lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Tornado in Iraq. Ultima decisione al Parlamento
Pubblicato il 07-10-2015


Pinotti-terrorismo-IsisMentre si alzano i toni tra Mosca e Nato sulla crisi siriana, in Italia continuano a rincorrersi voci e ipotesi su una possibile partecipazione alleata del nostro Paese in Iraq accanto alla Nato. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, dopo aver smentito le indiscrezioni di ieri del Corriere davanti alle commissioni esteri e difesa di Camera e Senato, oggi riapre alla possibilità di un impegno italiano in Iraq alla missione contro l’Isis “con l’invio di armi e con un contingente tra i più numerosi tra addestratori, carabinieri e piloti”, ma precisa che il governo “sta valutando ulteriori nuove necessità, ma nessuna decisione sarà presa senza coinvolgere il Parlamento”.

Durante la conferenza stampa con il segretario della Difesa Usa Ashton Carter, in visita a Roma, Pinotti spiega che il focus centrale dell’incontro di oggi è stato il Mediterraneo: “È stato riconosciuto il ruolo di leadership che l’Italia ha avuto in entrambe le missioni Mare sicuro e Eunavformed”.
Sull’Isis il ministro precisa che da entrambe le parti, Usa e Italia, viene considerato “un pericolo per la sicurezza e il futuro di tutto il mondo”.

“Questo è un obiettivo che condividiamo, ma quali saranno nuovi e diversi assetti non l’abbiamo ancora stabilito”. Ha dichiarato Roberta Pinotti in merito all’ipotesi di un eventuale impiego dei cacciabombardieri Tornado stanziati in Iraq per colpire bersagli dell’Isis. “Non c’è un orientamento già preso dal governo, altrimenti sarebbe già stato comunicato al Parlamento, ma stiamo valutando con attenzione” ha detto il ministro.
In ogni caso le azioni di supporto italiane in Iraq potrebbero rilanciare il ruolo dell’Italia non tanto in Siria ma sulla tanto spinosa questione della Libia, su cui Roma conta di ottenere la guida in una coalizione nella fase di ricostruzione sotto l’egida dell’Onu.

Nel frattempo però continua lo scambio di accuse tra Mosca e Washington, nuove accuse oggi ai bombardamenti russi in Siria da parte del Segretario della Difesa Usa Ashton Carter. “La Russia sta seguendo la strategia sbagliata, continuano a colpire obiettivi che non sono Isis. E noi continueremo a non collaborare fintanto che proseguiranno con questa strategia – ha detto Carter durante la conferenza congiunta con il ministro della Difesa Roberta Pinotti – Con la Russia avremo discussioni sulle procedure di sicurezza per i nostri piloti che sorvolano la Siria. Ma è tutto qui”.

Ma i problemi potrebbero crearsi proprio con la Russia sull’Iraq che secondo la Reuters, vista la guerra “blanda” portata avanti dall’Occidente potrebbe chiedere aiuto a Putin. “Nei prossimi giorni o settimane, credo che l’Iraq sarà costretto a chiedere alla Russia di lanciare attacchi aerei, e che dipende dal loro successo in Siria”, afferma Hakim al-Zamili, un politico sciita, presidente della Commissione Difesa, in un’intervista alla Reuters.

L’efficienza russa nel condurre la guerra al Sedicente Stato Islamico è visibile ogni giorno, oggi ad esempio Mosca ha iniziato a bombardare la Siria anche dal mare: il ministro della Difesa Serghiei Shoigu, ha riferito che sono stati colpiti obiettivi Isis con quattro navi lanciamissili della flottiglia del Mar Caspio ad una distanza di circa 1500 km. I missili sparati sono i 3M-14T, missili con gittata di 2.600 km.

Maria Teresa Olivieri

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