sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Svizzera, effetto migranti: vince la destra
Pubblicato il 19-10-2015


Toni Brunner-SvizzeraLa destra populista e xenofoba svizzera ha ottenuto un successo ben oltre le previsioni alle elezioni politiche di ieri. L’Udc di Toni Brunner, discepolo del leader storico Christoph Blocher, si è assicurata quasi un terzo dei seggi del Consiglio Nazionale, la Camera bassa del parlamento elvetico, vale a dire 11 seggi in più dell’assemblea precedente, per un totale di 65 seggi su 200.

“La gente ha votato guidata dalla paura”, è l’amaro commento di Rebecca Ruiz, candidata socialista: il suo partito, seconda formazione del Paese attestatosi ieri al 18,8%, rispetto a quattro anni fa guadagna un solo decimale di punto, ma rimane assai vicina al suo minimo storico del 1987 (18,4%), fermandosi a 43  seggi, tre in meno di prima. Scendono anche i partiti centristi e le formazioni ecologiste mentre anche l’altro partito di destra, il Partito liberal radicale, cresce e conquista 3 rappresentanti in più, attestandosi a 33 seggi.

Esulta solo Toni Brunner, presidente dell’Unione democratica di centro (Udc), il partito della destra populista e xenofoba Svizzera, “Avevo detto che sarei stato contento se avessimo fatto lo stesso risultato di quattro anni fa. E invece guadagniamo 11 seggi, quindi direi che sì, le aspettative sono state superate”.

Referendum-stop immigrazione

Svizzera- Manifesto contro l’immigrazione di massa

Brunner, che ha immediatamente rivendicato due seggi nel futuro Consiglio federale, ha spiegato senza esitazioni le ragioni del successo: “Assistiamo da mesi a un movimento migratorio enorme in direzione dell’Europa. In Svizzera aumentano le domande d’asilo e la gente si preoccupa. E non è accettabile che ogni anno arrivino nel nostro Paese 100.000 persone in più.

Se andiamo avanti così nel 2030 saremo 10 milioni. L’Udc si impegna per per limitare l’immigrazione, in particolare tramite un’applicazione conseguente del voto del 9 febbraio 2014. La gente vuole una Udc forte per raggiungere questi obiettivi, anche se siamo consapevoli che per farlo abbiamo bisogno di una maggioranza”.
“Adesso possiamo avere una sorta di diritto di veto nell’Assemblea federale, dunque gli altri partiti dovranno davvero fare i conti anche con noi”, continua Brunner, che individua anche un altro obiettivo, la politica energetica: “Solo così possiamo cambiare le cose e magari correggere qualche decisione sbagliata del passato, per esempio la strategia energetica; finora se n’è occupato solo il Parlamento, ma la popolazione non è mai stata interpellata”.

La partecipazione al voto si è fermata al 48% degli aventi diritto. Il successo delle forze di destra e centro-destra potrebbe “rimettere in gioco diversi dossier” rimasti in sospeso nell`ultima legislatura e che dovranno essere chiusi dal nuovo Parlamento, ricorda Swissinfo. Tra questi la nuova strategia energetica 2050 e la riforma del sistema previdenziale.

Ma saranno soprattutto i rapporti con l’Unione europea e la politica nei confronti degli immigrati che risentiranno della nuova composizione del Consiglio federale e del parlamento elvetico.

Laura Agostini

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