martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Orfini e la fine di Marino
Pubblicato il 09-10-2015


Orfini sembra un personaggio di un vecchio film di Moretti: “Ecce bombo”. Occhi stralunati, magro ai limiti dell’anoressia, volto scavato da una leggera barba, capelli radi, sembra lì lì dal dirti: “Che faccio? Penso, vedo gente”. È giovane ed ha vaga sembianza da intellettuale un po’ sfigato. Ma che ci tiene a mostrare la sua preparazione. Non so perché, ma aveva fondato la corrente dei giovani turchi, importando il termine dalla rivoluzione di Ataturk. Ma ha portato male. Perché subito dopo sono uscite le rilevazioni sull’atroce carneficina degli armeni, non ad opera di Orfini, ma di Ataturk. Allevato da scuola dalemiana si è poi spostato come tanti su Renzi, ed è assurto ai massimi vertici del partito. Dopo le dimissioni di Cuperlo gli ha preso subito il posto di presidente con quella sua aria un po’ cimiteriale. Si vede che è portato per le cerimonie funebri.

E’ il terzo Matteo nella lista, dopo Renzi e Salvini. Eppure è il solo che continua a parlare in politichese. Con frasi tipo “il punto politico”, “a livello di”, “strategia e tattica” e altre astruserie d’antan rottamate da Matteo uno. Intelligente e anche colto, Matteo Orfini da D’Alema ha ereditato la tendenza al ragionamento, cosa rara oggi. Ma rispetto a D’Alema, anche da lui disconosciuto in uno sport ormai generalizzato nel suo partito, Orfini si esprime con una voce stridula e quasi insopportabile. Dopo la vicenda Cuperlo l’hanno messo vicino a Marino e sappiamo come è andata a finire. Rispetto all’aria da primo della classe sempre contento dell’ex sindaco, Orfini ha recato in dono la sua cupa tristezza, il suo candore da fantasma del castello.

La coppia era inossidabile. E anche equilibrata. Non sapevi mai, dalla lettura dei due volti, a quale dar retta. Spavalderia e desolazione si intrecciavano inesorabilmente. L’ultimo giorno di scuola la depressione orfiniana è andata oltre l’immaginabile. Quando Renzi gli ha intimato di seppellire Marino, dopo Cuperlo e tutta la Turchia, Orfini ha avuto un calo di pressione, già solitamente molto bassa, e un principio di svenimento. Ha fatto un lieve cenno col capo e si è recato da Marino per comunicargli che era venuto il momento cruciale per provvedere alla cerimonia. Col suo volto sempre più cimiteriale e la sua pelle terrea, Orfini ha assicurato che riprenderà a sorridere solo dopo le elezioni, ma c’è da dubitarlo. La depressione orfiniana potrebbe durare anche a lungo, perfino più di quella di Wall Strett…

Samuele 

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