sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

‘Passione sinistra’.
Anche in politica
contano i cambiamenti
Pubblicato il 05-10-2015


Passione sinistra“Passione sinistra”. Questo il titolo del film del 2013, per la regia di Marco Ponti, mandato in onda da Rai Uno; liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Chiara Gamberale “Una passione sinistra”. Terza opera di Ponti, arriva dopo Santa Maradona del 2001 e A/R andata e ritorno del 2004. Al centro c’è la storia di Nina (Valentina Lodovini), un’idealista di sinistra che deve scrivere il discorso finale per la vittoria alle elezioni del candidato sindaco di Roma: Andrea Splendore (alias Glen Blackhall). Tutti la vedono come una pazza sognatrice idealista, schizofrenica di idee e di voglia di fare, che non riesce a controllare. Il suo compagno, Bernardo (Vinicio Marchioni), è invece uno scrittore che sembra vivere l’amore più come un libro da leggere una volta e poi da buttare via, che con passione.

Passione sinistra

Nina invece, vorrebbe cambiare il mondo a modo suo ma con convinzione e sincerità, credendoci davvero. Subito si fa notare per la sua mentalità rivoluzionaria. Al colloquio di lavoro dice di dover essere assunta, anche se non sarà preparata di politica come gli altri candidati, perché lei non si preoccupa tanto di quel che succede adesso nel mondo, ma di quello che accadrà tra qualche anno perché le interessa il futuro. Parole che conquistano Splendore. E così fa la sua entrata nel mondo della politica, coi suoi personaggi tipici che ruotano intorno ad esso: oltre al politico, l’imprenditore, la escort, le amanti; tra chi ruba e chi è corrotto, tra chi tradisce e chi è tradito, in un gioco dei ruoli, tra inganni e maschere.

E in questo mondo alla deriva, disilluso, senza ideali, ci sono “poche idee e confuse”, ma soprattutto i politici sono “esseri umani geneticamente modificati”, come gli ogm, come li descrive l’amica di Nina: Martina (Geppi Cucciari). Nessun riferimento specifico, però, a cose, fatti o persone e neppure accuse ad personam; destra e sinistra, seppur ai poli opposti, sono entrambe prese di mira. Tutto sembra perduto finché la vita di Nina non cambia quando riceve in eredità dal padre la casa al mare, che vuole vendere. All’acquisto è interessato Giulio (Alessandro Preziosi), ricco e arrogante.

Eva Riccobomo-Passione sinistra

Da subito Nina non ama le sue prepotenze e la sua voglia di dominare sempre ed avere tutto ciò che desidera ad ogni costo. Giulio ha una compagna, bellissima quanto superficiale: Simonetta (Eva Riccobono). Distratta, dice battute fuori luogo senza rendersene conto, preoccupata e interessata solamente dell’apparenza; le sue giornate sono scandite dalla cura della sua persona e dalle serie tv americane. L’ottima sceneggiatura evidenzia molto bene il forte contrasto tra questi due mondi. Con la voce in prima persona di Nina che narra tutta la storia e che osserva il mondo della politica come con un radar che identifica, segnala e registra tutto per categorie. Così il film gioca con i falsi miti, i finti stereotipi e preconcetti tipici della società contemporanea, con riferimenti ironici all’attualità. Se Bernardo sogna di andare da Fabio Fazio, nel finale Nina incontra Marco Travaglio. Sembra essere la fine di tutto: Nina vende la casa e getta via tra le lacrime le ceneri del padre scomparso, quasi a simboleggiare che abbia buttato all’aria i princìpi e gli insegnamenti del padre, che diventa emblema del messaggio lasciato in eredità alle generazioni future dai padri fondatori della Costituente. È il finale (un po’ a sorpresa), però, a farci capire che non esistono la destra o la sinistra, ma la Politica.

Passione-sinistra-alessandro-preziosi-evalentina-lodovini

La sola verità di fatto oggettiva e inconfutabile è che “le cose belle nella vita sono i nostri cambiamenti” e che, dietro la politica, ci sono persone in carne ed ossa, umane. Ed è ritrovando la loro umanità che si può (ri)scrivere la storia, con un nuovo finale: Nina e Giulio concepiranno un figlio frutto del loro amore, che “Speriamo non parli come quelli di sinistra”, si augura Giulio, “Ma se già non pensasse come quelli di destra mi basterebbe”, ribatte Nina. Sicuramente sarà figlio della società moderna e di tutte le sue contraddizioni, che vuole cercare strade nuove, diverse, scoprire modi diversi per essere se stesso al di là dei ruoli e delle etichette, sociali e politiche; andando sopra ogni categorizzazione in schieramenti e bandiere che non contano di fronte all’essere umano: quello che diventa Giulio con Nina, come gli fa osservare la sorella Angelica (Rosabell Laurenti Sellers). Infatti le uniche bandiere che si vedono sono quelle dei No tav nel finale. Per avere così nuovi orizzonti di possibilità per lui, così come gli uomini partirono alla ricerca di nuovi pianeti e realtà, andando su Venere o sulla Luna.

Questo il senso della canzone finale inserita a ragion veduta: “The Final Countdown” degli Europe del 1986. L’atmosfera è quella del giudizio finale, l’Armageddon del mondo attuale, della politica odierna, del destino di tutti i giovani e di ogni ideale. Un’incertezza incombente e oppressiva che regna e domina, dando un senso di inquietudine, amarezza, disillusione, disperazione, ma anche di spinta adrenalinica: il sollievo della speranza, della possibilità di riscrivere il futuro, di salvare ancora il salvabile.

Destra e sinistra devono convergere in politica verso il bene comune e l’interesse generale. Così come lascia intuire il titolo: passione sinistra, che non vuol dire solamente di e per la sinistra, ma anche sinistra in quanto pericolosa, oscura, ignota, in parte sconosciuta, come quella per la politica appunto.

Ba.Co. 

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