martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Sandro D’Agostino:
Qualche proposta
per il futuro del PSI
Pubblicato il 22-10-2015


Il PSI deve lottare per riconquistare un ruolo centrale nella politica italiana. Negli ultimi mesi, sono emerse nel partito posizioni discordanti circa la direzione da imboccare per il futuro. C’è chi vorrebbe legare le sorti del partito al Partito Democratico. Altri vorrebbero che si virasse più a sinistra. Personalmente ho sempre visto con favore un avvicinamento a Forza Italia, pur in piena ed assoluta autonomia. Per evitare un nostro ulteriore indebolimento, sarebbe opportuno che non ci si dividesse e che si addivenisse ad una linea politica quanto più condivisa possibile.
A tal proposito, mi sembra che l’unica strada percorribile sia quella di rafforzare la nostra autonomia. Per farlo, tuttavia, dobbiamo ritornare chiaramente riconoscibili ed appetibili all’elettorato. Ciò non potrà accadere se non ci libereremo dell’ombra che ci viene proiettata addosso dal PD. Penso che molti compagni non abbiano gradito né condiviso talune scelte operate dalla segreteria Nencini. Mi riferisco, ad esempio, al sostegno dei socialisti alla riforma della scuola, alle riforme istituzionali, fino all’incomprensibile masochismo di aver votato l’Italicum. Tuttavia va detto che questa segreteria sta operando legittimamente, essendo uscita trionfalmente dal Congresso di Venezia. Mi auguro, perciò, che si possa aprire una nuova stagione. Sarebbe vitale un maggiore coinvolgimento di tutti gli iscritti sulle decisioni più importanti che attendono il nostro partito.
Per l’immediato futuro, formulo le seguenti proposte organizzative (tralascio quelle strettamente politiche perché sarebbe troppo complesso entrare nel merito):
1)Rafforzamento dell’autonomia del PSI con ritorno al garofano;
2)Piena autonomia delle federazioni locali nello stringere alleanze per tornate amministrative, fermo restando il rispetto di linee guida nazionali nella sottoscrizione dei programmi amministrativi;
3)Alleggerimento della macchina del partito, ad esempio prevedendo la possibilità di aprire sezioni virtuali con la finalità di formulare proposte e stimolare la partecipazione, ma senza oberare i compagni di oneri economici;
4)Potenziamento dell’Avanti! con divulgazione anche di copie cartacee la cui stampa dovrebbe essere lasciata all’iniziativa dei compagni a livello territoriale. A tal fine, prevedere anche delle sezioni provinciali, lasciando la gestione degli introiti pubblicitari ai comitati locali;
5)Gratuità della tessera di partito indistintamente a tutti e possibilità di sottoscrizione on line, inserendo solo i dati anagrafici ed una semplice dichiarazione di non essere iscritto ad altro partito e di condividere il programma del PSI;
6)Lasciare agli iscritti le decisioni più importanti, ad esempio l’alleanza del partito con altre forze politiche in caso di consultazioni politiche nazionali o regionali; la consultazione dovrebbe avvenire on line oppure presso le federazioni provinciali con votazione a scrutinio segreto.
Tanto ci sarebbe ancora da dire. Voglio solo aggiungere che il tentativo di far confluire il nostro partito nel PD deve essere assolutamente fermato. Comportamenti come quelli di Di Lello sono da stigmatizzare con forza. Uno spazio per il PSI ci può essere, ma dobbiamo crederci con forza, evitando di lasciarci ammaliare dal canto delle sirene che, a fronte della promessa di qualche poltrona, vorrebbero che gettassimo ai pesci più di un secolo di gloriosa storia politica.
Fraterni saluti
Sandro D’Agostino

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Commenti all'articolo
  1. Che da parte socialista si guardi “con favore un avvicinamento a Forza Italia” non mi sembra affatto fuori luogo, specie – e questo vale soprattutto per chi può essere piuttosto scettico al riguardo – dopo che l’attuale Primo Ministro, stando alle notizie di stampa, pare essersi espresso a favore della linea “berlusconiana” quanto a riduzione del carico fiscale.

    Oltre a venir riconosciuto che in materia di tasse – cioè in un settore molto importante per la vita del nostro Paese – il Cavaliere aveva visto giusto, il dato politico che se ne può trarre mi sembra essere quello che non dovrebbero esservi quantomeno preclusioni nel valutare le alleanze anche in questa direzione, appunto da parte socialista, a meno che non si voglia virare verso posizioni di sinistra intese in senso più radicale (il che, però, non dovrebbe corrispondere ad una concezione liberal-riformista della società).

    Mi sembra pure che il “ritorno al garofano” possa marcare la volontà di autonomia, e anche il riferimento alle tornate amministrative, di cui al successivo punto 2), mi pare opportuno, ritenendo personalmente, come ho già avuto modo di scrivere, che a livello locale possa esservi spazio per riunire le anime della “diaspora” socialista e per avere o riavere rappresentanze socialiste, e riprendere così fiducia per il futuro.

    Paolo B. 23.10.2015

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