martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

‘Non abbiamo pianto’:
omaggio agli artisti
del ghetto di Terezín
Pubblicato il 15-10-2015


Il Direttore d'orchestra, Gabriele Bonolis

Il Direttore d’orchestra, Gabriele Bonolis

Il prossimo 17 ottobre la musica scende nel cuore profondo della città leonina e tocca le sue periferie lontane con il concerto “Non abbiamo pianto”. Tre stazioni della nuova linea C, inaugurata appena un anno fa, Teano, Malatesta e Pigneto, in momenti diversi vedranno gli orchestrali dell’Opera di Roma suonare nelle viscere della terra per ricordare uno degli avvenimenti  più tragici e dimenticati della storia europea.

La data scelta per questo viaggio musicale sotterraneo non è certo casuale. All’alba del 17 ottobre 1944, esattamente settantuno anni fa, 1.390 artisti ebrei cechi, austriaci e moldavi vengono assassinati nella camere a gas di Auschwitz-Birkenau. Sono i poeti, gli scrittori, i musicisti, i pittori, i compositori, gli attori che per quattro anni hanno vissuto nel “ghetto modello” di Terezín, concepito dal Reich per negare l’esistenza dei lager. Il giorno precedente, il 16 ottobre, sono stati caricati su un unico convoglio ferroviario, il kunstlertransport, il “treno degli artisti”, e dopo ventiquattro ore la loro esistenza è finita, per dirla con  le parole di Primo Levi, “andando su per i camini”. L’Associazione ‘She Lives‘, insieme ai suoi partner, Teatro dell’Opera di Roma, Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma Capitale, Atac, Rai Radio Tre, Comunità Ebraica di Roma, Errebian e Reale Ambasciata di Norvegia, con il concerto “Non abbiamo pianto” vuole far uscire dal ghetto della storia i compositori della Shoah facendoli dialogare con i musicisti del nostro tempo, sottraendoli ai contesti commemorativi nei quali vengono quasi sempre relegati.

Per questo motivo le musiche di Pavel Haas, una delle vittime del 17 ottobre, si intarsiano con quelle di Lasse Thoresen, il maggiore compositore scandivano vivente, che per questa occasione verrà in Italia e seguirà personalmente le prove e il concerto.’ Un incontro tra passato e presente che vive anche nella poesia. Le musiche di Haas e Thoresen si saldano  nel corso dell’evento con il diario poetico scritto a Terezín da Viktor Ullmann (Il viandante straniero, prima traduzione in italiano a cura dell’Associazione She Lives) e con i testi del poeta Nicola Muschitiello, tratti da La rosa eterna (Nino Aragno Editore, 2015). Ai versi daranno voce due artisti del nostro tempo, anche loro eredi ideali dei padri di Terezín: il regista Giorgio Barberio Corsetti e lo stesso Nicola Muschitiello. Prima tappa la stazione di Teano. Alle 19.09 esatte, un minuto dopo la fine di Shabbat, l’immenso atrio di vetro e cemento della stazione accoglierà la prima esecuzione italiana di YR (Brina), un pezzo ad alta densità virtuosistica che Thoresen ha immaginato in forma di dialogo tra un violino e un danzatore. Seconda tappa, 19.45, la stazione di Malatesta.

Ai piedi della grande vetrata che guarda verso una massiccia scalinata di cemento prenderanno posto i sedici archi dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, diretti per l’occasione da Gabriele Bonolis. Terza e ultima tappa, intorno alle 21, la stazione di Pigneto. Qui gli spettatori, che si muoveranno tra una fermata e l’altra utilizzando le normali corse della metropolitana, ritroveranno il violino di Stefano Minore e le voci di Nicola Muschitiello e di Giorgio Barberio Corsetti. Per le letture di congedo si tornerà ai versi di Muschitiello, e a quelli tesi e meditativi che Viktor Ulmann ha concepito, senza mai cedere allo sconforto e al lamento, nella prigione a cielo aperto di Terezín.

Guerrrino Mattei 

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