giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

LIBERI NELLE SCELTE
Pubblicato il 31-10-2015


Conf program chiude

Riccardo Nencini
Dai tavoli sono emerse idee molto interessanti da discutere. Quando abbiamo discusso delle conferenza programmatica siamo andati a ricordare l’Italia degli anni ‘80.  1982: l’Italia da società industriale a terziario, fine dell’emergenza terroristica, superamento del compromesso storico e dell’egemonia Dc, ruolo centrale dei partiti, ripresa economica, speranza europea con Maastricht alle porte, la partecipazione al voto era molto alta, Yalta scalfita ma in piedi, assenza del problema dei migranti, desiderio di governi stabili. Possiamo dire tutto questo in una frase, era una società strutturata. Ora invece si parla di società molecolare… (Qui ampi stralci del testo integrale)

Enrico Buemi
Le istituzioni della democrazia: aprire una grande stagione costituente

Buemi_Le istituzioni della democrazia smallModifica della Legge elettorale, con premio di coalizione non al partito, ma alla coalizione, più omogenizzazione dei sistemi elettorali regionali. Accorpamento delle regioni. Sistema semipresidenziale. Superamento dell’attuale assetto delle regioni.
Accorpamento dei comuni, passare dalla volontaria alla obbligatoria fissando parametri adeguati. Controlli preventivi sulle PA, enti locali compresi, ridiscussione della legge Bassanini, legge sul conflitto di interessi e modifica della Severino. Riforma del CSM, modifica dell’obbligatorietà dell’azione penale. Tutela economica del cittadino innocente nel processo. Accorpamento dei processi civile, amministrativo, contabile. (qui il testo integrale)

Oreste Pastorelli
Tutela del territorio: semplificare le procedure e progettare lo sviluppo

Nel corso del dibattito, riguardante la promozione di un cambiamento del territorio, le idee e gli spunti di riflessione sono stati molti.  La direzione, ampiamente condivisa da tutti gli intervenuti, è quella di valorizzare il tema dell’ambiente e di tutti gli aspetti ad esso connessi, ponendolo al primo posto dell’agenda parlamentare e amministrativa del Partito.

Pstorelli - Tutela del territorioDel resto, l’assunto di base è il seguente: la sensibilità per l’ambiente è connotato caratteristico e originario della visione Socialista. In questo quadro politico, è chiaro che una parte rilevante del dibattito è stata occupata dalle così dette politiche di conservazione programmata e preventiva del patrimonio artistico e ambientale la cui realizzazione pratica deve necessariamente passare attraverso una modernizzazione delle istituzioni ad esse preposte.  In questo senso la proposta di creare un nuovo Ministero dell’Ambiente e del Territorio nel quale, in un’ottica di semplificazione, far confluire le competenze degli attuali Ministeri dell’Ambiente, delle Infrastrutture e dei beni culturali, rappresenta una battaglia politica sulla quale il Partito deve investire energie e competenze, le quali non mancano. (qui il testo integrale)

Elisa Sassoli
La società solidale: riproporre l’alleanza tra merito e bisogno

Elisa Sassoli - La società solidaleIl merito come qualità individuale va riconosciuto e valorizzato e deve camminare di pari passo con il riconoscimento dei bisogni. Immaginare una società solidale, una società che favorisce lo sviluppo, vuol dire, ad esempio, realizzare le pari opportunità. Nel concreto il tema vero è quello del governo dei servizi per il bene pubblico con particolare riguardo alla conoscenza, alla scuola, ai giovani in modo particolare. Nella società moderna la conoscenza è lo strumento migliore per attivare lo sviluppo. Elisa Sassoli - La società solidale 2Quanto è stato fatto con la ‘Buona scuola’ va implementato. Indubbiamente si poteva fare di meglio e di più, ma la ricerca del meglio può comportare un rischio, quello di cadere nell’immobilismo.
Ancora dal gruppo di lavoro emerso il sostegno al voto ai sedicenni, alla riforma del terzo settore, al contrasto alla disparità di genere nel trattamento retributivo, al diritto alla studio.

Giampiero Magnani
La buona economia, lavorare meglio, lavorare tutti

Giampiero Magnani - La buona economiaIl problema del movimento sindacale è che ancora legato all’era fordista, ce lo dice la videnda Fiat.
Purtroppo oggi si lavora in pochi e male, ma il lavoro resta il fattore fondamentale dell’Italia produttiva. L’obiettivo è ridare vitalità al movimento sindacale partendo dalla scuola. Perché è solo
introducendo nella scuola la cultura della professionalità che si può iniziare a dare vigore al lavoro. E’ nostro obiettivo è anche valorizzare il talento migrante. Inoltre si deve ripartire con il lavoro attraverso le vecchie aree produttive che vanno rivitalizzate. Non bisogna mai dimenticare che senza lo sviluppo del mezzogiorno l’Italia non riparte.
Occorre creare un’agenda culturale italiana, per poter meglio valorizzare il nostro Paese.
Inoltre non basta dire no alle opere pubbliche, in questo modo non si risolvono i problemi ma Chiediamo maggiori risorse per la green economy, senza dimenticare che occorre una
progressività sulle tasse di successione. Da precisare chenon si può fare cassa sul gioco d’azzardo ma ha bisogno di ben altri interventi. Per ridurre il numero degli inattivi, servono delle politiche del Welfare come l’assegno di cittadinanza. Inoltre è fondamentale ridurre la spesa pubblica perché lo Stato è il primo datore di lavoro

