sabato, 10 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Migranti. A rischio i ricollocamenti UE
Pubblicato il 20-10-2015


Migranti-ricollocamenti UEL’Europa continua a vacillare sulla questione migranti, secondo le fonti Ue, infatti, sistema dei ricollocamenti dell’Unione europea rischia di incepparsi, poiché sono stati solo sei dei Paesi che hanno dato la disponibilità per la redistribuzione e solo in numeri limitati: Austria, Germania, Grecia, Lussemburgo, Spagna e Svezia. Solo per ricollocare i 40mila dall’Italia in due anni servono oltre 1.500 posti al mese e invece con l’aereo che parte dall’Italia questa settimana con un centinaio di profughi si esauriscano i posti messi a disposizione dagli Stati membri. “Attualmente siamo ben lontani da queste cifre”, mettono in guardia le fonti. E aggiungono che il problema si pone anche sul fronte opposto: “D’altra parte, c’è forte diffidenza tra gli stessi profughi, i quali temono che salendo su quegli aerei si troveranno deportati fuori dai confini dell’Ue”.

È stato molto difficile per il nostro Paese trovare i primi 19 eritrei che volessero partire per la Svezia, ciò è stato possibile solo grazie a un approfondito lavoro con la comunità eritrea, mentre nessun siriano è voluto partire.

E mentre l’Italia pensa alla ricollocazione di 40mila immigrati sbarcati nel Mediterraneo, in una nota l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) fa sapere che in Grecia il numero di arrivi via mare dall’inizio dell’anno ha superato il mezzo milione, dopo che nella giornata di ieri sono giunte sulle isole del Mar Egeo quasi 8mila persone, portando il totale a circa 502.500.

La questione di maggiore interesse riguarda in queste ultime settimane anche la situazione nell’Europa orientale e nella rotta dei Balcani, dove continua a salire la tensione nei Paesi interessati. Dopo aver riaperto le frontiere oggi la Croazia ha nuovamente chiuso temporaneamente il confine ai migranti provenienti dalla Serbia. Mentre la Slovenia ha chiesto aiuto all’Europa, denunciando una situazione al limite che ha costretto il governo a proporre velocemente una legge che permetta all’esercito di aiutare la polizia nel controllo delle frontiere anche perché quelli che sono costretti a restare sul territorio sloveno e non possono tornare indietro.

“L’arrivo di migranti negli ultimi tre giorni, eccede le nostre capacità di accoglienza. Solo ieri ne sono arrivati 8000 quando sono solo 2000 quelli che possono andare in Austria. Perché malgrado quanto afferma Vienna la loro politica di accoglienza non è cambiata”, afferma il premier sloveno Cerar e il ministro dell’Interno sloveno Bostjan Sefic, non ha escluso la possibilità di costruire delle barriere fisiche lungo il confine sud-orientale se il numero dei migranti dovesse aumentare. L’idea del “muro” sta facendo scuola e proseliti in Europa, anche nella meta tanto ambita dai profughi, la Germania. Secondo il settimanale tedesco Bild, infatti, ci sarebbero ben 188 parlamentari di maggioranza (su un totale di 310) che avrebbero sottoscritto per chiedere l’erezione di barriere frontaliere ai confini orientali e meridionali del Paese. Rainer Wendt,il capo della German Police Union, ha detto al giornale Welt am Sonntag che “se vogliamo condurre controlli seri ai confini, dovremmo costruire una recinzione”.

La recinzione piace molto quindi anche alla Germania, la stessa che con la sua Cancelliera sta tentando di fare accordi con la Turchia per cercare di limitare il numero degli arrivi. “L’immigrazione illegale deve essere tenuta adeguatamente sotto controllo, quindi creeremo dei meccanismi condivisi con l’Ue. Ma non possiamo accettare un accordo del tipo ‘noi vi diamo i soldi e loro restano in Turchia’”, questa la risposta del premier Davutoglu dopo il meeting con Angela Merkel. Ora la Turchia, dopo essere stata accusata da più parti per il suo atteggiamento ambiguo con l’Isis, sa che la carta dei profughi è un vero e proprio asso nella manica da poter giocare con un’Europa sempre più confusa e divisa.

Maria Teresa Olivieri

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento