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Opinioni e commenti
 

Regioni. Chiamparino si dimetterà dopo la Manovra
Pubblicato il 22-10-2015


Chiamparino-dimissioniIl presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino ha presentato le proprie dimissioni e lo ha annunciato aggiungendo che, su richiesta dei colleghi presidenti, le dimissioni sono state al momento congelate. La notizia è arrivata a margine della seduta romana della Conferenza delle Regioni, quando il governatore del Piemonte ha aggiunto che le dimissioni resteranno congelate fino all’approvazione della legge di stabilità. Tanto che la decisione era stata legata ai tagli alla Sanità previsti dalla Manovra.

Il presidente della Conferenza delle Regioni attacca Beatrice Lorenzin, a scatenare l’ira di Sergio Chiamparino sono state le dichiarazioni del ministro della Salute che qualche giorno fa avrebbe giudicato un errore dare in mano alle Regioni la gestione del servizio sanitario. ”Se anche il governo la pensa come il ministro, allora si riprenda la gestione della sanità – ha dichiarato in conferenza stampa il governatore piemontese – fra cinque anni faremo i confronti e vedremo se tutte le regioni funzioneranno meglio con una gestione centralizzata”.

“Sulla sanità c’è un aumento di 1 miliardo rispetto ai 3 previsti, questo miliardo parrebbe vincolato per almeno 800 milioni alla definizione dei nuovi Lea, che noi comunque stiamo sollecitando ma questo è un punto da chiarire, perché se c’è un vincolo vuol dire che l’aumento è condizionato”, ha ancora detto Chiamparino.

Ma riguardo le sue dimissioni Chiamparino ha affermato: “Ho rassegnato le dimissioni dalla presidenza della Conferenza delle Regioni perché è evidente che, dopo il giudizio di parificazione della Corte dei Conti che ha riscontrato un disavanzo di 5,8 miliardi nel 2014, una Regione in queste condizioni non può stare in testa alle altre. Mi devo dedicare di più al Piemonte”. Legando così la sua decisione al giudizio dato dalla Corte dei Conti sul bilancio della Regione Piemonte che ha certificato due giorni fa un disavanzo di quasi sei miliardi durante l’udienza per il giudizio di parifica sul bilancio 2014.

Allora il commento di Chiamparino è arrivato a denti stretti: “Non poteva che andare in questo modo”, puntando il dito contro il governo colpevole di non aver varato il decreto “che abbiamo concordato con il ministero dell’Economia e che ci avrebbe consentito di affrontare la situazione. Non avrebbe modificato il giudizio della Corte ma ci avrebbe detto come affrontarlo”. In assenza di un provvedimento del governo, infatti, il Piemonte si trova a dover pagare, per i prossimi 7 anni, circa 800 milioni di rata a copertura del debito, a fronte di una disponibilità di risorse di appena 400 milioni.

Diverso il giudizio del Presidente della regione Piemonte per quanto riguarda l’attesa legge di Stabilità, “un bicchiere più mezzo pieno che mezzo vuoto”, ha detto, “perché la manovra” contiene “elementi positivi ed espansivi, in particolare quelli sulla spesa extra sanitaria delle Regioni, che liberano risorse per gli investimenti”.

Liberato Ricciardi

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