sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. Anche l’Austria si nasconde dietro “un muro”
Pubblicato il 29-10-2015


Muro migranti-AustriaL’Europa continua a trincerarsi invece di trovare una soluzione al problema dei profughi. A tentare di fermare la rotta balcanica stavolta è proprio l’Austria che sta costruendo la prima recinzione con il Paese dell’area Schengen ai suoi confini: la Slovenia. Il ministro dell’Interno Johanna Mikl-Leitner ha però precisato che non si tratta di un vero e proprio muro, ma di “pezzi di recinzione” alla frontiera per controllare gli arrivi. Il Ministro ha inoltre puntualizzato che della costruzione sono stati informati la polizia slovena, il presidente della Commissione europea Juncker e il commissario competente Avramopoulos.

Tuttavia la decisione ha avuto subito il primo effetto a catena: anche la Slovenia, dopo l’iniziativa di martedì sta pensando a un provvedimento in tal senso. Miro Cerar, Primo ministro sloveno, ha convocato il Consiglio di sicurezza nazionale per una riunione d’emergenza e nei prossimi due giorni potrebbe iniziare a costruire barriere lungo la frontiera con la Croazia. Mentre la Serbia continua a rimanere solidale e ha annunciato che non costruirà nessuna barriera per fermare i profughi. Nel frattempo crescono le tensioni tra Berlino e Vienna, accusata di portare i migranti alla frontiera verso la Germania. La questione sta creando non pochi grattacapi alla Cancelliera, con il rischio che la CSU ritiri i propri ministri dalla coalizione di Governo, così come annunciato dal loro leader, Horst Seehofer. Il premier del Land meridionale, Horst Seehofer, aveva puntato il dito contro l’Austria anche dopo il mini-vertice di domenica, tenutosi tra l’Ue e i Paesi della rotta balcanica. “Sarei stato felice se anche a quest’ultimo vertice fossero state invitate anche l’Italia e la Svezia, coinvolte dai flussi migratori. Ma non ero io a fare gli inviti”.

Ha detto il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. L’Europa appare quindi sempre più divisa anche per quanto riguarda non solo la gestione dei migranti, ma anche riguardo gli stessi vertici e riunioni. Il problema della rappresentanza è stato rilevato da più parti, l’Italia viene sempre più isolata in Europa anche in questioni che la riguardano, come l’immigrazione. Sulla questione dei formati delle riunioni internazionali “l’Italia deve uscire dalla logica dell’ansia da rappresentazione”, dice l’alto rappresentante della politica estera europea, Federica Mogherini, parlando alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. “L’Italia è un grande Paese europeo – ha aggiunto Mogherini – uno dei Paesi fondatori dell’Europa. Non c’è un motivo né storico né politico per l’ansia da rappresentazione. Le capacità dell’Italia in politica estera e nella Difesa sono forti e sono riconosciute”. Tuttavia a un anno dal suo insediamento il capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini, non sembra abbia fatto molto per connettere la Farnesina con il resto delle cancellerie europee.

Tuttavia anche Lady Pesc mette in guardia dal pericolo di una disintegrazione dell’Europa per il disaccordo sulle politiche dei migranti: “Lo scollamento tra fenomeno europeo e strumenti nazionali è grave. La crisi peggiorerà con reazioni a catena delle pubbliche opinioni e dei governi nazionali, se non ci doteremo di strumenti all’altezza. Senza questi, c’è il rischio della disintegrazione”.

Maria Teresa Olivieri

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