domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luciano Masolini:
Le idee che i socialisti non possono dimenticare
Pubblicato il 22-10-2015


In Inghilterra nei primi anni Cinquanta, per mano di alcuni appartenenti al Partito laburista, prese piede l’Unione socialista di Londra. L’intento (non affatto semplice) era quello di analizzare il socialismo nell’era moderna. Dalle loro approfondite ricerche ne uscirono qualificati testi che, visto il contenuto, andarono ben oltre i confini britannici.
Uno di questi eruditi studi fu, infatti, posto in vendita anche in Italia. Il testo in questione, mantenendo nella traduzione il suo titolo originale: “Il socialismo nel ventesimo secolo”, apparve nel 1960 per i tipi della Editoriale Opere Nuove di Roma. Nella sua appendice (il libro era prefato da Alessandro Schiavi) si possono leggere cose di questo tipo: “Ogni credo politico, per sopravvivere, deve essere insieme un appello morale e una guida per l’azione. Il socialismo non sfugge a questa regola. Non può vivere coi vecchi criteri né sulle passate conquiste. Deve suscitare la devozione nella nuova generazione e dimostrare la propria funzione indicando anche ad essa come deve operare. Se non continua a produrre calore e luce – calore nei cuori e luce nelle menti degli uomini – perderà il suo potere di attrazione e finirà nel limbo della storia. (…) All’ideale di uguaglianza bisogna ora dare un contenuto più ampio… Ciò che per i socialisti ha valore consiste in tutte quelle possibilità che mettono in grado di vivere nella libertà e nella fratellanza, che rendono più soddisfacente la vita e qualificano l’uguaglianza. Ignorare questi ideali, considerare l’uguaglianza come isolata da essi, equivale ad esporsi all’accusa che i socialisti non curano l’individualità e la bellezza della vita, ma s’interessano soltanto della divisione dei beni materiali. D’altra parte, l’accettazione di questi ideali ci porta ben oltre l’uguaglianza. Dividere equamente le possibilità  – anche quelle che nobilitano –  non basta, Noi vogliamo anche ampliarle, procurare cioè una sempre più vasta gamma di occasioni per lo sviluppo della personalità umana…”. Parole assai care queste della vecchia Unione socialista londinese, contenenti tutti quegli ideali (così importanti) a cui possibilmente noi seguaci del socialismo non si dovrebbe mai venire meno. Anche perché è proprio grazie ad essi che possiamo  proseguire (tra le varie difficoltà quotidiane) a diffondere in tanti quel calore e quella bella luce, che così bene ci suggerirono quegli amici e compagni inglesi di una volta.
Luciano Masolini
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