venerdì, 2 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Siria. Tra Nato e Russia
c’è di mezzo la Turchia
Pubblicato il 09-10-2015


Guerra-Siria-TurchiaDopo la tensione delle ultime ore tra la Nato e la Russia, si placano gli animi con le ultime dichiarazioni da parte di entrambi gli schieramenti. Il primo a fare dietrofront è proprio lo stesso segretario generale Jens Stoltenberg che ieri aveva dichiarato che “la Nato ha sempre risposto aumentando la sua funzione, la sua capacità, la sua preparazione schierando truppe anche nel sud, compresa la Turchia”, oggi però si viene a sapere che sia gli Usa, sia i tedeschi hanno deciso di ritirare i sol­dati e le batterie di Patriot entro gennaio dalla Turchia per evitare incidenti compromettenti.

La stessa Turchia appare in queste ore molto distesa nei confronti della Russia: “Abbiamo mandato un invito alla Russia perché una delegazione militare possa recarsi ad Ankara. Siamo ancora in attesa di risposta”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri della Turchia Tanju Bilgic. Lo scorso fine settimana l’aviazione turca aveva intercettato apparecchi russi che avevano sconfinato nei cieli nazionali. Mosca ha ripetutamente spiegato che si è trattato di un errore. Nella stessa giornata di oggi il portavoce del ministero degli Esteri di Ankara, Tanju Bilgic, citato dal quotidiano Hurriyet, ha precisato che “la Turchia non ha richiesto alla Nato di inviare forze militari nel suo territorio per la nuova escalation della crisi siriana”. Nello stesso tempo però Bilgic ha anche chiarito che la Turchia sta lavorando con gli alleati sul fronte dei missili Patriot, “continuiamo a lavorare con accordi bilaterali per migliorare la nostra capacità di difesa”.

Ma gli Usa sono determinati a non intralciare e a tentare in tutti i modi di raffreddare la tensione con il Cremlino tanto che fonti dell’amministrazione statunitense hanno fatto sapere che il presidente Barack Obama ha deciso di mettere fine al programma da 500 milioni di dollari, con cui il Pentagono ha tentato senza successo di formare e armare le forze dell’opposizione per combattere i jihadisti dello Stato islamico.

La stessa Russia in queste ore sta aprendo un tentativo di dialogo con le forze Nato, con la Gran Bretagna in particolare. La Russia ha chiesto supporto all’Inghilterra per stabilire contatti con l’Esercito siriano libero, milizia di opposizione ad Assad, nel tentativo di coordinare gli sforzi contro lo Stato islamico in Siria. L’ambasciatore russo a Londra Aklexander Yakovenko “ha annunciato che la Russia sarebbe grata alla Gran Bretagna per l’aiuto nello stabilire contatti con l’Esercito siriano libero” sia per conivolgerlo nella lotta contro l’Isis, sia – ha detto un portavoce dell’ambasciata a RIA Novosti -, per una possibile partecipazione nel processo politico”.

L’unico a mettersi di traverso è il protagonismo francese che tenta di rubare la scena con numerosi attacchi a una Russia che in pochi giorni ha eliminato i principali centri di comando del sedicente Stato Islamico. “È il nostro secondo giorno di bombardamenti e non sarà l’ultimo, stiamo indebolendo Isis”. Jean-Yves Le Drian sottolinea che mentre Parigi colpisce “obiettivi Isis” i raid del Cremlino “all’80-90 per cento si concentrano su altri gruppi ribelli anti-Assad”.

Maria Teresa Olivieri

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento