sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Gianluca Soliani:
È matura la nuova Rosa nel pugno
Pubblicato il 24-10-2015


A Guastalla si è recentemente svolta la tradizionale FESTA AVANTI. Il buon esito della stessa ha suscitato più fiducia, tra gli iscritti e i simpatizzanti del P.S.I. reggiano, circa le prospettive del nostro piccolo, grande Partito. Tuttavia, per un significativo rilancio dello stesso, e soprattutto perché possa avvicinare i giovani, occorre molto di più.
E’ pur vero che i valori, le idee e i sentimenti che appartengono alla cultura socialista hanno la potenzialità di costituire importanti punti di riferimento per molti cittadini, tanto più a fronte dello scialbo panorama politico, dove si muovono dei soggetti che fanno della retorica a buon mercato e si accreditano una supremazia morale che non hanno, mentre, di essi, è evidente la sterilità sul piano della concretezza politica (mi sovviene, a questo proposito, una frase del grande Pertini: “La moralità dell’uomo politico consiste nell’esercitare il potere che gli è stato affidato al fine di perseguire il bene comune”).
Tuttavia, per il rilancio di un movimento socialista in Italia necessita un’offerta politica che, pur omogenea con la tradizionale cultura socialista, sia idonea ad apparire come una novità e suscitare, specie tra i giovani, un’appassionata fiducia sulla sua possibilità di successo.
Credo che un’esperienza come quella della “ROSA NEL PUGNO”, se adeguatamente rilanciata, possa essere ancora largamente percepita come una tale novità e ottenere molte adesioni.
L’unione tra radicali, liberali e, appunto, socialisti, connotata come forza legata più ai principi, che ai giochi della politica, radicalmente ferma e coerente nella valorizzazione delle libertà individuali, nonché concretamente proiettata a dare attuazione ai principi di giustizia sociale e fraternità, laica nell’accezione più pura e, come tale, garante di tutte le concezioni di vita che non impediscano la libertà di altri, una forza che, seppur fiera e forte sostenitrice delle proprie idee, abbia rispetto per l’avversario, rifuggendo da ogni forma di demonizzazione.
É giunto il tempo e c’è spazio per un’operazione di questo tipo.

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Commenti all'articolo
  1. Se non vado errato, l’esperienza della “ROSA NEL PUGNO” portò alla elezione di quasi venti deputati, con un indice di consenso di poco inferiore al 3%, e che però era abbastanza lontano dalla somma delle percentuali ottenute in precedenza dalle singole forze, nel senso che tale risultato non aveva corrisposto alle aspettative della vigilia.

    Sempreché io non ricordi male, quella esperienza si esaurì l’anno successivo, probabilmente a causa delle differenti sensibilità politiche delle sue componenti, e non andrebbe altresì dimenticato che la soglia di sbarramento per il partito in coalizione era allora fissata al 2%, mentre la nuova legge elettorale l’ha ora innalzata al 3%, senza contare che il premio di maggioranza va adesso assegnato alla lista, anziché alla coalizione, il che può spingere l’elettore ad indirizzare il voto verso i partiti maggiori.

    Se poi rammento bene, il programma della “ROSA NEL PUGNO” guardava soprattutto all’ambito dei “diritti civili”, che sono di certo materia importante ma oggi incombono emergenze e criticità – interne ed esterne ai confini nazionali – di natura per così dire più “materiale”, e che richiedono quanto prima idonea risposta, e occorre pertanto che la politica sappia affrontare tutto questo complesso ed articolato insieme di problematiche, come era nelle attitudini del “vecchio” P.S.I., sia a livello centrale che periferico.

    Attitudini e capacità che andrebbero riscoperte, specie in un’epoca come l’attuale che pare segnata da crescente sfiducia e disorientamento, e sembra che, seppur lentamente, qualcosa in tal senso si stia muovendo, anche al di fuori dall’area dei simpatizzanti, e dobbiamo augurarci che anche tra i giovani possa via via diffondersi un tale interesse, ma pure noi dobbiamo cercare di alimentarlo, conservando innanzitutto la nostra identità, e i nostri simboli, in particolare quelli che, come il GAROFANO, hanno contraddistinto la feconda e concreta stagione dell’autonomia socialista e del liberal-riformismo (pur senza nulla togliere alla bellezza della ROSA)..

    E proprio a questo riguardo mi è sembrata molto apprezzabile la prassi inaugurata alla tradizionale FESTA AVANTI di Guastalla, ossia quella di far rivivere l’impegno che tante figure socialiste del passato, semmai poco conosciute dai più – amministratori locali, ma non solo – hanno dedicato alle rispettive comunità, un impegno che non dovrebbe cadere nel dimenticatoio perché anche attraverso queste memorie si può comprendere il ruolo che i socialisti, pur tra errori ed imperfezioni, hanno svolto nella storia del nostro Paese.

    Paolo B. 25.10.2015

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