domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Terra dei Fuochi. Sequestrati 22 pozzi
Pubblicato il 05-10-2015


rifiutiUna grande operazione dei Carabinieri, ha portato al sequestro di 22 pozzi nel Comune di Marcianise, in provincia di Caserta. L’attività degli uomini dell’Arma, è stata disposta dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L’area, che è stata posta sotto sequestro, comprende dei terreni adiacenti la fabbrica ‘Nokia Solution and Network’ (già ‘Siemens Mobile Communications’). Molti i dati negativi che hanno spinto i carabinieri ad intervenire. I dati raccolti dall’Arpac, infatti, hanno portato alla stesura di alcune relazioni allarmanti. Nello specifico, è stata riscontrata la presenza di organi clorurati nelle falde acquifere, altamente nocivi e motivo di contaminazione. L’Arpac ha riscontrato dati di gran lunga superiori alla Concentrazione Sogli di Contaminazione, CSN.

Questo è dovuto alla presenza di idrocarburi clorurati, tetracloroetilene e di solventi organici. Il sequestro dei 22 pozzi, rappresenta un motivo di alta preoccupazione per i cittadini marcianisani e per i residenti della zona limitrofa allo stabilimento ‘Nokia Solution and Network‘. In realtà, quelle falde acquifere, sono state fonte di approvvigionamento idrico della città, per lunghi anni. L’aver scoperto, nel giro di poche ore, che quell’acqua è inquinata, tormenta l’intera popolazione. I prelievi dei campioni di acqua, da parte dell’Arpac, sono numerosi e, purtroppo, quasi tutti risultano essere inquinati. Le analisi effettuate vari pozzi presenti nella zona hanno evidenziato la presenza di solventi organici aromatici ed idrocarburi clorurati nella falda acquifera di molto superiori alle Csc (concentrazione soglia di contaminazione), registrandosi la presenza di tetracloroetilene nell’ordine di centinaia (2/300) di ug/L, laddove il limite consentito è di 10 ug/L. per la rete di distribuzione e di lug/L per le acque sotterranee.

«La presenza in acqua di falda del tetracloroetilene, in molti casi con allarmante superamento dei valori di concentrazione rispetto ai limiti di Csc, è necessariamente riconducibile ad origine – si legge nella nota della Procura di Santa Maria Capua Vedere – . Le cause della contaminazione sono state ricercate nella presenza dello stabilimento della Nokia. Sono ancora in corso gli accertamenti tesi a stabilire la provenienza univoca o meno della sostanza inquinante dall’attività dello stabilimento della Nokia, anche se può affermarsi che l’attività svolta dallo stabilimento è almeno una delle fonti di tale contaminazione». La sostanza denominata “tetracloroetilene”, spiega ancora la Procura, «è un prodotto di sintesi, normalmente destinato ad usi industriali. Le applicazioni più comuni del prodotto sono come solvente o sgrassatore. Tutte e tre le matrici ambientali, area, suolo, acqua possono essere contaminate. Sono stati accertati affetti tossici per l’uomo, che possono derivare sia dall’inalazione di concentrazioni elevate sia dall’ingestione. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato il tetracloroetilene come sostanza di classe 2 A, probabilmente cancerogena per l’uomo, con riferimento all’insorgenza di tumori ai reni, al fegato, all’utero, alla pelle ed al cervello a seguito di esposizione cronica».

Francesco Brancaccio

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