sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Maker Faire, l’innovazione
cominciata nei garage
Pubblicato il 16-10-2015


Maker FaireServire il progresso attraverso lo share di idee.  È questo il cuore di Maker Faire, la fiera dell’innovazione più grande d’Europa inaugurata oggi a Roma all’università Sapienza. 3 giorni di incontro tra cittadini, start up, aziende e ideatori di nuove tecnologie. Giunta alla sua III edizione, la manifestazione punta a battere il record di 90 mila presenze dello scorso anno.
Protagonisti di quella che ormai viene definita la ‘IV Rivoluzione Industriale’ sono loro: i makers. Gli artigiani digitali, che costituiscono un movimento culturale contemporaneo estensione su base tecnologica del tradizionale mondo del bricolage. I loro strumenti: apparecchiature elettroniche, realizzazioni robotiche, dispositivi per la stampa 3D e apparecchiature a controllo numerico.
Ad aprire la manifestazione il Ministro al Lavoro Giuliano Poletti, tra i primi a visitare i numerosi stand allestiti all’interno della città universitaria. Per il responsabile del dicastero gli artigiani digitali sono un tassello fondamentale per spazzare via definitavamente la crisi: “Il lavoro non solo si deve cercare, ma si può anche costruire”.
Ultimaker
A credere nel progetto Maker Faire furono per primi Riccardo Luna già direttore di Wired Italia, Massimo Banzi tra i papà di Arduino e la Camera di Commercio di Roma. Sono loro a caratterizzare l’edizione di quest’anno rilanciando e aggiornando l’idea iniziale: attenzione, i makers infatti, “non sono più degli smanettoni da garage, ma devono iniziare ad essere visti come degli imprenditori veri e propri” sostiene Banzi.
Per Riccardo Luna “il momento è assolutamente favorevole, visto anche l’ok alla legge di Stabilità che permette il cosiddetto ‘superammortamento’ per gli investimenti al 140%”. Mai come ora insomma, è il momento di credere nel progresso e nell’innovazione.
Rispetto agli scorsi anni, Maker Faire 2015, mostra non solo un interesse sempre maggiore di pubblico, ma anche un coinvolgimento piú ampio delle idee. A differenza degli Stati Uniti (dove nasce Maker Faire), in Italia a partecipare sono sempre di più i brand e le startup che caratterizzano i settori principali dell’economia nostrana: su tutti il design e la moda.
Maker Faire-Google
Maker Faire è fantastica, resta un punto di riferimento per le nuove idee” ci dice Sara Barroccu ideatrice di Barsa Design, startup di successo del fashion design, anche se “ancora non basta, specie in una cittá come Roma”.
Ma c’è da ben sperare a giudicare dalla partecipazione in mattinata di moltissime scuole medie e superiori. Ai giovani studenti Maker Faire 2015 ha dedicato un’ampia area di laboratori per provare con mano le nuove tecnologie e apprendere il concetto di ‘learning by doing’, imparare facendo. Per loro: piccoli robot che giocano a calcio, grandi umanoidi che sbattono gli occhi e afferrano cose, nonchè migliaia di oggetti costruiti con stampanti 3D, come una motocicletta da 100mila euro.
Fantascienza? No realtà.
Da segnalare attimi di tensione nel pomeriggio su piazzale Aldo Moro, quando un cantinaio di studenti universitari hanno manifestato contro la chiusura di 2 giorni dell’ ateneo romano. “Studenti e professori non possono dover pagare un biglietto di ingresso per entrare in ateneo” hanno urlato contro la polizia. Per placare gli animi gli agenti hanno dovuto azionare gli idranti e effettuare alcune cariche di alleggerimento. 5 le persone fermate e stando a quanto riferito dagli attivisti di Sapienza Clandestina, vi sarebbero una decina di giovani feriti.

Marco Agostini
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