giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Teatro Parioli. Incontri
ai confini di un’era
con Alessio Bonomo
Pubblicato il 28-10-2015


Bonomo-IncontriLunedì 26 ottobre al Teatro Parioli Peppino De Filippo di Roma è andato in scena il primo episodio degli “Incontri ai confini di un’era”, concerto poetico-visionario del cantautore napoletano Alessio Bonomo, con tanti artisti ospiti. La serata inizia con il video de “Gli uomini camminarono sulla luna”, primo singolo estratto dal suo ultimo disco “Tra i confini di un’era”, tra rock, canzone d’autore ed elettronica, poi entra la super band che lo accompagna in questo viaggio con Francesco Arpino (piano, chitarra, arrangiamenti), Matteo D’Incà e Antonio Ragosta (chitarre), Ivo Parlati (batteria), Matteo Pezzolet (basso), Giovanni Di Cosimo (tromba), Angela Davis Loconte (cori) e fanno “L’impermeabile blu” cover di “Famous blue raincoat” di Leonard Cohen, con la pioggia che cade sullo schermo blu. Il viaggio-volo è iniziato, parte “Dove sei tu” sempre dall’ultimo disco: “volare come un’aquila, sfrecciare senza peso andare via…”, poi è la volta de “La rosa dei venti” che dava il titolo al suo primo disco del 2001, uno dei suoi brani più poetici, con immagini molto belle sullo sfondo.

Haber-Parioli

Alessandro Haber – foto di Giancarlo Fiori

Alessio dice “benvenuti ai confini di un’era, ce lo dicono tante cose che siamo in un momento di svolta, dalla politica all’economia…”, poi parte il video di “Nessuno poteva non sapere” scritta per il disco “Haber bacia tutti” di Alessandro Haber (con le voci di Giusy Ferreri, Giuliano Sangiorgi, ecc.) e tante immagini della storia recente del nostro paese. Entra il cantautore Gerardo Casiello e si siede al piano per accompagnare lo stesso Haber in “Vedrai vedrai” di Luigi Tenco (contenuta anche in “Haber bacia tutti”), che dimostra di essere anche un grande interprete. A questo punto arriva la cantautrice Momo (Simona Cipollone) che canta la sua intensa “Freddo” (dal suo primo disco “Il giocoliere”) seduta sulle scale del palco accompagnata da Antonio Ragosta alla chitarra, poi duetta con Alessio nella sua “Impagabile” (dall’ultimo disco “Tra i confini di un’era”) con tutta la band, emozionante.

Momo-Parioli

la cantautrice Momo – foto di Giancarlo Fiori

Alessio dedica la romantica “Le parole degli occhi” agli amici Alberto e Alessandra, poi Gerardo Casiello presenta il suo progetto solista “Alcuni piccoli film” e canta “Soltanto fiori” (testo scritto con Alessio Bonomo), sul video di Giuseppe Giannattasio con i disegni di Laura Scarpa: “…e pensa che sia una sublime malinconia che porterà solo fiori intorno a te…” dedicata a Lilly Greco, noto produttore scomparso 3 anni fa. Alessio presenta l’amico attore Neri Marcorè, che prima legge “La paura” un monologo di Gaber-Luporini che racconta di un uomo che cammina da solo di notte nel centro di Milano, accompagnato da Arpino al piano, poi cantano insieme “Giugno ’73” di De André con Di Cosimo alla tromba e Angela Davis ai cori. L’attore Federico Rosati legge un suo monologo sulla luna con Pezzolet e Parlati che creano un tappeto musicale, poi entra Alessandro Haber per cantare “La luna non ti ama” (adattamento in italiano di Bonomo di “The moon is harsh mistress” di Jimmy Webb) con Arpino al piano, quindi Alessio e Haber cantano insieme la bellissima “Sotto i cieli del mondo” (scritta da Bonomo per “Haber bacia tutti”, disco sottovalutato che andrebbe riscoperto).

Mesolella-Spinetti

Fausto Mesolella e Ferruccio Spinetti – foto di Giancarlo Fiori

Arriva il grande Fausto Mesolella con la sua chitarra acustica e canta qualche verso di “Anima” di Stefano Benni (musicata per il suo disco “Cantostefano” del 2015): “se ti duole l’anima non servono antibiotici, non servono meccanici, non si ripara l’anima…“, poi canta “Quello che non voglio” (una canzone per Fabrizio De André scritta sempre da Stefano Benni):  “Io non voglio morir cantante…poeta…artista…libero…attore…“. Quindi entra Ferruccio Spinetti (anche lui proveniente dagli Avion Travel come Mesolella) col suo contrabbasso e improvvisano uno splendido duetto in “Libertango” di Piazzolla, con particolari effetti sulla chitarra che diventa “elettrica” e il contrabbasso sia pizzicato che suonato con l’archetto. Irrompe in scena Ilaria Patassini in arte Pilar (che presenterà il suo nuovo disco “L’amore è dove vivo” il 6 novembre all’Auditorium Parco della Musica) e canta in modo eccelso “Lei colorerà” (scritta da Alessio per il duo “Musica Nuda” di Magoni e Spinetti) accompagnata da Mesolella e dallo stesso Spinetti, poi con tutta la band (più Mesolella, Pilar e Spinetti) fanno “Lampi di Dioniso”, dedicata a tutti quelli che hanno deciso di bruciare in fretta “troppo giovani per invecchiare, troppo eterni per un’epoca soltanto, troppo belli per non chiedere di morire…”, viene in mente Kurt Cobain. Alessio canta “Qualcosa che manca” (molto attuale: “manca una forza che ci rappresenti in Parlamento”, dal suo primo disco) accompagnato dai suoi musicisti che presenta uno ad uno, poi fanno tutti insieme “La croce” (il brano che lo lanciò a Sanremo Giovani nel 2000), con il video di Oliviero Toscani sullo sfondo. Riescono per il bis “L’impermeabile blu” di Leonard Cohen in una versione più scarna con tromba, chitarra elettrica, acustica e cori, dopo di che Alessio richiama tutta la band sul palco per suonare “Gli uomini camminarono sulla luna” e il concerto si chiude com’era iniziato, in attesa del prossimo viaggio nello spazio onirico di Bonomo.

Alessandro Sgritta

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