venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Riforme. 2016, sì della Camera e referendum in autunno
Pubblicato il 16-10-2015


Riforme-Boschi-ReferendumC’è la data e perfino l’ora: il voto finale sulla riforma del Senato, il ddl Boschi, si terrà l’11 gennaio alle 15. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, accettando una mediazione della presidente Boldrini dopo un lungo braccio di ferro. La discussione inizierà il 20 novembre e le votazioni sugli emendamenti avverranno entro il 4 dicembre.

Alla fine i gruppi parlamentari, tranne il M5s, hanno accettato la mediazione offerta dalla Presidente Laura Boldrini dopo lo stallo che si era venuto a creare con il Pd che chiedeva di concentrare la discussione e il voto tra ottobre e novembre mentre l’opposizione chiedeva di rinviare il tutto tra dicembre e gennaio. A differenza del Senato dove la maggioranza è ormai variabile e si regge su diverse stampelle, alla Camera il Governo, grazie al premio di maggioranza assicurato dal porcellum, può contare su un numero di parlamentari soverchiante. Forse anche per questo Boldrini, pur nel contingentamento dei tempi, ha promesso che ci sarà una “considerazione generosa” sui tempi da riservare ai gruppi di minoranza. Insomma comunque non ci saranno sorprese.

A quel punto, prevede la Costituzione, sarà nuovamente sottoposto al Senato e alla Camera per una seconda e definitiva approvazione per la quale non sono previsti emendamenti, ma solo un sì o un no agli articoli, con voto segreto e a maggioranza assoluta. Passaggi – solo al Senato potrebbe accadere un capovolgimento dei numeri – che dovrebbero concludersi in primavera per poi essere sottoposti al referendum confermativo per l’entrata in vigore della riforma.

La strada parlamentare dunque per il ddl Boschi è ormai praticamente spianata: “Sono soddisfatta – ha commentato – ora c’è una data certa”. Il passaggio successivo, obbligato dalla Carta Costituzionale e non una gentile concessione del Governo, è il voto referendario e sui tempi il ministro per le Riforme azzarda una previsione: “Probabilmente sarà in autunno. L’importante è rispettare l’impegno che sia nel 2016 e pensare all’autunno mi pare ragionevole”. La ministra sembra dunque escludere l’ipotesi di un abbinamento delle elezioni amministrative di primavera con la consultazione referendaria di cui pure qualcuno aveva parlato.

A questo punto l’unico evento che potrebbe rinviare il referendum sarebbe solo una crisi di governo con le elezioni anticipate.

 Redazione Avanti!

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