Per quanto riguarda la Finanza è opportuno rivedere le politiche sulle banche pubbliche e ridare fiato al microcredito per far ripartire l’economia. E’ stato calcolato che se venissero ridotti i tempi di pagamento solo per quanto riguarda gli arretrati che lo Stato deve alle aziende si alzerebbe il pil di 1,2%

La recente crisi mondiale va affrontata con giuste misure e dobbiamo ricordare che
il debito pubblico italiano si è fermato solo grazie a Mario Draghi
Siamo parte dell’Ue e bisogna salvare l’unione salvando la potenza politica europea nel mondo, il compito più difficile per il socialismo.  

Leonardo Scimmi
Pace e sicurezza: governare la globalizzazione

Craxi - Pace e sicurezzaPace e sicurezza sono temi che con non possono essere distinti. Per la sua posizione nel Mediterraneo l’Italia deve essere  protagonista nella gestione di questo teme. Le ricadute delle immigrazione non controllata che hanno spaventato l’Europa che ora cerca di intervenire in modo tardivo. E questo ha portato al nascere di relazioni politiche pericolose con il riaffiorare di rigurgiti xenofobi. Inoltre l’apertura dei mercati finanziari ha creato una crescita forte dei mercanti emergenti suscitando il desiderio di molti di fare parte di questi nuovi mercati e ricchezze. Per ristabilire un equilibrio internazionale serve sostenere sforzi per realizzare una politica comune di difesa, rafforzando all stesso tempo la  presenza europea nella Nato. Sollecitare la comunità internazionale affinché intervenga nel conflitto palestinese. Infine la necessità di scoraggiare le politiche nazionalistiche di dell’est Europa e una più precisa politica estera da parte dell’Italia in zone come la Libia. Insomma occorre rivedere le politiche per governare il fenomeno dell’immigrazione che non è riducibile a solamente a problema di ordine pubblico. Per questo proponiamo la convocazione di un congresso straordinario del Pse sul fenomeno del’immigrazione. Così come allo stesso tempo proponiamo il superamento della legge Bossi-Fini.

Pia Locatelli
La libertà delle persone: liberi e uguali

Pia Locatelli - La libertà delle persone“In 3 ore abbiamo affrontato 32 argomenti” ha spiegato per illustrare la vastità dei temi trattati che si sono occupati di giustizia, libertà dell’informazione, omofobia e questione gender, emigrazione e politica estera (quando c’è e quando non c’è), violenza sulle donne, gioco d’azzardo, diritti civili, legge 40 …
Di questi temi particolare molto tempo è stato preso dalla questione delle unioni civili anche alla luce dell’ultima sentenza che ha annullato le trascrizioni dei matrimoni con un giudice relatore, che per le sue posizioni note, avrebbe dovuto astenersi. Bisogna fare una legge che regoli le unioni civili. “Nel 1988 con Alma Cappiello presentammo una proposta di legge per le coppie di fatto, sia omosessuali che eterosessuali, e oggi siamo ancora a questo punto…”
Anche sul fine vita e sul testamento biologico bisogna costringere i legislatori ad occuparsene. In Italia il 60,70% sono favorevoli all’eutanasia e il 90% al testamento biologico. Ogni anno 20 mila pazienti vengono aiutati a morire neli ospedali italiani.
Il tema su cui invece si sono riscontrare le maggiori differenze è stato quello dell’amnistia e delle carceri. Contrarietà all’amnistia per ragioni diverse. C’è la consapevolezza di un senso di insicurezza diffuso e di un sistema giudiziario che non funziona. Carceri e amnistia sono un tema aperto.


Interventi:

Raffaello De Ruggieri
L’esperienza di Matera capitale della cultura

Raffaello De Ruggieri L'esperienza di Matera capitale della culturaIn qualità di sindaco di Matera voglio esprimere alcune valutazioni sull’esperienza che mi porto addosso.
l’ambizione di un sindaco del mezzogiorno è quella di costruire di un mezzogiorno che funziona e non si lamenta e vuole costruire un punto di riferimento per declinare i precedenti interventi
La mia è stata una lunga militanza civica, in tre mesi abbiamo costruito un movimento e come Davide abbiamo abbattuto Golia, con un metodo mitridate, cioè distillare con caparbia e costanza il seme del valore e dell’appartenenza sociale. Per ritrovare il senso dell’autostima, non un prurito razziale ma cercare se stessi e il possibile futuro
Chi ha trovato nel fattore cultura l’elemento edificante perché la cultura è un modo di vivere, la cultura d’azione, una cultura da vivere, operaia, un metodo che ha trasformato un territorio di infamia nazionale e disaffezione in orgoglio d’appartenenza. Da territorio inerte a fecondo,
Matera ha vissuto un forte degrado per arrivare a patrimonio dell’Unesco
Una città marginale, periferica e minore è riuscita a vincere città aristocratiche grazie alla sua lievitazione comunitaria. Il miracolo quindi è avvenuto con la politica identitaria e di appartenenza, i cittadini non sono stati più clienti e spettatori ma protagonisti

