sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Laicità e diritti civili,
la battaglia continua
Pubblicato il 19-10-2015


Sui diritti civili e la laicità delle Istituzioni la arretratezza della politica nostrana è paurosamente oltre il limite di guardia. Ne abbiamo contezza se guardiamo al peso che hanno avuto le relazioni con il Vaticano nella vicenda delle dimissioni del Sindaco di Roma Ignazio Marino, politico cattolico, ma favorevole al testamento biologico e “reo” di avere trascritto i matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero nell’anagrafe capitolina.

La vicenda poi del travagliato percorso sulle unioni civili è davvero emblematica: equilibrismi verbali (formazioni sociali specifiche), rimandi e ritardi, tentennamenti persino sulla stepchild adoption.
Il Premier Renzi aveva abbondantemente promesso un provvedimento in tempi rapidi, per sanare il vulnus di diritti che connota il nostro Paese. Ma l’attitudine di sostenitore di politiche prossime alla cultura dei family day evidentemente non è scomparsa. Ed è comprensibile quindi il successo che il mattatore della Leopolda riscuote nel popolo di Comunione e Liberazione, fra i frequentatori del meeting di Rimini.
Meno comprensibile il fatto che il Partito Democratico rappresenti – col PSI – la costola italiana del Partito Socialista Europeo, la cui cultura apertamente laica e libertaria è distante anni luce da quella cerchiobottista e spesso confessionale del Partito Democratico. Che ha in origine il vizio di avere fuso le culture post comuniste e post democristiane in una ibrida creatura.
Il M5s che pure era partito bene in tema di laicità e diritti civili sconta brusche frenate, come quella di Di Maio, che dichiara a “Famiglia Cristiana” che sulle adozioni alle coppie gay occorra andarci con i “piedi di piombo”. E la vocazione giustizialista e populista di quel movimento certo non può attrarre un elettorato liberale e garantista. Occorre che si apra, seppur tardivamente, una nuova prospettiva politica, in grado di creare nel nostro Paese una area laica, liberale, libertaria, socialista, radicale, modernamente ecologista e una riflessione che abbia come perno il tema della e delle libertà, individuali e collettive.
Gli argomenti non mancano: Matrimonio Egualitario, Eutanasia, Antiproibizionismo, Stop alle esenzioni fiscali per gli immobili della Chiesa, revisione del meccanismo dell’otto per mille, energie alternative, green economy, bioedilizia, lotta all’amianto ed all’inquinamento industriale, politiche in favore della biodiversità e della possibilità di scelta ed informazione per i consumatori, flexsecurety e nuovo welfare, riforma del sistema carcerario…

Pur consapevoli delle differenze, forze come il Partito Socialista Italiano, la galassia radicale ed i Verdi, dovrebbero trovare i tempi ed i modi per mettersi attorno ad un tavolo e confrontarsi. Partendo da una urgenza: evitare che le culture del socialismo riformista europeo, del liberalismo e dell’ecologismo si estinguano nel nostro Paese. Occorre invece ragionare sul fatto che l’eredità culturale di Ernesto Rossi, Gaetano Salvemini, Alex Langer, Adelaide Aglietta, Loris Fortuna, Franco Basaglia e Pier Paolo Pasolini non deve andare smarrita. Può rappresentare una modernità diversa e più libera dell’attuale pantano mortifero della politica italiana.

Fabio Ruta

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