sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Giuseppe Ferone:
Marino non merita il linciaggio
ma nemmeno di fare il Sindaco
Pubblicato il 12-10-2015


L’avvento di un fenomeno sociale ne scatena, come fosse una reazione a catena, uno nuovo uguale e contrario. Mi occupo di giurisprudenza, non di sociologia e non so quanto sia vero scientificamente questo teorema. Una cosa è certa, giovedì pomeriggio, fino alle otto di sera, a Roma, piazza del Campidoglio sembrava la città di Sirte nella rivolta libica del 2011 ed il sindaco di Roma, Ignazio Marino, sembrava Gheddafi prima dell’omicidio.

Una moltitudine di rivoltosi, con facce che somigliavano più a quelle degli yuppies degli anni ’80 che a quelle di guerriglieri barbudos rivoluzionari (sarà stata colpa delle bandiere di Alfio Marchini), urlavano all’unisono “Marino vattene”, “Marino pagace la cena”, ho visto persino un signore anziano con un cartellone “Marino arrenditi!”.

Poi alle 20 in punto, da perfetti italiani in procinto di voler fare una rivoluzione, tutti a cena. E Piazza del Campidoglio è rimasta popolata da una manciata di giornalisti che aspettavano con ansia la notizia di dimissioni da parte del sindaco.

Che alla fine è arrivata. Marino, prima con una lettera scritta di suo pugno, poi con un video caricato sulla sua pagina Facebook, ha dato le dimissioni da sindaco.

Il popolo di Roma ha vinto. Il sindaco più odiato della storia è caduto con due anni e mezzo di anticipo dalla scadenza del mandato elettorale. I problemi sembravano improvvisamente risolti. E adesso?

Adesso sembra che stiano spuntando fuori movimenti spontanei di cittadini, militanti e persino di qualche dirigente locale del Pd o amministratore locale che, improvvisamente, con parole abbastanza chiare, rivendichino il sindaco. Qual è la verità?

La verità è che Ignazio Marino non è un uomo, purtroppo, in grado di poter fare il sindaco di una città come Roma. Questo è il punto. Dico “purtroppo” perché è una brava persona. Non merita la fine che ha fatto. Non merita di essere “caduto” per degli scontrini e non merita di essere etichettato come disonesto. Se c’è una sola cosa che il povero sindaco avesse quella cosa è proprio l’onestà. La verità è un’altra, ed è che Marino non sia un politico, un amministratore, un sindaco di una grande città. Negli ultimi mesi il sindaco di Roma ha giocato la battaglia della comunicazione basandola sull’onestà. Ebbene si, Marino è una persona onesta. Ma questo non può e non deve assolutamente essere un pregio per lui. Tutti noi, chiunque, ha il dovere di essere una persona onesta. La politica deve essere fatta da persone oneste. Che negli ultimi anni ci siano stati degli scandali dovuti alla bassa moralità personale di alcuni dirigenti locali non può essere la scusa per fare della propria onestà un pregio. Marino è onesto, e allora? Questo gli consente di poter governare Roma? Assolutamente no.

Chiunque oggi, dopo i fatti accaduti, non riesce a non provare pena per l’ex sindaco. Guardatelo, tutto sembra fuorchè un ladro, un farabutto o un traffichino. Non riesco a provare odio guardandolo. Non se lo merita. Ma cosa ben più importante: Roma non merita solo una persona onesta. Roma merita di più, molto di più. Marino ha sbagliato sin dalla sua campagna elettorale. Vero è che vinse con il 60% al ballottaggio con Alemanno, ma quello fu l’effetto “centrosinistra”. Il vento tirava dalla nostra parte. Marino in campagna elettorale portava avanti, fiero ed orgoglioso, lo slogan “Non è politica, è Roma”. Nulla di più sbagliato. Nulla di più populista. Roma DEVE essere politica. La politica non fa schifo. La politica è una cosa seria, è una scienza, e va praticata correttamente, in perfetta buonafede, da professionisti capaci.

Caro Marino, sei una brava persona, non meriti questo linciaggio, ma, purtroppo, non meriti nemmeno Roma.

Giuseppe Ferone

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