sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ponte sullo Stretto?
Prima fare le strade
Pubblicato il 20-10-2015


Ponte sullo Stretto di Messina? Oggi non sono riuscito ad andare da Enna a Palermo perché il treno è deragliato sui binari a causa del maltempo. Infrastrutture: è questa la parola-chiave per un reale sviluppo della Sicilia. Ponte sullo Stretto, sì, ma infrastrutture prima di tutto, perché è impossibile vivere in una Regione dove ci sono autostrade e strade interrotte, treni che deragliano e che annegano a causa della pioggia straordinaria, collegamenti interni che risalgono agli anni Cinquanta e Sessanta.
Leggo con interesse l’intervento del compagno Maurizio Ballistreri il quale sostiene la realizzazione del Ponte dello Stretto di Messina e sono d’accordo con lui che “dopo anni di colpevole inerzia, si ha consapevolezza che è necessario investire in questa parte del Paese in grandi opere infrastrutturali, funzionali alla modernizzazione di sistema, precondizione fondamentale per attirare capitali privati”. E sono d’accordo con lui anche sulla necessità fatto di evitare “l’inutile retorica meridionalistica”. Concordo che il Ponte va realizzato prima o poi.

Ma ritengo che alcune riflessioni debbano essere fatte, perché che questa Sicilia ha bisogno, adesso, di opere prioritarie rispetto al Ponte sullo Stretto, che diventerà, forse un giorno, quando sarà costruito, una nuova “porta d’accesso alla Sicilia”.
Da mesi, ormai, la Sicilia vive il dramma di essere divisa in due. Inevitabili le conseguenze negative sulle imprese, sul trasporto merci, sui traffici commerciali e sulla mobilità dei suoi cittadini, che stanno pagando a caro prezzo l’interruzione dell’autostrada Palermo-Catania a causa di un pilone venuto giù per una frana. Mesi e mesi senza autostrada, senza collegamento veloce tra le due città più importanti dell’Isola. Un problema serissimo che ha condizionato la vita di migliaia di siciliani. La soluzione oggi è nota: ore e ore a percorrere strade di montagna che ovviamente non sono adeguate a sostenere il traffico di mezzi pesanti e automobili. Un’altra frana, alcuni giorni fa, ha interrotto l’autostrada Messina-Catania, così come è interrotto da alcuni giorni lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento. Il maltempo ha diviso la Sicilia in tre. Una Sicilia “porta del Mediterraneo” che è povera delle opere essenziali.

Negli anni Sessanta e Settanta sono state costruite infrastrutture che poi sono state lasciate per decenni nel più completo abbandono, salvo interventi di manutenzione “tappabuchi”. Oggi apprendiamo con soddisfazione degli investimenti importanti che Anas ha in programma per la Palermo-Catania, asse fondamentale per i siciliani. Duecento chilometri indispensabili per i collegamenti della nostra Isola dimenticati dai governi nazionali che si sono avvicendati negli anni.
In Sicilia abbiamo bisogno di tutto ciò che esiste e funziona in modo normale in numerose regioni italiane ed europee. Ma questa terra va sostenuta da tutti per consentirle quel salto di qualità che può portarla davvero in Europa e farla diventare, sì, la porta d’accesso all’Europa. Forse tanti non immaginano i viaggi che sono costretti a fare coloro i quali vivono nell’entroterra siculo per raggiungere le città capoluogo, per esempio dai paesi ennesi o nisseni. Strade impervie che con l’arrivo della pioggia diventano pericolose.

La questione Ponte sullo Stretto oggi torna alla ribalta e mi fa piacere che il compagno Ballistreri ha aperto un dibattito perché i socialisti intendono seguire con attenzione ed aprire un dibattito anche in Assemblea regionale siciliana e in Regione sulle infrastrutture.
La prima cosa che mi viene in mente quando penso al Ponte sullo Stretto è una riflessione profonda ed intellettualmente onesta dei soldi (una infinità) spesi negli anni per alimentare e sostenere un “carrozzone” come la Società Ponte sullo Stretto di Messina. Penso a quello che si sarebbe potuto realizzare per la comunità siciliana piuttosto che gettare al vento fondi destinati esclusivamente a un vero e proprio “stipendificio”. Qua, bisogna dirlo in modo chiaro, è colpevole quella che amo definire la mala politica, capace soltanto di gettare al vento il denaro pubblico, invece che lavorare per la modernizzazione della nostra Isola e per il bene pubblico.

Sono dell’idea che il Ponte sullo Stretto debba essere realizzato, ma che debba essere complementare a tutto quello che ad oggi manca e che va fatto in via prioritaria e senza ulteriori indugi se vogliamo uscire una volta per tutte dalla retorica. Prima di tutto gli investimenti in strade, autostrade, ferrovie, porti, collegamenti validi con le piccole isole che non possono essere abbandonate a loro stesse. Concordo con Ballistreri che è indispensabile potenziare i collegamenti telematici, portare avanti politiche fiscali ed energetiche di vantaggio; e vero è che il Ponte può permettere alla Sicilia di essere punto nevralgico anche per l’Europa, ma dobbiamo essere in grado di muoverci liberamente e in sicurezza nella nostra terra.

Il Ponte sullo Stretto può essere un importantissimo volano di sviluppo per l’impulso che può dare all’occupazione – problema che resta irrisolto in Sicilia – all’imprenditoria privata, a tutto un tessuto socio-economico che ha bisogno di essere sviluppato e di avere occasioni di sviluppo, in una fase storica di stagnazione, quando gli economisti parlano di un Sud che stenta a crescere e che arranca al contrario del resto del Paese che timidamente offre segnali più positivi. Il Ponte sullo Stretto sì, ma credo che lo vedrà la prossima generazione e che al momento abbiamo bisogno di opere più indispensabili.

Antonio Venturino
Vice presidente vicario dell’Assemblea regionale siciliana

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Commenti all'articolo
  1. Caro compagno Antonio Venturino,circa il tuo proposito di rinviare sine die la costruzione del PONTE SULLO STRETTO di Messina non aiuta lo sviluppo della comunità siciliana.Portare in Sicilia il TAV tramite la infrastruttura FS sarebbe utile anche all’UE la quale otterrebbe il necessario allargamento dei confini geografici del Continente Europeo.Ti esorto a dare il massimo impegno in tal senso per quanto di tua competenza.Manfredi Villani.9

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