domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

TERRORE AD ANKARA
Pubblicato il 10-10-2015


Turchia_attentatoDue bombe a distanza di un minuto l’una dall’altra hanno provocato stamane alle dieci ad Ankara la morte di 86 persone e il ferimento di altre 186, di cui 28 versano in gravi condizioni.

L’attentato è avvenuto contro la folla che si stava radunando per partecipare ad una manifestazione per la pace organizzata da un movimento filo curdo per chiedere la fine della guerra contro il PKK, (Partito dei lavoratori del Kurdistan) considerato fuorilegge dal governo turco.

La manifestazione è stata subito annullata e gli organizzatori hanno chiesto ai partecipanti e a quelli che stavano arrivando da altre città di tornare indietro nel timore di nuovi attentati. “Stiamo assistendo a un enorme massacro. È una continuazione di quelli di Diyarbakir e Suruc”, ha commentato Selahattin Demirtas, il leader di Hdp, partito filo-curdo, riferendosi all’attentato a un suo comizio a Diyarbakir alla vigilia del voto di giugno, in cui morirono 2 persone, e a quello del 20 luglio a Suruc, con 33 attivisti diretti a Kobane uccisi da un kamikaze dell’Isis.

L’attentato ha provocato profonda impressione e sembra destinato ad avere un forte impatto sulle prossime elezioni politiche del primo novembre che avvengono dopo che in quelle appena svoltesi a giugno, l’Akp, il partito islamista del presidente Recep Tayyip Erdogan, non era risucito a ottenere la vittoria che si prefiggeva, restando maggioranza relativa in Parlamento mentre aveva avuto uno sorprendente successo il partito moderato filo curdo Hdp.

“Siamo contro ogni forma di terrorismo” ha commentato Erdogan, ma si teme che l’episodio sia parte di una strategia della tensione messa in atto per influenzare l’elettorato. In Turchia, in passato i militari più volte sono intervenuti per modificare i processi politici che non erano di loro gradimento, ma soprattutto per impedire una deriva islamista della Repubblica laica voluta dal padre della patria Ataturk.

Il ministro della Salute, Mehmet Muezzinoglu, che ha dato le notizie ufficiali sul numero delle vittime, ha definito l’attentato un “attacco alla pace e alla democrazia” mentre il premier Ahmet Davutoglu ha convocato una riunione d’emergenza sulla sicurezza e i principali leader politici hanno interrotto la loro campagna elettorale per recarsi sul luogo dell’attacco.

Intanto il Pkk curdo ha dichiarato un cessate il fuoco unilaterale nel conflitto con la Turchia nel sud-est del Paese in vista delle elezioni anticipate. Nel suo annuncio il Pkk spiega di aver invitato i suoi membri a non compiere più attacchi per garantire la sicurezza del voto, ma di essere comunque pronto a rispondere nel caso dovesse subirne da parte dell’esercito turco.

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