martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Quello che non ci dice
il Cardinal Vallini
Pubblicato il 13-10-2015


Sono bastate poche anticipazioni della lettera aperta alla città di Roma che il cardinal Vallini, Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, presenterà il prossimo 5 novembre per scalare in un attimo la classifica delle notizie e finire in testa ai titoli di giornali e televisioni.

Segnali tra Poteri, si direbbe, peraltro con un Sindaco di Roma dimessosi dieci giorni dopo essere stato silurato da Papa Francesco.

Il Vicario del Papa, dunque, scrive una lettera perché Roma sia “stimolata a rinascere, ad avere una scossa”, per “ripartire dalle molte risorse religiose e civili presenti, iniziando dalla formazione di una nuova classe dirigente nella politica”.

Una scossa? Non c’è dubbio, in città siamo tutti consapevoli dello sforzo che servirà per riparare i disastri compiuti in questi decenni dalle classi dirigenti, locali e nazionali. Già oggi paghiamo le tasse più alte d’Italia per avere i peggiori servizi tra le Capitali europee.

Cardinal Vallini, però, mi permetta di essere franco: dove era lei, dove erano i suoi predecessori, dove era il Vaticano mentre Roma veniva ridotta in macerie, come ha scritto di recente l’Osservatore Romano?
Dove eravate quando, per gli interessi di pochi, si moltiplicavano quartieri privi di infrastrutture, scuole e trasporti, creando degrado ed emarginazione? Quando il debito comunale cresceva a dismisura per soddisfare la fame insaziabile dei potenti di turno e nutrire le clientele di ogni colore?
Dove era la Chiesa dell’Urbe mentre Mafia Capitale rubava i soldi destinati all’assistenza ai più deboli, mentre l’emergenza abitativa lasciava decine di migliaia di famiglie senza casa e sotto sfratto?
Dove eravate quando si azzeravano i fondi per i disabili, per l’ambiente, per la cultura?

Purtroppo, noi romani sappiamo dove eravate.

Vi abbiamo visto a braccetto con molti di coloro che stavano “saccheggiando” Roma, dando a politici, alti dirigenti, giornalisti, quegli appartamenti di pregio che tanti fedeli avevano donato per fini di carità.
Vi abbiamo visto ottenere autorizzazioni per trasformare storici conventi in alberghi, salvo poi in molti casi non voler pagare le tasse come noi comuni mortali.

Vi abbiamo visto chiedere ed ottenere terreni comunali per costruire, anche con i nostri soldi frutto del truffaldino sistema dell’otto per mille, cinquanta nuove chiese. E voi le avete fatte con gli interni sacri firmati Bulgari.
Vi abbiamo visto sfruttare i privilegi del Concordato per impedire ai vigili urbani di accertare gli abusi denunciati in zone extraterritoriali (come avvenne per la sede del Vicariato), arrivando persino a sfregiare col cemento l’aerea della Basilica di San Paolo, patrimonio dell’Umanità che nessuno aveva osato violare per duemila anni.

Non avete smesso di rivendicare privilegi nemmeno sui permessi Ztl, solo per voi disponibili senza limite e con uno sconto superiore a quello dei residenti nel centro storico. Per non parlare di tutti i soldi pubblici drenati per beatificazioni e grandi eventi, senza versare un euro dei tanti che, a vario titolo, incamerate.

In questi anni, però, avete gestito il turismo ad ogni livello, utilizzando la società del trasporto pubblico per avviare il vostro business dei bus a due piani, lasciando a noi traffico e inquinamento.

Ricordiamo bene, poi, gli strali e gli anatemi lanciati contro il registro delle unioni civili e quello dei testamenti biologici, incassando nel frattempo l’intitolazione della stazione Termini a Giovanni Paolo II. E ricordiamo che fu il Vicariato a negare i funerali a Piergiorgio Welby senza mai ammettere di avere sbagliato.

La scossa, Cardinal Vicario, iniziate a darla a voi stessi.

Ad esempio restituendo ai romani le decine di milioni di euro di tasse non pagate al Comune dalle strutture ricettive degli enti religiosi e magari chiarendo se l’Opera Romana Pellegrinaggi, ente del Vicariato, esiste per fare concorrenza agli operatori del turismo italiano oppure per prendersi cura delle anime dei pellegrini.

Mario Staderini
Cittadino di Roma, ex Segretario di Radicali italiani

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