sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Roma, verde ‘fai da te’ contro il degrado
Pubblicato il 09-10-2015


Verde fai da teEsistono certamente tanti modi per creare economia ed immaginare sviluppo ma sono davvero pochi quelli capaci che rappresentino una risorsa in termini di qualità. Tra questi, Adriano Candioli, un personaggio particolare che vive a Roma, a Colle di Mezzo, un quartiere a ridosso dell’EUR.

Da un appezzamento di circa 1500 mq di terreno abbandonato tra la medesima strada e quella di Mentore Maggini, in stato di abbandono e invaso di rifiuti mai rimossi, con qualche anno di lavoro ha restituito ai numerosi passanti lo spettacolo di un quartiere civile e dignitoso.

L’iniziativa non proviene dal Comune né tanto meno dalla proposta contenuta nel disegno di legge “Misure di agevolazione ed ecoincentivi per interventi di sistemazione a verde” presentato e giacente a Palazzo Madama (che fanno il paio con altrettanti ddl) ricco di contenuti ma privo, a tutt’oggi, di apposito contenitore. Ebbene, Adriano, in pensione e di aspetto giovanile, continua quotidianamente , aiutato con l’impegno volontario di due giovani, a regalare alla comunità un angolo urbano piacevole, strappandolo al degrado dilagante.

L’iniziativa ha intrapreso il suo percorso di pari passo con tantissime piante, oleandri, ligustri, lecci, ibiscus, yucca, e ancora un noce, un nespolo, un cipressetto,una poppe d’angelo, due mirto, due plumbaco, tre lantana, e ancora un corbezzolo, una aralia, una abelia, un limone, due mimose e una decina di piante in fioritura.
§I fiori sono veramente degni dell’importanza che viene loro attribuita, perché oltre a fornire in ogni stagione un arcobaleno di colori, spesso emanano aromi gradevolissimi. Inoltre, Adriano coltiva un piccolo orto con la messa a dimora di 10 cavolfiori, 70 piantine di insalata e una varietà di ortaggi da donare agli immigrati ospitati nella Parrocchia del quartiere che ha raccolto l’invito di Papa Francesco.

Siamo di fronte a un bellissimo esempio che, indubbiamente non rappresenta un caso isolato rispetto ai 150 orti e giardini condivisi che si contano nella città di Roma.
Favorire la progettazione del territorio urbano, incentivando la partecipazione dei cittadini, degli scout e dei bambini delle elementari a visitare i molteplici “giardini “ esistenti nel territorio, si contribuisce a invertire la rotta idonea a trasformare la loro esigenza di un miglioramento ambientale in atteggiamento coerente. Ambiente e sviluppo non sono termini antitetici, bensì, fattori che devono esistere per migliorare la qualità della vita.

Ernesto Calluori

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