domenica, 4 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Padoan: “In Italia ripresa più forte delle attese”
Pubblicato il 09-10-2015


Padoan-ripresa economicaUn’iniezione di ottimismo al giorno toglie la crisi di torno. Oggi è la volta del ministro dell’Economia Padoan che, da Lima in Perù nel discorso depositato all’Imfc (International Monetary and Financial Committee) ha afferamto che “in Italia è in corso una ripresa più forte delle attese”. E che le “condizioni finanziarie sono migliorate” e il “consolidamento continuerà”. “L’Italia che accelera sorprende un po’ tutti, soprattutto gli osservatori internazionali. Dal punto di vista del governo questo conferma quello che continuiamo a pensare, cioè che la potenzialità di crescita dell’Italia sia  elevata e piano piano questo si farà sentire”. “L’occupazione è cresciuta dello 0,5% nei primi due trimestri ed ha continuato a crescere in agosto, con il tasso di disoccupazione sceso all’11,9%.

Il Jobs Act e gli incentivi stanno aumentando la quota dei contratti fissi per i nuovi assunti”  ha affermato ancora Padoan sottolineando che le stime del governo per l’Italia prevedono un pil in crescita dello 0,9% nel 2015 e dell’1,6% nel 2016, con un deficit in calo al 2,2% il prossimo anno e un pareggio di bilancio nel 2018.  Sul fronte  fiscale, Padoan ha ricordato che il deficit di bilancio   dovrebbe scendere dal 2,6% del Pil quest’anno al 2,2% il   prossimo. Il pareggio di bilancio dovrebbe essere “quasi   raggiunto nel 2018”. Secondo il ministro, “la strada verso un   miglioramento del bilancio strutturale sarà più graduale di  quanto previsto in precedenza anche se ciò è condizionato   da stime conservative del potenziale di crescita”. Padoan   dice che nel 2016 il governo italiano intende usare   “pienamente” la flessibilità fiscale a disposizione. Ecco   perché il deficit strutturale di bilancio, pari allo 0,4%   del Pil nel 2015, temporaneamente salirà allo 0,7% del 2016.

Il dato, anticipa il ministro, scenderà di nuovo allo 0,3%  nel 2017 e raggiungerà il pareggio nell’anno successivo.  Quanto al rapporto debito/Pil, “è previsto che scenda per la   prima volta dopo otto anni”, dal 132,8% al 131,4% l’anno   prossimo e poi calare gradualmente al 119,8% nel 2019. Tra le  misure con cui si intende centrare questi target ci sono  “ulteriori tagli alla spesa parte della spending review in  corso; la eliminazione della tassa sulla casa, su terreni  agricoli e macchinari; una rete di sicurezza più ampia per i   disoccupati; misure per lottare contro la povertà e   promuovere l’efficienza energetica e l’economia delle regioni del Sud”. Padoan conclude dicendo che una “riduzione della   tassazione sui profitti aziendali è pianificata nel 2017”.    Oggi sono stati resi noti anche i dai dell’Istat sulla produzione industriale, fredda ad agosto ma in crescita dall’inizio dell’anno. Prosegue invece il boom delle auto. Secondo i dati Istat infatti la produzione scende dello 0,5% in confronto a luglio, mentre è in rialzo su base tendenziale (+1%). Nella media di giugno-agosto ha segnato una variazione nulla nei confronti del trimestre precedente. Nei primi 8 mesi è aumentata dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dellanno precedente.

L’indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali negative nei raggruppamenti dellenergia (-4,3%), dei beni di consumo (-0,7%) e dei beni intermedi (-0,4%) mentre i beni strumentali segnano una variazione nulla. In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, ad agosto 2015, aumenti nei comparti dei beni strumentali (+3,9%) e dellenergia (+3,2%); diminuiscono invece i beni intermedi (-1,8%) e i beni di consumo (-1,3%).  La produzione di autoveicoli ad agosto cresce del 48,8% rispetto allo stesso mese del 2014, continuando la serie di aumenti a due cifre iniziati alla fine dello scorso anno. Nei primi otto mesi lincremento è del 44,5%. Secondo Paolo Mameli, senior economist della direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, il calo della produzione industriale ad agosto “non è preoccupante e non modifica lo scenario di fondo per leconomia italiana”. Si prevede “un rimbalzo a settembre, probabilmente di entità superiore rispetto al calo registrato ad agosto”.

La correzione, spiega ancora lanalista, “dopo laumento di luglio era attesa ed è risultata circa in linea con le aspettative (mentre in Germania e Francia si sono viste rilevanti sorprese, di segno opposto). In altri termini, non ci sembra (a differenza ad esempio che  per il dato tedesco) un segnale di affievolimento della crescita in relazione agli effetti del minor vigore della domanda mondiale”. Per i consumatori invece il dato “non sorprende affatto e non fa altro che dimostrare tutta lincertezza e linstabilità di quella che molti, prematuramente, si affrettano a chiamare ripresa”. Il Centro Studi Confindustria infine rileva un incremento della produzione industriale dello 0,9% in settembre su agosto. Nel terzo trimestre 2015 la stima è di un aumento dellattività dello 0,7% sul precedente, il più alto da inizio 2011 e in accelerazione dal +0,4% del secondo. Rispetto al terzo trimestre 2014 il progresso e stato del 2,1%. Secondo Confindustria, il quarto trimestre 2015 eredita una variazione congiunturale di +0,4%. “Nei mesi autunnali – sottolinea lindagine – la tendenza dellattività si delinea ancora in miglioramento.

Secondo i direttori degli acquisti (indagine Pmi Markit) in settembre gli ordini ricevuti dalle imprese manifatturiere hanno continuato ad aumentare, seppure a un passo più lento (indice a 53,9, per lottavo mese sopra la soglia neutrale di 50). Nei mesi estivi lindice è risultato superiore al valore medio registrato in primavera (+0,3 punti, a 55,7). Tale progresso è dovuto soprattutto allandamento della domanda interna”.

Redazione Avanti!

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Fattori chiave del successo secondo Yoram Gutgled:
    *Gestire riforme dal vertice, con persistenza ed energia
    ▪Definire una vision della trasformazione complessiva e convincente
    ▪Dimostrare velocemente l’impatto delle riforme sia per i cittadini che per i funzionari statali (progetti pilota, quick wins)
    ▪Consentire alle strutture di tenere una parte dei risparmi
    ▪ Fare leva sull’opinione pubblica ad ogni stadio della trasformazione (definire priorità, sessioni di Progress Review, valutazione dell’impatto)
    ▪Strutturare un dialogo sulla performance per allineare tutti gli stakeholder importanti.
    E’ quello che sta facendo Padoan…

Lascia un commento