sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Omicidio stradale. Primo sì alla Camera
Pubblicato il 28-10-2015


Omicidio stradale-NenciniSì dell’Aula della Camera al disegno di legge che introduce il reato di omicidio stradale. Il testo è stato approvato con 276 voti a favore, 20 contrari e 101 astenuti. Ora, essendo stato modificato a Montecitorio, torna al Senato, per l’approvazione definitiva. Contro ha votato Sel, mentre Fi e M5S si sono astenuti. Con l’introduzione del reato di omicidio stradale si rischiano fino a 18 anni di carcere, considerando le aggravanti della guida senza patente e dell’assenza di assicurazione. “L’ultimo miglio verso l’approvazione definitiva” ha commentato il segretario del Psi e Viceministro alle infrastrutture. “Un impegno preso, un impegno mantenuto. A fronte del dimezzamento dei morti sulle strade italiane – ha aggiunto Nencini – sta crescendo il numero dei morti provocati da chi guida sotto l’effetto di alcool e di stupefacenti. Si calcola una percentuale di oltre il 25% per cento. E’ la ragione che ci ha indotto a rendere le norme più gravi e più giuste”. “La Camera – ha detto ancora Nencini – ha completato il lavoro fatto dal Senato. Ha reso obbligatorio l’arresto in tutti i casi gravi di omicidio stradale, ha ripristinato la fattispecie semaforo rosso, contromano, inversione di marcia, inasprito la pena per chi viaggia senza patente e senza assicurazione, allungato i tempi di ritiro della patente, ridotto la discrezionalità del giudice e inasprito la pena per chi fugge. Abbiamo preso l’impegno – ha concluso Nencini – di approvare il reato entro l’anno, dopo l’ultimo passaggio al Senato. A dicembre sarà legge”.

Durante la dichiarazione di voto in aula è intervenuto per il Psi l’onorevole Oreste Pastorelli che ha definito il provvedimento come la prima risposta a chi è stata negata giustizia: “Il disegno di legge che introduce il reato di omicidio stradale rappresenta una prima importante risposta, necessaria e non più rinviabile, a tutti quei familiari e associazioni delle vittime della strada cui molto spesso è stata negata giustizia. La previsione di una pena detentiva certa per chi, guidando sotto l’effetto di alcool o sostanze stupefacenti, uccide una persona, ha una chiara funzione di contrasto ad un fenomeno che negli ultimi anni ha causato migliaia di decessi sulle nostre strade”. “Ciò che risulta decisivo – ha proseguito il parlamentare socialista – è riuscire a promuovere un cambiamento culturale, una diversa sensibilità nell’opinione pubblica riguardo al tema del rispetto delle regole al volante, che deve iniziare sin dalle scuole primarie. Solo così sarà possibile ridurre effettivamente il numero di morti sulla strada per un’imprudenza o per condotte deliberatamente irresponsabili”.

Scheda – Le principali novità

– OMICIDIO STRADALE: L’omicidio stradale colposo diventa reato a sé, graduato su tre varianti: resta la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) nell’ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada. Ma la sanzione penale sale sensibilmente negli altri casi: chi infatti uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe rischia ora da 8 a 12 anni di carcere. Sarà invece punito con la reclusione da 5 a 10 anni l’omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l’incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio).

– LESIONI STRADALI: In via speculare, stretta anche per le lesioni stradali. Ipotesi base invariata ma pene al rialzo se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se comunque ha bevuto (soglia 0,8 g/l) o l’incidente è causato da manovre pericolose scatta la reclusione da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime.

– CONDUCENTI MEZZI PESANTI: L’ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica ai camionisti e agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l.

– FUGA CONDUCENTE: Se il conducente fugge dopo l’incidente scatta l’aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni per le lesioni. Altre aggravanti sono previste se vi è la morte o lesioni di più persone oppure se si è alla guida senza patente o senza assicurazione. E’ inoltre stabilito il divieto di equivalenza o prevalenza delle attenuanti su specifiche circostanze aggravanti. La pena è invece diminuita fino alla metà quando l’incidente è avvenuto anche per colpa della vittima.

– REVOCA PATENTE: In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 (omicidio) o 5 anni (lesioni). Tale termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca.

– RADDOPPIO PRESCRIZIONE: Per il nuovo reato di omicidio stradale sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio in flagranza nel caso più grave (bevuta ‘pesante’ e droga). Negli altri casi l’arresto è facoltativo. Il pm, inoltre, potrà chiedere per una sola volta di prorogare le indagini preliminari.

– PERIZIE COATTIVE: Il giudice può ordinare anche d’ufficio il prelievo coattivo di campioni biologici per determinare il dna. Nei casi urgenti e se un ritardo può pregiudicare le indagini, il prelievo coattivo può essere disposto anche dal pm.
(Fonte Agi)

Redazione Avanti!

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