venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. UE pensa alla Turchia per la rotta dei balcani
Pubblicato il 19-10-2015


Migranti-CagliariIl problema dei migranti non è finito e continua a impensierire l’Unione europea e l’Europa centrale, i cui stati membri continuano ancora una volta ad agire ognuno per proprio conto. Oggi al Croazia ha aperto i confini con la Serbia ai migranti, in migliaia si sono così affrettati a passare frontiera. La decisione di Zagabria è arrivata dopo che Poco l’allarme lanciato dal governo serbo per la situazione sempre più precaria di migliaia di migranti e profughi bloccati sotto pioggia e freddo al confine con la Croazia, a causa del forte rallentamento nelle operazioni di accoglienza da parte di Austria e Slovenia.
Dall’altra parte il “paradiso” europeo per i profughi, la Germania, inizia a fare i primi dietrofront sull’accoglienza: le primi crisi arrivano proprio dal partito al governo. Un gruppo di deputati della CDU ha presentato una mozione, chiedendo che Angela Merkel chiuda le frontiere per arginare l’emergenza profughi. Il gruppo, che rivendica dalla cancelliera una virata nella politica di accoglienza, è guidato da Christian von Stetten. Già nei giorni scorsi una lettera di 34 “ribelli” alla linea Merkel aveva ottenuto oltre 120 adesioni nel partito. La contrarietà all’accoglienza dei profughi non viene solo dai “vertici” tedeschi, in Germania è chiamata a far fronte al crescente sentimento anti-immigrati culminato con l’aggressione xenofoba ad Henriette Reker, eletta ieri sindaco di Colonia. Questa sera, il gruppo islamofobo Pegida sfilerà a Dresda, per marcare il primo anniversario della sua nascita.
La soluzione trovata dalla cancelliera è stata quella ribadita più volte anche dall’Ue, ovvero finanziare e aiutare i Paesi che ospitano attualemente i profughi, come la Turchia. Il giorno dopo sul web l’ironia per la foto ritratta della cancelliera con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, entrambi su due troni sfarzosi.
Per molti si tratta si una richiesta d’aiuto da parte della Merkel per l’accoglienza dei profughi, ma il premier di Ankara, Ahmet Davutoglu, ha detto che la Turchia “non è un campo di concentramento in cui stanno tutti i rifugiati” e non li ospiterà per sempre per tranquillizzare l’Europa, aggiungendo di averlo “comunicato anche ad Angela Merkel” durante l’incontro di domenica a Istanbul.

Liberato Ricciardi

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