sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Alessio Andrej Caperna:
Il socialismo non va in bicicletta
Pubblicato il 01-10-2015


Di questi giorni è la notizia che in Francia vengono concessi degli incentivi per “stimolare” l’uso della bicicletta, per recarsi sul posto di lavoro.

Siamo davvero alle comiche, difatti il lavoratore che utilizzerà la bicicletta, invece che l’automobile, avrà un incentivo pari a 25 centesimi per ogni chilometro percorso.

Immaginiamo l’inverno, con le frequenti piogge, il freddo, la rigidità del clima cosa voglia dire andare al lavoro con la bicicletta.

Ecco il socialismo è esattamente il contrario.

Difatti un provvedimento del genere, ci riporta indietro di almeno un secolo.

Un simile provvedimento è indice emblematico di un modo di sentire che può ben essere definito tipicamente reazionario, che guarda indietro, al passato, un passato oscuro.

Il socialismo è per le modernità, per la crescita, per lo sviluppo, per il benessere diffuso, non di certo per un ritorno agli anni 20 del novecento, quando l’aspettativa di vita era ahimè molto breve, quando le donne sovente morivano di parto, quando si moriva letteralmente di fame.

Provvedimenti del genere ci fanno pensare all’Urss, che ancora negli anni ottanta non conoscevano la motorizzazione di massa, non avevano la libertà, il pluralismo.

In Urss le città erano grige grige, povere, anche d’umanità.

Prevaleva l’acciaio(Stalin), il cemento, il grigiore burocratico di uno Stato totalitario che tutto controllava, il Sorvegliante.

Noi libertari liberali socialisti siamo per lo sviluppo democratico e di massa, per il Ponte sullo Stretto, per le grandi opere, per la velocità consona al post moderno che stiamo vivendo, non di certo viviamo per una Ostalgie( è quel fenomeno che ingenera in alcune fasce della popolazione degli ex Stati satelliti dell’Urss un sentimento di nostalgia per la dittatura comunista), che fortunatamente, in Occidente non abbiamo mai vissuto.

Nè siamo nostalgici per il medioevo.

Non siamo affatto nostalgici.

Meglio la cibernetica, i treni veloci veloci, internet, la rete, la diffusione delle plurarli idee, meglio l’estetica della plastica (Pop), che la durezza dell’acciaio (Stalin).

Meglio le libertà plurali.

Ci contraddistinguiamo per il nostro riformismo del fare PROGRESSO, in Avanti!, non per tornare per dirla guenonianamente all’età dell’Oro, che ovviamente non è mai esistita.

Il collettivismo neo-bolscevico benecomunista quanti danni.

Ha proprio ragione il padre del futurismo Filippo Tommaso Marinetti, il quale scrisse: “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia”.

Avanti! Ma non in bicicletta, meglio una bella automobile!

Alessio Andrej Caperna

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