sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Siria. La Nato risponde a Putin con truppe nei baltici
Pubblicato il 08-10-2015


NATO-truppe Baltici-PutinContinuano ad alzarsi i toni sul fronte siriano tra Mosca e la Nato. Oggi la nuova giornata di guerra in Siria è stata aperta da un’ondata di missili, lanciati dalle navi russe nel Mar Caspio, tanto da portare a una riunione dei ministri della Difesa della Nato. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg avverte il Cremlino accusato, di aver violato i cieli turchi, mentre gli Usa continuano ad accusare Mosca di colpire obiettivi dell’opposizione siriana. “In Siria – sottolinea Stoltenberg – ci deve essere la transizione, ovvero Assad deve lasciare il potere”. Stoltenberg ha aggiunto che “la Russia non mira all’Isis ma agli altri gruppi e sostiene il regime di Assad”, e conclude: “Non è un contributo costruttivo”.

La Nato, continua il segretario generale, “ha visto una problematica escalation di azioni militari russe”, è “pronta a difendere tutti gli alleati, compresa la Turchia” ed è “pronta a dispiegare le forze in Turchia se necessario”. Ma la Nato non si ferma solo alla Turchia e arriva a minacciare la Russia fino alle porte: l’Alleanza Atlantica ha infatti annunciato che invierà un centinaio di soldati nei Paesi Baltici. ”Un piccolo numero di soldati” britannici nei paesi baltici nell’ambito di misure per rassicurare gli alleati. Lo ha dichiarato il ministro della difesa britannico, Michael Fallon a Bruxelles.

Ad essere rafforzata è la cosiddetta “punta di lancia” della Nato, lo «Spearhead» ovvero il “reparto di avanguardia” dell’Alleanza rivolta verso la Russia e annunciata già ad agosto dello scorso anno dal segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen.
Immediata la risposta di Mosca: “Qualsiasi piano di avvicinamento delle infrastrutture militari della Nato alla Russia porterà ad una risposta reciproca per ristabilire la necessaria parità”, ha detto il portavoce del Cremlino.

Intanto si raffreddano ulteriormente i rapporti tra Putin ed Erdogan che annuncia che non comprerà più il suo gas e di non cooperare più nella costruzione della prima centrale nucleare di Ankara se Mosca dovesse continuare a violare lo spazio aereo turco.

Maria Teresa Olivieri

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