lunedì, 5 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Senza Costituzione rischio
di un’Europa leviatano
Pubblicato il 05-10-2015


Parlamento-EuropeoC’è una sorta di nemesi nella vicenda delle auto “taroccate”, visto che toccano il Paese “custode” del rigore in economia, inflessibile inquisitore degli Stati reprobi, come la Grecia (e l’Italia…) per i loro debiti sovrani.

Ma come nella “Fattoria degli animali” di George Orwell, c’è qualcuno che è “più eguale degli altri”, e si è ancora in attesa di conoscere quali provvedimenti saranno assunti dall’Unione europea nei confronti di Frau Merkel e di “Deutschland über alles”.

Le cause delle difficoltà politiche dell’Europa e dell’egemonia tedesca sono comunemente attribuite dal mantra degli europeisti “senza se e senza ma”, quelli per intendersi alla Mario Monti, Giorgio Napolitano ed Eugenio Scalfari, alla circostanza che Unione europea è ancora una confederazione e quindi sono gli Stati nazionali a decidere.

La soluzione prospettata è quella degli Stati Uniti d’Europa, una sorta di mitica Shangri-La, luogo di perfezione e di armonia politica ed economica, organizzata in Federazione di Stati che dovrebbero cedere grande parte della propria sovranità.

Ma sarebbe davvero così? La cessione della sovranità dei singoli Stati europei ad una Federazione, mutatis mutandis, potrebbe in realtà assumere le sembianze di quel “Leviatano” descritto dal filosofo inglese Thomas Hobbes, riedizione del mostro della tradizione biblica. Nella visione dei sostenitori della Federazione degli Stati d’Europa, come nell’opera del filosofo inglese, tutto il potere dovrebbe essere concentrato in un’unica struttura centralizzata, che non potrebbe non essere fortemente influenzata dalla Germania in quanto Paese economicamente dominante e gestito da una ancor di più totalizzante euroburocrazia e dalla sua avanguardia: la banca centrale. Una prospettiva ben diversa da quella teorizzata da Altiero Spinelli e lanciata già nel 1867, allorquando Giuseppe Garibaldi, John Stuart Mill e Victor Hugo parteciparono a Ginevra al congresso della Lega per la Pace e la Libertà organizzato da Lemonnier, che si richiamava al Progetto di pace perpetua di Kant, all’iniziativa di Saint-Simon e al modello federale americano, che alcuni delegati ribattezzarono “la grande Assise della democrazia europea”, ove l’anarchico Mikhail Bakunin disse: “Che al fine di ottenere il trionfo della libertà, pace e giustizia nelle relazioni internazionali d’Europa, e di rendere impossibile la guerra civile tra i vari popoli che compongono la famiglia europea, una sola strada è possibile: costituire gli Stati Uniti d’Europa”.

L’attuale modello di Federazione salta il tema costitutivo di un vero processo d’integrazione europea, quello istituzionale in ragione dell’allargamento dei processi democratici e della subalternità a questi dell’economia e della moneta.

Non si può parlare di Stati Uniti d’Europa senza il varo di un vero Bill of Rights, ben diverso dagli attuali Trattati, che costituiscono solo petizioni di principi, tranne le prescrizioni in materia di austerity.

Una vera Costituzione dell’Europa federale deve contenere la previsione e la tutela dei diritti, azionabili e giustiziabili da parte di ogni cittadino europeo, per arrivare all’affermazione (in prospettiva, universale) delle libertà individuali e dei diritti collettivi, quest’ultimi intesi non come proiezione dei diritti politici e civili, ma loro precondizione, poiché un vero europeismo non può affermarsi senza una cittadinanza inclusiva.

Maurizio Ballistreri

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento