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Opinioni e commenti
 

Pensioni, Renzi fa retromarcia. Flessibilità rimandata
Pubblicato il 12-10-2015


Pensioni-Inps

Dopo tanto parlare sulle pensioni e di flessibilità si è di nuovo al punto di partenza. La parola flessibilità, al momento, rimarrà nel cassetto. Peccato, perché solo qualche mese fa, era maggio, il presidente del Consiglio con le sue parole aveva suscitato qualche speranza in più di una persona vicina alla pensione. “Se una donna a 61, 62 o 63 anni – aveva spiegato – vuole andare in pensione due o tre anni prima, rinunciando a 20-30-40 euro, per godersi il nipote anziché dover pagare 600 euro la baby sitter, bisognerà trovare le modalità per cui, sempre con attenzione ai denari, si possa permettere a questa nonna di andarsi a godere il nipotino”. Evidentemente i denari non sono stati trovati. Infatti, ospite a “Che tempo che fa”, la trasmissione condotta da Fabio Fazio è tornato sul tema stroncando ogni possibilità: “Non abbiamo ancora trovato la soluzione per consentire di andare in pensione un paio d’anni prima. Se si interviene sulle pensioni senza saggezza si fa danno, quindi proporremo la soluzione nel 2016 quando i numeri saranno chiari”. Parole con cui ha confermato che non sono previste nella legge di stabilità misure strutturali sulla flessibilità in uscita. Intanto, a suo tempo, più di un titolo sui giornali e qualche simpatia tra i vicini alla pensione se lo era procurato.

Un rinvio che non è stato ben accolto dal mondo sindacale: è “sbagliato rinviare la scelta e pensare si tratti di qualche aggiustamento emergenziale, scaricando gli oneri sui lavoratori” ha detto il leader della Cgil. “Non si può – ha aggiunto Annamaria Furlan segretario generale della Cisl – rinviare al 2016 la controriforma della riforma Fornero, abbiamo bisogno subito già nella legge di Stabilità di un segnale importante. Sarebbe una risposta per le imprese, per i giovani e per tutti i lavoratori”. “Vogliamo capire – ha aggiunto – se per il governo, che ha fatto tante ipotesi, ha chiuso e riaperto più volte, questa è una cosa seria o se sono solo annunci a seconda degli spot televisivi che poco interessano agli italiani”. Stesso tenore dalla Uil che considera il rinvio un “errore gravissimo”. “Si continuano – ha affermato il segretario confederale Domenico Proietti – a penalizzare i lavoratori over 62 anni e i giovani che vedono ancora bloccato il turn over nel mercato
del lavoro. La Uil non si rassegna a derubricare questo tema e continuerà la mobilitazione in tutto il Paese”.

Dai toni più accesi le affermazioni arrivate dal mondo politico. Per Paolo Ferrero segretario nazionale di Rifondazione Comunista “Renzi è un ciarlatano totale: sulle pensioni l’ultima dimostrazione, se ce ne fosse stato bisogno”. Dal campo opposto Brunetta: ” a maggio Renzi prometteva flessibilità uscita in legge di stabilità. Ora, dopo piroette Padoan in cerca di risorse, è costretto a marcia indietro”. Ma le critiche non sono arrivate solo dagli “estremisti” dell’opposizione. Anche l’ex ministro del Pd Cesare Damino, ora presidente della Commissione Lavoro della Camera, ha definito l’annuncio di Renzi “una doccia fredda”. “Rimandare al prossimo anno una misura più volte annunciata e attesa da decine di migliaia di lavoratori è, a mio avviso, un errore”. “E’ vero – ha continuato Damiano – che c’è bisogno di avere le idee chiare e di non sbagliare le previsioni con misure improvvisate, come è già capitato nel passato: ma questo, semmai, avrebbe dovuto accelerare il confronto con il Parlamento sui numeri e sulle risorse da impiegare. Insisto nel dire che con la flessibilità, conti alla mano, alla fine si producono dei risparmi e sono disposto
su questo argomento ad un confronto con Renzi. Oltre alla flessibilità, non dimentichiamolo, dobbiamo risolvere il problema della settima salvaguardia e dell’Opzione Donna, che devono entrare nella legge di Stabilità”. “La questione previdenziale non può essere accantonata: anticipare l’uscita dal lavoro o dalla disoccupazione con penalizzazioni equilibrate, vuol dire non accrescere l’esercito dei nuovi poveri e, con il turnover, favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Anche di questo il Governo deve tenere conto”, ha concluso Cesare Damiano.

L’unico a spellarsi le mani per il rinvio all’anno prossimo è stato lo zelante sottosegretario all’economia e segretario politico di Scelta Civica Enrico Zanetti: “Da Renzi sulle pensioni atteggiamento responsabile e consapevole che apprezziamo molto, in perfetta sintonia con la nostra linea. Solo chi guarda alla curva dei sondaggi (quello di Renzi di maggio che cos’era?) invece che alla curva demografica può valutare passi indietro sull’età pensionabile senza aver prima un quadro informativo chiaro non solo degli impatti sui bilanci dei prossimi tre anni, ma anche e soprattutto su quelli di qui a dieci, vent’anni. Su questo gli abbiamo dato e continueremo a dare una mano piu’ noi di Scelta Civica che molti dei suoi, ma le coalizioni servono apposta per questo”.

Ginevra Matiz

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