Noi siamo scesi in campo dopo la vittoria (quella di Matera capitale della cultura, ndr) perché la vittoria andava governata, senza ostentazione ma attraverso la progettualità.
Si è passati dall’immobilismo a una vitalità di fiducia e speranza, quello che manca al nostro Paese. Oggi Matera è un brand, voglio costruire un meridionalismo vincente che sia lievito per l’Italia

Elisabetta Cianfanelli
La condivisione delle idee

Elisabetta Cianfanelli La condivisione delle ideeNell’era dei social mancano spazi come questi. Spazi di condivisione delle idee. Le pmi italiane sono il 99 % delle imprese italiane e rappresentano l’80 per cento dell’occupazione e sono quelle che assumono i giovani. Le nostre pmi esportano il 27.8 % superando la media europea. Le pmi sono luoghi di coesione sociale che lavorano in nicchie di mercato che rappresentano l’eccellenza italiana. La debolezza è la loro piccola dimensione, insieme alla mancanza di un sistema di comunicazione per la diffusine nel mondo del prodotto italiano. Le start-up: l’Italia sta diventando un paese che produce tanti device a alta tecnologia digitale. Questi incubatori di tecnologia hanno però dei punti di debolezza. Prima di tutto quello di trasferire la cultura delle start-up nelle imprese italiane. Le start-up italiane sono per la maggior parte comprate da imprese estere, portando via il lavoro fatto nel nostro paese. Poi c’è il nodo della pubblica amministrazione che ha reso la vita a tutti noi italiani sempre più complessa. E su questo si deve intervenire.

Galli Della Loggia
Ma cos’è il cambiamento?

Galli Della Loggia

A un piccolo partito non chiederei il realismo delle proposte. Piuttosto chiederi il lusso di essere visionari, di parlare in modo diverso, di affermare le proprie diversità, di combattere così la desertificazione culturale.

Ma la domanda che bisogna porsi è: cosa vuol dire cambiamento? Il cambiamento è sempre un valore di per sé? Il cambiamento è sempre un progresso? Parliamo di cambiamento sempre come una cosa bella, ma io avrfei invece dei dubbi. L’Italia degli ultimi due decenni è forse meglio di quella precedente? Io avrei dei dubbi.

Per esempio la tecnologie esprimono cambiamenti continui; abbiamo un nuovo modello di i-Phone ogni sei mesi. Ma questo è un cambiamento positivo?

Il cambiamento è spesso in Italia sinonimo di disgregazione sociale, che immoiserisce la società.

Chiediamoci per quanto tempo ancora le nostre democrazie riusciranno a comprare il consenso soiale attraverso la spesa pubblica, il welfare. L’identità della socialdemocrazia europea è legata al keynesismo. Oggi le vittorie della destra segnalano l’emergere della crisi dei legami sociali. In questo senso può essere letta anche la riscoperta dei valori religiosi che si identificano proprio con i legami sociali.

Dunque cambiare, ma come?la sinistra dovrebbe prosi questo problema innanzitutto e invec la sinistra è sempre un apologeta del cambiamento. Ma una volta non era così. La sinistra è nata contestando la validità in sé del cambiamento.

Pensiamo per esempio all’ampliamento della sfera dei diritti e chiediamoci invece se ci sono dei limiti così mcome ci sono limiti alle risorse. Perché non consideriamo possibile la poligamia anche tra persone consenzienti? Perché riconosciamo che ci sia un limite.

Piutttosto al sinistra dovrebbe riscoprire il tema delle chanche, delle possibilità di crescita che vengono offerte a ogni individuo.Panoramica

Siamo di fronte alla catastrofe del sistema dell’istruzione che da due decenni non è più un ascensore sociale. Allora su questo la sinistra, non i singoli partiti, dovrebbe fare dell’autocritica. Dovremmo ripensare al ruolo che hanno avuto la sinistra e i sindacati in questa catastrofe.

Cambiamento può voler dire anche mantenere o addirittura restaturare. E lo Stato è lo strumento. Per esempio potremmo dire che l’aver fatto le Regioni è stato uno sbaglio colossale. Pensate che forza avrebbe la sinistra se dicesse questo: è stata una boiata pazzesca!

Dobbiamo fare dunque un discorso molto serio sul contenuto del cambiamento. Dobbiamo ricordare che il socialismo è nato contestando la qualità del cambiamento. Voleva vedere cosa c’era sotto, voleva sottoporlo al giudizio dei valori.


Qui Seconda giornata video audio di radio Radicale

Qui Intervista di Riccardo Nencini a RaiNews 24

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