venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Mense ecco il nuovo
business delle agromafie
Pubblicato il 19-10-2015


Mafia-mense scolasticheTra i settori forti su cui si allungano le mani delle agromafie ci sono le mense scolastiche. Un piatto ricco che vale 1,3 miliardi di appalti all’anno. Ad accendere i riflettori sul nuovo business della criminalità è stata l’inchiesta di questi giorni sulla fornitura dei pasti in provincia di Napoli, Salerno e Avellino che ha portato ad 11 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di imprenditori e amministratori pubblici. Di sicurezza e legalità nella ristorazione, compresa dunque quella scolastica e dei pranzi distribuiti negli ospedali, si è parlato nel corso dell’incontro «Corruzione e Agromafie» promosso da Coldiretti e dal presidente del comitato scientifico della Fondazione «Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e nel sistema agroalimentare» al quale hanno preso parte anche il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, il vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, Giovanni Legnini e il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. La Coldiretti ha denunciato i ritardi degli «appalti verdi» introdotti quattro anni fa per le mense scolastiche e degli ospedali, gestite dalla pubblica amministrazione.
A distanza di 4 anni restano così al palo le fornitura di frutta e verdura rigorosamente di stagione, di prodotti Igp e  e biologici come doveva essere previsto. E proprio sul accordo degli “appalti verdi” Il numero uno dell’Autorità anticorruzione, da parte sua, ha rilevato come non possa valere solo la logica del «risparmio fine a se stesso». Per Cantone, infatti, al risparmio si deve affiancare il requisito della qualità, si deve sapere da dove arrivano i prodotti «da dove vengono le materie prime – ha sottolineato – per fare la pasta al pomodoro, perchè non mi sento tranquillo se il pomodoro arriva da un paese dell’Asia». La qualità dunque, secondo Cantone, deve diventare «un criterio per attribuire gli appalti». Certificabilità e provenienza pertanto dovrebbero diventare punteggi aggiuntivi nell’individuazione dei criteri per formulare i bandi. Da qui l’impegno assunto davanti alla platea Coldiretti di lavorare a un bando tipo per le mense per individuare snodi pericolosi per la corruzione ed evitare infiltrazioni della malavita nelle future gare per le grandi ristorazioni.

Per tutti è comunque necessario puntare su trasparenza e semplificazione amministrativa. Intanto Legnini ha annunciato l’avvio del primo corso di formazione sulle specifiche materie agroalimentari che coinvolgerà 400 magistrati. Caselli ha annunciato la presentazione al ministro della Giustizia di un progetto di riforma normativa per i reati agroalimentari.

Il ministro Martina ha sottolineato la necessità di ammodernare il codice relativo all’agroalimentare per una maggiore efficacia delle azioni di contrasto. Il ministero per quanto riguarda le norme di sua competenza ha già messo numerosi tasselli, dal registro unico che semplifica i controlli in azienda alla sensibilizzazione dei provider esteri per il controllo sul web. Un’operazione quest’ultima che- ha detto Martina – è considerata un modello anche all’estero. «La chiave per dissodare il terreno dai fenomeni malavitosi – ha aggiunto il ministro – è lavorare sulla semplificazione dei meccanismi burocratici e amministrativi, più si semplifica, più si evita che qualcuno ci provi».

Francesco Brancaccio

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