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Opinioni e commenti
 

Terrorismo. Lazio e Lombardia nel mirino
Pubblicato il 30-10-2015


Terrorismo-RomaL’Italia resta uno dei Paesi occidentali più esposti agli attacchi terroristici, specie in vista del Giubileo che avverrà tra poco più di un mese. L’Italian Terrorism Infiltration Index 2015 ideato dall’Istituto Demoskopika ha stilato una classifica sulle regioni più a rischio ed è emerso che in vetta ci sono Lazio e Lombardia. A guidare la graduatoria del rischio è la Lombardia, con un punteggio pari a 10, seguono Lazio (6,48 punti), Emilia Romagna (4,27), Piemonte (3,47) e Veneto (2,67). Negli ultimi 15 anni sono stati portati a termine 96 attentati di matrice terroristica in Italia, mentre sono state oltre 7mila le intercettazioni autorizzate per indagini di terrorismo interno e internazionale. Tre gli indicatori utilizzati: le intercettazioni autorizzate, gli attentati avvenuti in territorio italiano e gli stranieri residenti in Italia provenienti dai Paesi nella ‘top five’ del terrore dall’Institute for Economics and Peace (Iep) nello studio ‘Global Terrorism Index 2014’, cioè Iraq, Afghanistan, Pakistan, Nigeria e Siria.

L’allerta per il terrorismo resta alta per quanto riguarda il giubileo anche se recentemente Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, ha dichiarato:
“Al momento – avverte il presidente del Copasir – non ci sono evidenze particolari e specifiche legate alla pianificazione di possibili atti di stampo terroristico per il Giubileo, ma nessuno naturalmente può escludere che la situazione possa evolvere in una direzione non desiderata, ma si lavora tutti col massimo impegno per evitare che ciò accada”.

Terrorismo in Italia (Ansa)

Terrorismo-Italia-Ansa

“Ed è uno sforzo enorme – precisa Stucchi – perché, in un evento come Giubileo, lo ripeto in chiusura, qualsiasi sito religioso, noto o meno poco importa, al pari di altri luoghi ove vi sia un assembramento rilevante di persone sono da ritenere possibili target. Proprio per questo però sono anche i luoghi più analizzati e sorvegliati, grazie a una mappatura specifica, da intelligente e dalle forze dell’ordine”.

Intanto sta facendo discutere la vicenda di Abdelmajid Touil, il giovane marocchino per il quale la corte d’Appello di Milano aveva negato l’estradizione verso la Tunisia in relazione alla strage del museo Bardo. Oggi il Giudice di Pace di Torino non ha convalidato il trattenimento nel Cie. Le indagini condotte dai Ros dei carabinieri e dalla Digos di Milano hanno dimostrato l’assoluta estraneità del ragazzo ad attività terroristiche, e fatto decadere le ragioni per le quali sarebbe dovuto essere rimpatriato in Tunisia—paese nel quale avrebbe rischiato la pena di morte.

Secondo la legge italiana, infatti, l’estradizione deve essere negata quando nel paese richiedente la persona arrestata rischia la pena capitale, “non essendo ammessa nell’ordinamento italiano.”

“Al diniego dell’estradizione consegue automaticamente la revoca delle misure cautelari e la scarcerazione dell’estradando,” si legge nella nota della Corte. Touil è stato infatti rinchiuso nei carceri milanesi di Opera e San Vittore per più di cinque mesi, senza che vi fossero effettivi pericoli di fuga. “Grazie a Dio è uscita fuori la verità”. Sono le prime parole di Fatima, la madre del giovane marocchino.

Redazione Avanti!

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