lusso e castelli, a maggior ragione se il gettito prodotto è di soli 91 milioni di euro”.

Il movimento 5 Stelle nell’attaccare la manovra ha criticato fortemente la scelta del governo, così come indicato in manovra, di rilasciare 22.000 nuove licenze per i concessionari di slot machine. “Il Governo Renzi gioca di nuovo d’azzardo”. Ha detto Gianluca Castaldi capogruppo del Movimento al Senato, commenta. “Da un aumento molto ridotto delle tasse alle concessionarie di gioco d’azzardo arriverà pochissimo – spiega Castaldi – , ma vi sarà invece un boom di sale scommesse, con una gara per la concessione di 15.000 agenzie e 7.000 corner”.

Una scelta da criticare anche per il capogruppo M5S alla Camera, Luigi Di Maio: “Uno Stato amico dei cittadini dovrebbe combattere il proliferare di slot machine e centri scommesse”. “Per far fronte al taglio della Tasi, questo Governo aprirà oltre ventimila nuovi templi del gioco d’azzardo in Italia. La ludopatia sta aumentando il costo del servizio sanitario nazionale, a cui intanto questo esecutivo ha tagliato altri 4 miliardi, e sta dilaniando le famiglie”.

Ginevra Matiz

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