lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

‘Legend’. Criminali
allo specchio: storia
dei gemelli Kray
Pubblicato il 28-10-2015


legend filmQuando lo stile, che imbraccia una pistola, incontra un talento che imbraccia un fucile, lo stile è un uomo morto, ma anche no: ambedue sopravvivono alla forsennata sparatoria: iperbole, naturalmente, ma ‘Legend’, fa questo effetto, inebriante, ti prende i sensi, ti rapisce, ti può stregare. Presentato al Festival del Cinema di Roma, questo film scritto e diretto da Brian Helgeland (regista di ‘Payback-La rivincita di Porter’ e premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale per ‘L.A. Confidential’) è un biopic- crime movie (sceneggiatura tratta da ‘The Profession of Violence: The Rise and Fall of the Kray Twins’ di John Pearson) che narra le vicende dei due gemelli criminali londinesi, appunto i “Kray Twins”, nella Londra anni 50’-60’.

Film irriverente, talvolta caricaturale, sotto l’apparente veste del classico “bulli e pupe” si nasconde un ‘corpus’ anarchico, esagitato: l’idea, più che brillante, del regista, è quella di far interpretare due ruoli allo stesso attore (uno stupefacente Tom Hardy) creando  un movimento meta-cinematografico, talvolta si “guarda” i gemelli talvolta si “guarda” il doppio. Un effetto, reso possibile dalla tecnologia, credibilissimo, un gioco da illusionista, che fa  apparire e scomparire  l’uno o l’altro: Ronald-Reginald Kray rivivono nel corpo di  Tom Hardy, a suo agio nei due ruoli come la mano in un guanto e i due personaggi sono volutamente in ‘compresenza’ scenica, inquadrati uno a fianco all’altro, addirittura uno contro l’altro, durante la scazzottata, che fa dire al pubblico: ooohhh!

L’uno coscienza dell’altro, l’uno incoscienza dell’altro. L’uno, Reginald, è un gangster mascalzone, seduttore, violento, irreprensibile, innamorato, a modo suo, della brava ragazza Frances (la bravissima e intensa Emily Browning) cresciuta nel suo stesso quartiere .Circondato dai suoi accoliti armati di coltello, o  di pistola,  è  anche, grazioso  pudico Romeo arrampicato alla finestra della Frances- Giulietta. Legend_film_2015Ha un suo codice d’onore, vuole fare affari con la mala, non ama gli “eccessi” del fratello gemello. L’altro, Ronald, dimesso a forza di intimidazioni dall’ospedale psichiatrico, pur essendo stato dichiarato come paranoide schizofrenico, parla in “cockney”, il dialetto londinese: imbottito di pasticche, gira con un martello e fracassa le teste dei nemici. Dice quello che pensa in faccia ai cliente della ‘high class’ che frequentano il cabaret del fratello Reginald, messo su come attività di copertura, per darsi una apparente legalità. Ronald va a ruota libera: fa “coming out” professandosi gay “attivo”, nel bel mezzo di un incontro con un mafioso italo-americano (evergreen Chazz Palminteri). Produce ilarità e ammirazione, spaventa, diverte il suo pseudo-amante-scagnozzo “Mad Teddy” (Taron Egerton) che ride a crepapelle. Gioca a fare il  ‘padrino’, masticando parole biascicate, prima di scatenare il raptus. Insomma è lui a ricordare a tutti nella scena del locale, dove la tensione sale e tutti ci aspettiamo che si scateni la bolgia infernale, che si tratta di western.

Fa citazioni quasi colte, catechizza lo spettatore, con discorsi pseudo moralistici su cosa sia il vero  duro mestiere del gangster e di come lui ne sia fiero. Pride a tutto tondo, frutto di un costante delirio autoironico, divertentissimo. Ci sia affeziona a lui pur sapendo che belva assetata di sangue sia. E la polizia, incarnata dal tenace ispettore Leonard“Nipper” (Christopher Eccleston) costantemente cerca di incastrare i Kray. Saranno loro stessi a determinare il proprio destino: Ronald, ormai nel pieno delle sue manie persecutorie, fa quasi accoppare  il suo ‘amministratore’ (il bravissimo David Thewlis) dando vita ad una escalation criminale, dove spunta il biondo e crudele torturatore Charlie (Paul Bettany). Il caos prende il sopravvento. La bella ragazza, Frances si consuma come una fiamma, ma non vi è melodramma, sotto le note di ‘Runny Scared’ di Roy Orbinson. Da non perdere, per i buongustai. A gennaio nelle sale italiane.

 Maria Chiara D’Apote

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