venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Padel. Daniele Scopece:
«Va sdoganato in tv»
Pubblicato il 09-10-2015


Daniele Scopece, istruttore e responsabile nazionale dell’Msp padel

Daniele Scopece, responsabile nazionale dell’Msp padel

«Il calcio sta al calcetto come il tennis al padel». Daniele Scopece, istruttore e allenatore, utilizza questo paragone per spiegare il consistente e crescente successo di questo sport che, senza dubbi, considera «lo sport del futuro, e non una moda passeggera». Formatosi in Spagna, patria per eccellenza del padel, Scopece è sempre più convinto che – anche in Italia – questo sport sarà in grado di affiancarsi al tennis come successo in Spagna ove «il padel, in termini di tesserati, ha superato il tennis, piazzandosi sotto il calcio che resta il primo sport nazionale» spiega. «Gli spagnoli hanno introdotto lo sport nei club – continua l’istruttore – togliendo i campi da tennis e costruendo solo quelli da padel». Con il Paddleur – circolo che costruì il primo campo a Roma Sud – Scopece ha formato una squadra agonistica che ha vinto in serie B – quella a livello regionale – conquistando l’ambita serie A, a livello nazionale.

L’MSP PADEL – Scopece – classe 1978 – è anche responsabile nazionale dell’Msp padel (realtà nata da poco più di un anno al fine di ampliare lo sport su Roma, ndr) che punta alla diffusione del padel ‘dal basso’. «Dallo scorso gennaio – da quando è partita la prima tappa del ‘Torneo Amatoriale Padel Msp-Cisalfa’ – c’è stato un incremento pari a 150 giocatori nella classifica nazionale della Federazione italiana tennis (Fit)». L’obiettivo è quello di coinvolgere le persone, che di solito giocano nei club, all’interno di un circuito amatoriale – spiega l’allenatore  – «stimolandoli sia nella crescita individuale che in quella della classifica».

I GIOVANI E IL PADEL – Per quando concerne i giovani «l’assenza di scuole o accademie concentrate a promuovere il padel è il motivo dell’assenza di ragazzi» rileva Scopece. Oggi l’avvicinamento dei ragazzi a questo sport avviene solo attraverso i genitori, ma anche i genitori stessi – spesso – non conoscono il gioco. L’istruttore suggerisce dunque di entrare nelle scuole per coinvolgere sia i ragazzi sia i genitori che ancora concepiscono il padel come hobby, preferendogli il tennis. «La Fit Paddle non ha avuto la possibilità di creare la squadra nazionale di giovani di livello proprio perché mancano i ragazzi che – ne sono certo – sono il futuro di questo sport».

LE CLASSIFICHE E I TORNEI – Sul fronte delle donne, com’è noto, il numero delle giocatrici è in progressiva crescita, ma a mancare sono le classifiche. «Quando le giocatrici aumenteranno in modo esponenziale – spiega Scopece – si potranno realizzare le classifiche. È una questione di numeri che riguarda anche gli uomini». MspA oggi, la classifica nazionale Fit conta circa 500 giocatori e 200 giocatrici, e «le categorie permetteranno di fare tornei di categoria» assicura l’atleta.

IL PADEL IN TV – In merito alla scarsa diffusione mediatica del padel, Scopece sostiene la necessità non solo di organizzare manifestazioni sportive, ma anche di far di approdare lo sport in televisione, «magari su reti seguite piuttosto che di nicchia». «La Fit – continua l’allenatore – sta facendo molto in questo senso: l’anno scorso l’esposizione mediatica di Francesco Totti e Roberto Mancini – che giocavano a padel al Foro Italico, durante gli Internazionali di tennis – fu enorme; poi per mezzo del canale ‘Super tennis’ si consente la conoscenza dello sport e, infine, importante è la presenza del padel all’interno di ‘Tennis & Friends’ –  la kermesse che coniuga sport e salute – in programma sabato 10 e domenica 11 al Foro Italico. «In Spagna – ricorda Scopece – l’ex primo ministro spagnolo, José María Aznar fece costruire un campo a casa sua, giocò in numerosi club, dando grande risalto allo sport. Così facendo contagiò il popolo ispanico in maniera decisiva».

Silvia Sequi

intervista tratta da PadelNostro

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