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Opinioni e commenti
 

L’ITALIA VEDE ROSA
Pubblicato il 28-10-2015


ISTAT-Fiducia consumatori

“Per la prima volta dopo anni c’è in Italia un cambiamento di clima profondo. Come certifica l’Istat, la fiducia dei consumatori e delle imprese è tornata a livelli pre-crisi. L’Italia ci crede, noi ci siamo”.  Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi da Cuba rivolgendosi agli imprenditori italiani e cubani. I dati sulla fiducia di consumatori e imprese “sono solo l’antipasto”, ha aggiunto. “La pagina migliore per l’Italia – ha sottolineato – deve ancora venire nei prossimi mesi”.

Questo  il commento del presidente del Consiglio Matteo Renzi ai dati pubblicati dall’Istat che registrano un incremento della fiducia delle imprese e dei consumatori. La fiducia delle imprese ad ottobre infatti è in crescita per il terzo mese consecutivo e segna il livello più alto dall’inizio della crisi nell’ottobre del 2007. L’Istat rileva un aumento dell’indice a 107,5 dal 106,1 di settembre. Nel commercio in particolare l’indice tocca il livello maggiore dall’inizio delle serie storiche (gennaio 2003). Il clima di fiducia migliora anche per le imprese dei servizi di mercato e la manifattura, mentre torna a calare per le costruzioni.  Nel commercio sono in progresso sia i giudizi sulle vendite correnti, sia le attese sulle vendite future e sono giudicate in diminuzione le giacenze di magazzino. Nelle imprese manifatturiere salgono sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione, invece i giudizi sulle scorte rimangono stabili. Mentre nelle costruzioni peggiorano i giudizi sugli ordini e piani di costruzione mentre le attese sull’occupazione restano invariati.  Nelle imprese dei servizi migliorano le attese sull’andamento generale dell’economia, ma si riducono sia i giudizi sia le attese sul livello degli ordini.

Imprese-ripresa

Positivo anche il dato dei consumatori la cui fiducia, secondo i numeri dell’Istat,  ad ottobre è la più alta da febbraio 2002, oltre 13 anni fa. Sale a 116,9 punti dai 113 di settembre. Sono in espansione tutte le componenti della fiducia a partire da quella economica. Migliorano i giudizi e le attese sulla situazione economica del paese e calano le attese di disoccupazione. Sono in progresso anche i giudizi e le attese sulla situazione economica della famiglia con un aumento al 12,6% dal 10,7% della quota di coloro che si attendono un leggero miglioramento del quadro familiare. E sono più favorevoli i pareri sulle opportunità attuali di risparmio.  Nonostante questo, però, i giudizi sul bilancio familiare peggiorano, influenzati dal calo della quota di coloro che dichiarano di “risparmiare qualcosa” (al 18,9% dal 19,5%) e dall’aumento di quella di chi dichiara di dover “usare i risparmi” (al 20,4% dal 19,7%) per far fronte alle spese familiari.

Altre positive valutazioni arrivano da Bankitalia. Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco durante la giornata mondiale del risparmio ha annunciato che per quest’anno la crescita del Pil potrebbe sfiorare l’1%. Quindi con un incremento, anche se limitato, rispetto alle previsioni precedenti. Infatti nelle sue ultime stime, diffuse a luglio, l’istituto di via Nazionale, prevedeva una crescita dello 0,7%. “Nel nostro paese – ha aggiunto Visco – il Pil è tornato a crescere per la prima volta dall’inizio della crisi dei debiti sovrani, a ritmi intorno all’1,5% su base annua”. “Alla spinta iniziale della domanda estera si è affiancata quella delle componenti interne, con il consolidamento dei consumi privati e il graduale riavvio degli investimenti”, ha detto Visco. Inoltre, “il significativo aumento dell’occupazione, che ha beneficiato anche dei provvedimenti adottati dal Governo, continuerà a sostenere i consumi delle famiglie”. Nell’area euro e in Italia pesano tuttavia, in prospettiva, “i rischi connessi con il rallentamento dell’economia cinese e, più in generale, con l’andamento dei paesi emergenti”.

Produzione industriale-crescita

A questi dai si aggiungono quelli del centro studi di Confindustria che ha rilevato un incremento della produzione industriale dello 0,2% in ottobre su settembre. Nel terzo trimestre del 2015 il Csc calcola un aumento della produzione dello 0,6% sul secondo, quando si era registrato un progresso dello 0,4% sul precedente. La variazione congiunturale acquisita nell’ultimo trimestre di quest’anno è di +0,6%.  La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, è avanzata in ottobre del 3,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno; in settembre è stato rilevato un aumento del 3,2% su settembre 2014. Tra le imprese manifatturiere la fiducia è ancora aumentata in ottobre e traccia una tendenza positiva dell’attività anche nei prossimi mesi: l’indice è salito di 1,5 punti (dopo +1,5 in settembre), a 105,9, massimo da gennaio 2011; in miglioramento, rispetto al mese scorso, giudizi e attese sui livelli di produzione e sugli ordini interni ed esteri.

Tutto dai positivi che però non convincono il segretario generale della Cigl Susanna Camusso  per la quale “la misura di un clima positivo si vede se comincia a scendere  significativamente la disoccupazione generale e quella giovanile. Mi pare che per il momento la disoccupazione generale sia sceso dello 0,1% e quella giovanile continua ad essere stabile”. “Positivi i incoraggianti” sono le parole usate del Codacons. Ma la strada è ancora lunga. Ha affermato il presidente dell’Associazione Carlo Rienzi: ”ma sarebbe un dramma deludere le aspettative di consumatori”. Il punto è proprio questo.  Si parla di fiducia. E prima che questa si traduca in crescita e poi in occupazione servirà del tempo. Ma è sempre un primo passo.

Ginevra Matiz

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