sabato, 3 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Totò, Bartali e Bersani
Pubblicato il 20-10-2015


Quello a cui non andava bene nulla era proprio fiorentino, come il nostro. Si chiamava Gino Bartali. Aveva vinto tre Giri e due Tour, l’ultimo, quello del 1948, dicevano avesse addirittura impedito la rivoluzione dopo l’attentato a Togliatti. A Besançon Ginettaccio aveva umiliato il francese Bobet. Poi, una volta ritiratosi e divenuto anche commentatore televisivo, era solito ripetere: “Gli è tutto sbagliato, tutto da rifare”. Perché Renzi non abbia paragonato Bersani a Bartali, ma a Totò, per la questione dell’ “a prescindere”, è piuttosto comprensibile. Mai equipararlo a un fiorentino. Già esiste il caso Verdini, aggiungere anche il caso Bartali avrebbe rischiato di generare una reazione anche della Casata dei Medici, dopo che quella dei Della Valle è già passata coi ghibellini rivali. Lotti deve averglielo sconsigliato. Anche perché Bartali era un campione, Totò solo un comico. Come Bersani?

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Non sono mai stato tenero con il giovane fiorentino, ma le argomentazioni di Bersani mi spingono ad essere dalla sua parte.
    Non comprendo come possa Bersani e la sua ditta, prendere di mira un giorno si e l’altro pure, l’operato del Governo Renzi e sostenere che non mira a metterlo in difficoltà.
    Ci deve essere pure un modo per dialogare e evitare di assumere posizioni più dure di quelle dell’opposizione, che da questa situazione, (a prescindere) ne trae indubbio vantaggio.

Lascia un commento