lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
NO TAV e De Luca, assoluzione sbagliata
Pubblicato il 26-10-2015


Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio per la recente sentenza assolutoria di Erri De Luca, emessa dal Tribunale di Torino, avrebbe fatto meglio a tacere. Non opportuna la sua dichiarazione, riportata dal QN IL GIORNO del 20 ottobre: sono sempre felice quando una persona viene assolta per la libertà di parola, anche se quella parola è sbagliata. Erri De Luca per i NO TAV resta un paladino della libertà di parola. Un vero maestro sa bene che le parole sono pietre ed uccidono più della spada. Giammai al maestro sono permesse banalità. La prima caratteristica dell’eloquio magistrale è racchiusa nel SELF-CONFIDENT.
Per contro il SELF-MADE del De Luca della NO TAV è dannoso per se stesso e per la comunità. Mi preme ribadire la felice dichiarazione di Alberto Mittone, legale della società Ltf che gestisce i lavori in corso della linea ferroviaria AV da TORINO a LIONE: rispettiamo la decisione, non ne faremo una battaglia campale, ma quando c’è tensione sociale gli intellettuali rispettino i limiti.
Invito a questo punto il ministro Delrio a rileggersi sul giornale socialista Avanti! della domenica del 28 novembre 2012 il mio articolo con il titolo: TAV, scegliere tra lavoro e protesta.
L’affondo sia monito per il salvato intellettuale De Luca: un cattivo maestro è sempre colpevole per le sue banalità. Noi socialisti italiani siamo dispiaciuti per il soccorso a De Luca manifestata dalla gauche francese. Secondo il giornale della domenica di tiratura francese addirittura il Presidente della Repubblica HOLLANDE, avrebbe telefonato al nostro Premier MATTEO RENZI per chiedergli di adoperarsi affinché fosse ritirata la denuncia contro lo scrittore autodidatta italiano De Luca. Sappiamo in proposito che l’ELISEO ed anche PALAZZO CHIGI hanno smentito. Manfredi Villani

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Commenti all'articolo
  1. Al di là dei singoli casi, per i quali mi sembra di vedere che ci si schiera talora a favore o contro a seconda del grado di affinità politica ed ideologica, continuo spesso a chiedermi, da inesperto di diritto, quale limite debba avere, per ciascuno di noi che intenda esprimere una opinione su argomenti vari, la libera manifestazione del proprio pensiero con lo scritto e la parola, garantita dall’art. 21 della nostra Costituzione, senza incorrere in ipotesi di reato (vedi diffamazione, ingiuria, istigazione…).

    Non mi riferisco, beninteso, alle eventuali “colpe” o “responsabilità” di natura etica e morale, nel senso che allorché qualcuno espone un proprio giudizio o punto di vista, ciascun altro è ovviamente legittimato a ritenerlo inopportuno o sconveniente, specie se reputa che, anche in base al ruolo e alla “personalità” di chi lo pronuncia, possa avere conseguenze e ripercussioni a suo parere negative, o indesiderabili.

    Tornando dunque all’ipotesi di reato – e per fare un esempio pur se banale riguardo alla “istigazione” – poniamo il caso che a Tizio, Caio o Sempronio, nel corso di un dibattito pubblico, oppure nell’ambito di dichiarazioni o scritti oggetto di divulgazione, succeda di criticare anche aspramente, e portando argomentazioni, una norma in vigore, senza tuttavia incitare chicchessia a disattenderla.

    Tra coloro che lo ascoltano, o lo leggono, potrebbe esservi chi, convinto e “sedotto” da dette critiche, e motivazioni, decide di non ottemperare a quella determinata norma, semmai dichiarando apertamente come è arrivato a maturare tale scelta, chiamando dunque in causa chi aveva espresso le critiche, le quali, e qui arrivo alla domanda, potrebbero allora configurarsi come una forma di incitamento a trasgredire una disposizione di legge, visto appunto l’effetto che hanno avuto ?

    So di aver portato una esemplificazione un po’ anomala e paradossale, e se vogliamo abbastanza inverosimile, o quantomeno eccezionale, e me ne scuso con chi è ferrato nella materia, ma può servire a spiegare meglio il dubbio di cui dicevo all’inizio..

    Paolo B. 28.10.2015

    • Il Ministro dei Trasporti Graziano Delrio annuncia un tavolo di lavoro permanente tra il Governo e le istituzioni e i Sindaci contrari alla TAV Torino-Lione.La decisione è stata presa dopo l’intervento del ministro con gli amministratori contrari all’infrastruttura in Val di Susa.”Vogliamo recuperare il tempo perduto,svelenire il clima e costruire un luogo di confronto”,ha detto Delrio,aggiungendo di aver ribadito”che l’opera non é in discussione”.Manfredi Villani.

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