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Opinioni e commenti
 

Riforme. Il Senato va avanti ma diminuiscono i voti
Pubblicato il 06-10-2015


Senato-riformeDi corsa senza tentennamenti verso il traguardo così come vuole il presidente del Consiglio. Ieri l’articolo 6, oggi l’articolo 7 del ddl Boschi, che riguarda i titoli di ammissione dei componenti del Senato, approvato dall’Aula con 166 sì, 56 no e 5 astenuti. Una votazione rapida visto che Lega e Forza Italia hanno ritirato i propri emendamenti in cambio di una apertura di discussione sull’articolo 10 che disciplina il procedimento legislativo del nuovo Senato. Il ministro Boschi ha però annunciato il parere negativo su tutti gli emendamenti all’articolo 10 tranne sui tre emendamenti su cui è stata ammessa la votazione segreta, per i quali il governo si è rimesso all’Aula. Alla prima votazione la maggioranza ha tenuto: 169 voti contrari, 106 favorevoli e un astenuto. Stessa cosa anche sul voto su un emendamento della minoranza Pd – poi ritirato, ma fatto proprio dai 5 Stelle – ma la maggioranza è scesa a quota 154 con 113 sì e 3 astenuti.  Il governo ha superato anche il primo voto segreto sull’articolo 10 respingendo un emendamento di Calderoli sulla tutela delle minoranze linguistiche ma l’asticella è scesa a quota 153. Ben al di sotto della maggioranza assoluta.

Tra una votazione e l‘altra le opposizioni si sono riunite per concordare una linea comune da tenere rispetto al dibattito sul testo Boschi e in particole sull’articolo 10. La linea è quella della “resistenza passiva” per simboleggiare il fatto di essere “ostaggi” della maggioranza. Così ha spiegato il capogruppo della Lega Nord Gianmarco Centinaio: “Le opposizioni, quindi, non faranno ostruzionismo né argomenteranno le loro proposte, ma si limiteranno a votare”. Le opposizioni, ha spiegato Centinaio, constatando come sia “inutile” illustrare i propri emendamenti visto l’atteggiamento tenuto finora dalla maggioranza si limiteranno perciò a votare solamente le proposte di modifica all’art. 10 del testo Boschi. Sul voto finale all’articolo, invece, le opposizioni faranno comunque le proprie dichiarazioni di voto.

Alla riunione – che verrà aggiornata per assumere una linea comune anche sul voto finale al ddl – hanno partecipato, tra gli altri, i capigruppo di FI, Lega, M5S e del Misto Paolo Romani, Gianmarco Centinaio, Gianluca Castaldi e Loredana De Petris. Presente per i Conservatori e Riformisti il senatore Tito Di Maggio, mentre hanno partecipato all’incontro anche altri senatori dell’opposizione, dagli azzurri Maurizio Gasparri e Lucio Malan, all’esponente del Misto, Maria Mussini, dal senatore leghista Roberto Calderoli all’esponente M5S, Giovanni Endrizzi. Insomma una riunione trasversale.

Per mercoledì è confermata la riunione del gruppo di Forza Italia al Senato. La riunione, viene spiegato, si terrà alle 14, ma contrariamente a quanto sembrava, la presenza di Silvio Berlusconi è data ora in forse. L’ex premier, tuttavia, rientrerà a Roma e non e’ escluso che possa tenere delle riunioni con i big del partito.

“Abbiamo fatto una riunione di tutte le opposizioni perché riteniamo che a fronte della totale indisponibilità della maggioranza e direi anche del governo a qualsiasi modifica dell’art.10, pur avendo noi rinunciato agli emendamenti e dato segnali di disponibilità, oggi rientreremo in Aula e faremo una ‘resistenza passiva’, ovvero saremo ostaggi in Aula della maggioranza”. Ha affermato il capogruppo FI Paolo Romani al termine dell’incontro. Parole non condivise dal sottosegretario alle Riforme Luciano Pizzetti: “Hanno capito che l’Aventino non è cosa buona per l’opposizione ma la loro è tutta un’azione strumentale” perché “nell’articolo 1 e negli articoli sulla Corte Costituzionale e sulla presidenza della Repubblica abbiamo recepito e recepiremo emendamenti dell’opposizione”. “Affronteremo – ha infatti confermato Pizzetti – probabilmente il nodo del presidente della Repubblica, recependo le istanze e le proposte dell’opposizione”.

In precedenza le opposizioni avevano rivolto un appello al governo e alla maggioranza affinché riaprissero un confronto e un dialogo su alcune modifiche da apportare al testo del ddl riforme. Sel, con Loredana De Petris, ha chiesto al governo e alla maggioranza di spiegare almeno i motivi per cui non intende aprire a nessuna riflessione. Più netto l’intervento di Luigi D’Ambrosio Lettieri: “Valuteremo anche l’atto estremo di abbandonare l’Aula”.

Il Senatore del Psi Enrico Buemi intervenendo in Aula è invece tornato sul caso Barani che ha portato alla sospensione del senatore del gruppo di verdini.

Redazione Avanti!

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